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27/04/09

Sodom (Ger) - Agent Orange

Band: Sodom
Titolo: Agent Orange
Nazionalità: Tedesca
Anno: 1989
Produzione: Steamhammer/SPV

CAPOLAVORO. Né più né meno! Non siamo di fronte a un disco tecnicamente elevato, non siamo di fronte a velocità pazzesche, ma siamo di fronte a un disco che ogni metallaro, e più specificamente, ogni thrasher deve avere. Qui mi potrei fermare, perchè un thrasher che non conosce questo disco, mi spiace ma non può definirsi tale. Agent Orange è alla base dei migliori 5 dischi che la scena thrash teutonica abbia mai sfornato.
Datato fine anni 80 (1989) l'abum si aggira intorno ai 40 minuti di durata con 9 tracce presenti, una più bella dell'altra. Si va dal ritmo più scandito della hit Remember The Fallen alla motorheadiana Ausgebombt. Dietro le pelli il compianto Chris Witchhunter, dall'inizio alla fine del disco martella la batteria come un ossesso, lasciando solo a tratti momenti per ritirare il fianco. Tom Angelripper urla tutta la sua cattiveria dietro a quel microfono da cui fa uscire disprezzo per tutto e tutti mentre è Frank Blackfire alla chitarra a completare la line up con un più che egregio lavoro di chitarra che sciorina assoli uno dietro l'altro.
Per concludere, io non so se questo è il migliore disco in assoluto dei Sodom, ma è sicuramente uno degli album capostipite di un genere! IMPERDIBILE.

Tracklist:
1. Agent Orange
2. Tired And Red
3. Incest
4. Remember The Fallen
5. Magic Dragon
6. Exhibition Bout
7. Ausgebombt
8. Baptism Of Fire
9. Don’t Walk Away

Recensore: Angelripper - fedefalk10@hotmail.com
Voto: 8/10
Contatti: http://sodomized.info/

22/04/09

AA. VV (U.S.A./Jpn/Ing) - Anglican Scrape Attic

Band: Hirax, The Execute, Lip Cream, Concrete Sox, Sacrilege
Titolo: Anglican Scrape Attic
Nazionalità: Americana, Giapponese, Giapponese, Inglese, Inglese
Anno: 1985
Produzione: Autoprodotto

Split a 5 questo Anglican Scrape Attic, second step del viaggio attraverso la discografia degli americani Hirax. Split a dir poco multietnico, se si pensa che a far compagnia alla band statunitense ci sono i giapponesi The Execute e Lip Cream, e gli inglesi Concrete Sox e Sacrilege.
Manco a dirlo, la produzione è di quella della vecchia scuola (e non ci si dovrebbe sorprendere, dato che il cd è datato 1985): per cui suoni bassi e chitarre zanzarose sono il light motive di Anglican Scrape Attic.
Il primo pezzo è proprio degli Hirax, presenti con Destruction And Terror, che sarà presente nel disco d'esordio dell'act americano, Raging Violence. Il sound è quello che abbiamo potuto scoprire col demo d'esordio: Thrash/Speed/Crossover con quel leggero tocco di NWOBHM. Dagli States ci si sposta nel paese del Sol Levante. In primis con i The Execute, presenti con Your Eyes: come sonorità, bene o male ci si avvicina alla proposta degli Hirax. Seguono poi i Lip Cream con Top Fight, altra band Thrash/Speed: riff sparati a velocità allucinanti e sezione ritmica rapida e ferale.. bel lavoro! At least, dal Giappone si vola in Inghilterra col Crust punkeggiante di Concrete Sox (una specie di Sex Pistols forse più incazzati), con Eminent Scum, ed il Thrash nudo e crudo dei Sacrilege, divenuti in seguito una band Doom, con Blood Run.
Split a mio avviso solo per collezionisti questo: la proposta è decisamente TROPPO Old School per molti, anche per chi è avvezzo a tali sonorità. Merito va dato a chi ha organizzato questa cosa, però, soprattutto per la lungimiranza di mettere insieme tre culture decisamente lontane da loro, accomunate da un unico filo conduttore: il Thrash.

Tracklist:
1. Hirax - Destruction and Terror
2. The Execute - Your Eyes
3. Lip Cream - Top Fight
4. Concrete Sox - Eminent Scum
5. Sacrilege - Blood Run

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 5,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/hirax - http://www.myspace.com/vic_sox - http://www.myspace.com/uksacrilege

21/04/09

Hirax (U.S.A.) - Demo 1984

Band: Hirax
Titolo: Demo 1984
Nazionalità: Americana
Anno: 1984
Produzione: Autoprodotto

Siete amanti, oggi come oggi, delle sonorità di Municipal Waste, Gama Bomb e delle bands Thrash/Crossover che stanno sostanzialmente dominando la scena Thrash? Siete cresciuti godendo dell'ascolto di Nuclear Assault, D.R.I. e compagnia crossovereggiante? Beh, c'è una sola band che in pratica dovete ringraziare: gli Hirax.
Questa band statunitense, infatti, è da considerarsi come la capostipite di questo genere, la prima che si sia cimentata in questo particolare modo d'intendere il Thrash Metal. Questo loro Demo 1984 è la loro primissima fatica, una demo-tape (rarissima) di 4 pezzi, in cui è possibile ritrovare, oltre ai classici elementi che potete riscontrare nelle band citate poco più su, ancora una certa influenza della NWOBHM: sarà forse per il timbro vocale o per alcune soluzioni nel guitar working, ma qualcosa dei primissimi Iron Maiden c'è e si sente tutto.
Quattro pezzi dunque, come detto, per un totale di poco più di 10 minuti nei quali gli Hirax, forse inconsapevolmente, sono in pratica entrati nella storia, divenendo i padri fondatori del Thrash/Crossover. La traccia più lunga è la conclusiva Believe In the King (poco più di 3 minuti) ed è anche quella dove più che nelle altre si sente la forte inluenza del Metal classico britannico: diciamo pure che se questa song fosse uscita da uno qualsiasi dei primi lavori Maideniani nessuno avrebbe gridato allo scandalo. E' cmq la doppietta iniziale, Born in the Streets - Battle Cry, che rappresenta, a mio avviso, il meglio in questo lavoro, con Stand and be Counted che si attesta un gradino sotto insieme alla già citata traccia conclusiva.
Inutile dire che questa band è fortemente consigliata agli amanti delle band nominate nel cappello iniziale. Senza dimenticare però che anche gli amanti dell'Heavy classico troveranno punti che potranno piacer loro non poco. Gli Hirax cominciarono nel 1984 un percorso nuovo, che da allora non si è mai interrotto: 25 anni di carriera, vorranno pur sempre dire qualcosa, no?

Tracklist:
1. Born in the Streets
2. Battle Cry
3. Stand and be Counted
4. Believe in the King

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 7/10
Contatti: http://www.myspace.com/hirax

20/04/09

Metallica (U.S.A.) - Master of Puppets

Band: Metallica
Titolo Master of Puppets
Nazionalità: Americana
Anno: 1986
Produzione: Elektra

Avevo poco meno di 10 anni quando, a casa di un amico, dalla camera del fratello mi giunsero alle orecchie delle note che mi colpirono subito. Fu quell'attimo di curiosità a cambiarmi la vita, avvicinandomi a quella che tutt'ora è la musica che ascolto. La prima canzone Metal che abbia mai sentito in vita mia è presente in quello che fu il primo cd che abbia mai comprato. La canzone? Welcome Home (Sanitarium). Il cd? Che cazzo di domande sono? Master of Puppets dei Metallica.
Master of Puppets rappresenta, non solo per me, ma anche per moltissimi altri, il punto d'inizio: è senza la minima ombra di dubbio uno dei dischi che ha avvicinato più persone al nostro amato genere musicale. L'alchimia creata da Hetfield, Ulrich, Hammett e Burton in questo cd è un qualcosa che non si è mai ripetuta.
Dalle prime note di Battery fino all'ultima di Damage Inc., passando per Master of Puppets, The Thing That Should Not Be, Welcome Home (Sanitarium), Desposable Heroes e la strumentale Orion, si respira la Leggenda: un disco perfetto, sotto ogni minimo profilo.
E', come detto, Battery a dare il via ad una cavalcata di 54 minuti che rappresentano quello che è ritenuto da molti il punto più alto dell'intera scena Thrash Metal: e di cavalcata vera e propria si deve parlare con questo pezzo, grazie al suo maestoso incedere ed al (grandioso) lavoro di Ulrich dietro le pelli. Un attimo per prendere il respiro ed eccoci alla title-track: IL pezzo Thrash, al pari di Raining Blood degli Slayer. Quell'attacco iniziale, la fucilata che segue l'intro, la voce di Hetfield che inizia ad urlare "End of passion play, crumbling away/I'm the source of self-destruction", quel ritornello che puà essere definito solo con la parola STORIA: "Come crawling faster/Obey your Master/Your life burns faster/Obey your Master/Master/Master of puppets I'm pulling your strings/Twisting your mind and smashing your dreams/Blinded by me, you can't see a thing/Just call my name, 'cause I'll hear you scream/Master. Master/Just call my name, 'cause I'll hear you scream/Master. Master". E l'assolo, considerato il più bello della storia del Metal. Un attimo (beh attimo... più di 6 minuti) di calma (apparente) con The Thing That Should Not Be, col suo oscuro testo Lovecraftiano, le ritmiche cadenzate... Ed arrivano poi i brividi, il mio punto zero: Welcome Home (Sanitarium); la semi-ballad iniziale, la voce semi-pulita di Hetfield, l'arpeggio iniziale che a distanza di 20 anni ancora mi fa venire la pelle d'oca, la roboante parte finale: cosa vuoi di più dalla vita? E col cazzo che ti rispondo un Lucano. i Four Horsemen ci portano poi sui campi di battaglia con Desposable Heroes, il pezzo che forse meglio di tutti riesce a dar la sensazione di trovarsi inguerra, e con una frase che meglio fa capire cosa sono realmente i soldati: "I was born for dying". La tripletta finale porta via quasi 20 minuti: la granitica Leper Messiah, la lunghissima e sensazionale strumentale Orion ed a chiudere il disco Damage Inc.
Il Thrash Metal dei giacchetti di jeans pieni di toppe. Il Thrash Metal dei jeans aderenti e delle scarpe da ginnastica bianche. Il Thrash Metal in quello che è stato l'anno del terremoto, il 1986 (in quell'anno sono usciti anche Reign in Blood degli Slayer, ed un anno prima erano già arrivati Bonded By Blood degli Exodus e Spreading the Disease degli Anthrax). Master of Puppets è il Thrash Metal. Se non siete d'accordo o, ancora peggio, non conoscete quest'opera d'arte (cosa che coi metallini dell'ultim'ora cresciuti con i cazzoni mascherati che corrispondono al nome di slipzozz può accadere), andatevene a fanculo: non siete nemmeno meirtevoli di essere vivi.

Tracklist:
1. Battery
2. Master of Puppets
3. The Thing That Should Not Be
4. Welcome Home (Sanitarium)
5. Disposable Heroes
6. Leper Messiah
7. Orion
8. Damage Inc.

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: n.g.
Contatti: http://www.metallica.com/

26/03/09

Testament (U.S.A.) - The Gathering

Band: Testament
Titolo: The Gathering
Nazionalità: Americana
Anno: 1999
Produzione: Spitfire

Altro giro, altra corsa, altra recensione di un disco il cui voto, alla fine, sarà n.g. (non giudicabile). Questo non perchè il disco in questione fa talmente schifo da non poter essere giudicato, ma semplicemente perchè si sta parlando sostanzialmente di un capolavoro, per il quale un voto da 1 a 10 è in pratica riduttivo.
Anno Domini 1999, a due anni dall'incazzatissimo Demonic, nel quale i Testament misero tutta la loro rabbia dopo molte beghe con la casa discografica, la band di Oakland torna con una Line-Up che sa tanto di All Stars: ai soliti Chuck Billy (voce) ed Eric Petersson (chitarra), abbiamo nomi altisonanti a completare la formazione, ossia Dave Lombardo (batteria), James Murphy (chitarra) e Steve DiGiorgio (basso). Sospetto che questi signori non hanno assolutamente bisogno di presentazioni (e se non li conoscete chiudete immediatamente il browser, che non siete degni di star qui).
Il risultato di questa unione è un concentrato di 42 minuti e 37 secondi, intitolato The Gathering. Quanto sia assurdamente stupendo questo cd lo si capisce dalle prime note dell'opener, D.N.R. (Do Not Resuscitate), da subito diventato un cavallo di battaglia (se non IL cavallo di battaglia) per la band capitanata dal gigantesco Nativo Americano. Oltre che una potenza (marchio di fabbrica dei Testament) incredibilmente ampliata (e te credo!), si può ascoltare in toto la classe di questi 5 mostri sacri. E non è che è finita qui eh? Anzi, tutt'altro. Date un'ascoltata più attenta a pezzi come Down for Life, o Eyes of Wrath, o ancora Careful What You Wish For, per non parlare di True Believer. No dico, scherziamo? E' umanamente impossibile che una mente umana possa non solo suonare, ma anche solo concepire dei pezzi simili. "Sua Maestà Il Batterista Estremo" Dave Lombardo macina sulle pelli con la stessa roboante potenza di un rullo compressore, coadiuvato da uno Steve DiGiorgio in stato di grazia; il riffing-work della coppia Murphy-Petersson è incessante, vario, mai scontato, con parti solistiche da pippa a quattro mani (passatemi il termine).
Con una formazione simile, con musicisti di tale calibro, non poteva che uscire fuori un disco che potesse entrare nella storia del Thrash. The Gathering è un disco che mette d'accordo tutti, senz'ombra di dubbio: un album che è il concentrato vero e proprio di violenza, tecnica e, sì, classe. Un disco che va a piazzarsi di diritto fra i migliori cinque del genere.

Tracklist:
1. D.N.R. (Do Not Resuscitate)
2. Down for Life
3. Eyes of Wrath
4. True Believer
5. 3 Days in Darkness
6. Legions of the Dead
7. Careful What You Wish For
8. Riding the Snake
9. Allegiance
10. Sewn Shut Eyes
11. Fall of Sipledome

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: n.g.
Contatti: www.testamentlegions.com

25/03/09

Metallica (U.S.A.) - Kill'em All

Band: Metallica
Titolo: Kill'em All
Nazionalità: Americana
Anno: 1983
Produzione: Megaforce Records

Come prima recensione su Thrash Universe non poteva esserci di meglio. Il disco col quale è cominciato tutto ormai 26 anni fa. Era infatti il 1983 quando quattro giovanissimi ragazzi di San Francisco fecero uscire, dopo una miriade di Demo (ben 5 nel 1982 ed altri 2 nel 1983), il loro debut album. Quei quattro giovanotti si chiamavano James Hetfield, Kirk Hammett, Lars Ulrich e Cliff Burton: ma da allora il Mondo li conobbe come una sola entità, i Metallica.
Kill'em All rappresenta il punto d'inizio del Thrash Metal, lo spartiacque definitivo fra il metal classico di quei tempi (praticamente possiam dire che c'era solo quello) ed un nuovo genere che, in breve, sarebbe diventato il più amato ed il più seguito. Velocizzando il sound, rendendolo sporco, unendo il Punk/Hardcore al Metal, i Metallica furono i capostipiti del genere (insieme gli Slayer che quello stesso anno fecero uscire Show No Mercy.
Mi sembra quasi inutile fare una recensione track by track di Kill'em All: non credo esista al mondo persona che non conosca una tale pietra miliare. Da Hit The Lights all'inno Metal Militia, passando per l'autocelebrativa The Four Horsemen, da cui i 'Tallica presero poi il soprannome, Whiplash, No Remorse, la leggendaria Seek And Destroy.. Non esiste una singola nota di quest'album che non sia letteralmente passata alla storia.
Chissà se in quel garage dove quei ragazzi provavano, si pensava che un giorno non molto lontano quella band sarebbe diventata la più influente, al pari degli Iron Maiden, dell'intera storia del Metal. Fatto sta che Kill'em All è LA storia del Thrash Metal, l'Alpha e l'Omega, l'anno 0, la supernova. L'inizio della leggenda.
"The Horsemen are drawing nearer/On the leather steeds they ride/They have come to take your life./On through the dead of night/With the four horsemen ride/Or choose your fate and die"

Traklist:
1. Hit the Lights
2. The Four Horsemen
3. Motorbreath
4. Jump in the Fire
5. (Anesthesia) Pulling Teeth
6. Whiplash
7. Phantom Lord
8. No Remorse
9. Seek And Destroy
10. Metal Miltia

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: n.g.
Contatti: www.metallica.com