12/05/10

Endless Pain (Ita) - Course of Hate

Band: Endless Pain
Titolo: Course of Hate
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Autoprodotto

La recensione odierna ha per oggetto gli Endless Pain, band con esperienza quasi decennale, risale infatti al 2001 la nascita del gruppo, e in questi 9 anni non si può dire che questo gruppo bresciano non si sia dato da fare, nel 2002 arriva il primo demo The Cruel Way of War, seguito un anno dopo da Shotgun Carnage, per poi giungere finalmente a ben 2 album, Born in Violence nel 2005 e De-Generation War nel 2008. Prima di arrivare all’EP Course of Hate di 4 tracce questa cazzutissima band si è tolta anche diverse soddisfazioni in sede live, aprendo per mostri sacri del calibro di Tankard, Destruction, Slayer, Anthrax e Sodom, insomma da come avrete capito, non abbiamo qui a che fare con dei novellini alle prime armi, ma con gente che costituisce già una solida porzione dell’underground italiano.
Con questo nuovo EP la band ha anche intenzione di dare in pasto alla critica un assaggio della potenza live, in quanto oltre ai 4 brani è presente un dvd live registrato con 7 telecamere e in maniera professionale; quanto al sound invece, questi Endless Pain propongono un thrash death di sicuro impatto, con il singer che si pone come potenziale arma in più a disposizione del gruppo, davvero pregevole infatti la sua voce che con un urlo potrebbe abbattere un muro, la sua timbrica ricorda inoltre Peter Wiwczarek, cantante dei Vader, ottima comunque la prestazione anche degli altri componenti.
Si parte con Unleash the Fury, titolo quanto mai azzeccato, visto che la furia Endless Pain si scatena già dai primi secondi con un muro sonoro interrotto nel mezzo da un attenuato breakdown , per poi ripartire con un’altra scarica adrenalinica. Sensorial Deprivation parte più lenta rispetto alla precedente, con inserti profondi e cupi dannatamente Morbid Angel in cui il singer ha modo di dar maggiore sfogo al proprio growl in un condensato di death e doom, senza dimenticare però la consueta sfuriata thrash che tanto bene fa alle nostre orecchie.
Blood Feud è un altro pezzo di buon livello, esaltante nei frangenti tirati e sostenuti, in cui gli Endless Pain dimostrano tutta la loro ferocia; chiude il tutto From the Ashes che ricalca lo schema della precedente ma con un cantato di maggior coinvolgimento. A suggellare la chiusura arriva un inaspettato stacchetto di archi e pianoforte, che sebbene non centri un cazzo fa comunque la sua figura.
Indubbiamente un ottimo prodotto, anche se 4 pezzi sono sempre pochi sono sempre pochi per poter dare un giudizio esaustivo, questo Couse of Hate è di sicuro un’interessante base per il prossimo full, con cui si spera questa band possa ricevere il giusto riconoscimento.

Tracklist:
1. Let the End Begin
2. Unleash The Fury
3. Sensorial Deprivation
4. Blood Feud
5. From the Ashes

Recensore: Alex The Drunkard
Voto: 7,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/endlesspainband

26/04/10

ITALIAN THRASH UNIVERSE VOL.2 IS OUT


Ecco finalmente il link dove scaricare il Vol.2 della nostra Compilation!!!

http://www.mediafire.com/download.php?diijygngon5
(se non va: http://www.mediafire.com/?diijygngon5 )

24/04/10

Land of Hate (Ita) - Neutralized Existence

Band: Land of Hate
Titolo: Neutralized Existence
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Infernal Kaos Production

La Calabria è una terra che offre alla nostra penisola italiana una delle scene locali più rigogliose, tante sono le bands infatti che meriterebbero maggiore attenzione, ma poche riescono davvero a emergere, seppur nel contesto di media-bassa visibilità che il meridione offre.
Tra queste, esponenti di spicco sono sicuramente i Land of Hate, da Catanzaro, che han fatto della coerenza la loro bandiera, difficilmente infatti vedrete questa band vendere il culo o scendere a compromessi in cambio di un illusorio successo, e questo non può che essere un attestato di stima verso chi rifiuta in modo deciso i facili percorsi alternativi. , del resto i Kreator insegnano “Servant in Heaven, King in Hell”!
Dopo questa doverosa introduzione arriviamo quindi all’analisi di questo Neutralized Existence, primo full del gruppo, che dal 2005 (anno di nascita) ad ora han sfornato anche 2 EP e 2 Split cd. La dichiarazione d’intenti appare chiara già a partire dalla copertina, inquietante e cattiva, e proprio la cattiveria è l’ingrediente principale dell’album, 8 tracce feroci ma soprattutto cattive, intrise di rabbia, per un thrash death che riporta subito col pensiero ai fasti dei ben noti Sepultura (e qui si intende i Sepultura “storici” non la caricatura che ne ha attualmente preso il posto9 ma anche a gli Obituary.
Neutralized Existence riesce a coinvolgere e colpire grazie a una buona combinazione di feroci parti fulminee e al limite del death con rallentamenti più corposi e cadenzati, il tutto amalgamato con le linee vocali variegate del singer Marco Verardi , il quale alterna un growl catacombale a uno scream swedish style; Gli episodi più convincenti sono senz’altro Minds Devourer bellissimo pezzo (presente anche sulla prossima compilation di Thrash Universe) rabbia, violenza e un pregevolissimo stacco melodico, Extreme Violence che tiene fede al titolo, una potenza inaudita fatta di urla e blast beats vi travolgerà! Da non dimenticare anche Murderous State, potente anatema antistatale che si abbatte convinto sui vostri timpani:
“Travelling through the fear
Fighting the murderous state
Respect? Is a Lie!
Revolution against your lies!”
Questo Neutralized Existence appare quindi come la prova più che convincente di un gruppo maturo e consapevole delle proprie capacità, chi già li conosce sa che il marchio Land of Hate è una garanzia, chi invece no troverà in quest’album un ottimo motivo per seguire la loro evoluzione o assistere a uno dei loro numerosi show live, supportiamo le bands valide e non i soliti raccomandati del cazzo!
Dalla Calabria con furore!

Tracklist:
1. Claustrophobic
2. The Torment
3. Murderous State
4. Minds Devourer
5. Neutralized Existence
6. From the Street
7. In the Hands of Destruction
8. Extreme Violence

Recensore: Alex The Drunkard
Voto: 8/10
Contatti: http://www.myspace.com/landofhateband

19/04/10

ITALIAN THRASH UNIVERSE VOL.2: LE 15 BANDS


Con un (bel) po' di ritardo, siamo riusciti a stilare la lista delle 15 bands che comporranno il secondo volume della nostra compilation ITALIAN THRASH UNIVERSE.

Ecco i 15 nomi!!

Adimiron - Wrong Side of the Town
Artkillery - Re-educate
Endless Pain - Unleash the Fury
Endovein - Forrest Gunner
Expired - U.gly D.irty E.vil (Thrashers)
Fomento - Burial at Sea
Housemaster - J.B.
Inallsenses - War and Death
Kernel - Back to the Violence
Lab Eleven - Six Pieces
Land of Hate - Minds Devourer
Methodic Massacre - Black Coil Dominion
Nuclear Hecatomb - We are all Cattle
Planar Evil - Vengeance'll Come
Travma - Revenge Solution

Ci teniamo a ringraziare tutti gli altri gruppi che hanno partecipato alla selezione. Ovviamente, v'invito a non disperare: ci saranno tante altre edizioni! ;)

Ringraziamo, per cui (in ordine alfabetico):
Axen, Brainsane, Coma, Crasher (il cui MySpace è spirato), Crisalide, Deadly Bear, Death Mechanism (non c'era più il pezzo), Death the Bride, Deathshold, Deathwork, Dexal, Dreker, Exilium, Fake Mors, Fallout, Fuser, Homicide Hagridden, Inlansis, Maghanat, Mary Brain, Megahera, Metalthrashfactory, Over Nation, Phenium, Post Execution, Reapter, Sedit, Self Disgrace, Soul Bleed, The Krushers, Torment, Transeat, Trodden Shame ed Unable.

Le bands partecipanti sono state contattate via mail: prima m'inviano pezzo e biografia, prima uscirà il volume!

09/04/10

Intervista ai Ciementificio


Salve ragazzi, state per fare un’intervista nientepopodimeno che per Thrash Universe! Siete pronti? Vi siete già bagnati le mutande?
Bagnati a puntino W il Thrash e anche l’Universe!!!

Bene, iniziamo con una delle classiche domande banali e stupide con cui si apre un’intervista: Perché “Ciementificio”? Venite dalla bella Pescara, mica da Milano!
Si dà il caso o si cà il daso come preferisci, che nella bella Pescara si manifesti un grigio essere dalle giganti fauci, detto il “Ciementificio”, fossimo stati di Milano ci saremmo chiamati Bauscia, o al massimo Biscioni, o forse ancora Brambillas… fico Brambillas!!!

La prima cosa che ho pensato ascoltando il vostro album è “Cazzo, questi sono geniali!”, siete così anche nella vita di tutti i giorni o una volta riposti gli strumenti vi trasformate in dei rispettabilissimi signori distinti che sorseggiano il thè?
Prima di andare a dormire prendo sempre la camomilla solubile con il miele e l’arancia… A parte questo, siamo geniali dalle 18 alle 13 del giorno dopo, nel restante tempo diventiamo orbi e dislessici in preda ad un orrido maleficio del Dio pagano Bambylus (Brambilla in aramaico antico).

Immagino che “Rosso sangue bianco ossa” abbia avuto dei buoni riscontri in fatto di pubblico e di recensioni, ma per esperienza so che l’ironia non sempre vien capita.. avete avuto mai a che fare con qualche defender del cazzo o similia che , non capendo le vostre songs o la vostra attitudine, vi ha buttato merda addosso?
Guarda ti sembrerà incredibile, ma abbiamo conquistato anche i Defender che scrivono recensioni nudi, con mutandoni di peluche, cosparsi di grasso di foca. Abbiamo sempre temuto che qualcuno non cogliesse l’ironia, ma per fortuna non è mai accaduto… evidentemente il mondo è stracolmo di scemenza e questo non può che farci piacere!

Dai video live si capisce che con voi ci si diverte non solo su disco, quanto è importante per voi divertirvi mentre suonate? Riuscireste a calarvi nei panni della classica metal band “incazzata e col musone” o non ci tenete proprio?
Provo a rispondere seriamente… non ci riesco! In realtà noi vogliamo solo conquistare il mondo ottenebrando e plagiando le povere menti ignare che si affacciano al culto del Cemento.
In poche parole diciamo che i Ciementificio sono nati proprio per la voglia di divertirsi e di fare un po’ di casino insieme a chi ci viene a vedere, lo spirito del metal è… era quello no?

Il pezzo “con la luce blu sotto” l’ho interpretato come una presa per culo ai tanti tamarri che girano con la macchina iper truccata e luminosa, è così oppure fondamentalmente è solo il risultato di tanto alcohol?? ( e magari vi ho dato uno spunto x rispondere seriamente alle prossime interviste)
Diciamo che quando l’alcohol fermenta in noi e vediamo un tamarro con “la luce blu sotto” scrivere una canzone sull’argomento è obbligatorio. Comunque sì, è un inno ai personaggi amanti dello stile sopraffino e del design più moderno e sofisticato.

Capitolo live: il progetto Ciementificio sta ottenendo consensi live anche al di fuori dei confini regionali? Sono state parecchie le gite “in trasferta”? E quale ricordate con maggior piacere?
Ci stiamo attrezzando per portare il Ciemento ovunque, tramite scambi dati e scambi di sesso, dovremmo riuscire a colonizzare il Nord quanto prima in attesa del nostro prossimo capolavoro.
Sicuramente le date di Ascoli e Molfetta ci sono rimaste nel cuore e nel fegato, speriamo di replicare al più presto!

Quali sono le influenze musicali di ognuno di voi? E voglio sapere soprattutto quelle ridicole e impensabili, mica solo quelle metal!
Guarda le influenze principali provengono dal Thrash Metal in ogni sua forma, mettici un pizzico di follia alla Faith no More, un cucchiaio di Anvil ed Exciter, una bella spolverata di Offspring prima maniera, metti in forno per 40 minuti e moriremo tutti, col sorriso sulle labbra però!

Sono particolarmente curioso di sapere come è nato il pezzo “Vacche, cemento, zopito”
Anch’io! Non me lo ricordo proprio, chissà perché. Guarda ricordo solo che ridevamo come matti all’idea di questo contadino che si trovava un Ciementificio al posto delle vacche… Per quanto riguarda la concezione musicale è tutta colpa di Tizijiji, il nostro superbo Axe-man. Ha deciso di sparare quel riff country-ska e non potevamo certo contraddire un Axe-man, ho sentito storie terribili sui poveri malcapitati che hanno osato tanto.

Parlateci della scena metal abruzzese, sia a livello di gruppi che di pubblico, il metal è molto seguito? E quali sono secondo voi le altre bands “punte di diamante” della vostra bella regione?
Prima di tutto la scena abruzzese è la migliore del globo terracqueo, seconda solo a quella NarcoTibetana. Guarda ti sparo i primi nomi di band con cui abbiamo condiviso anche i pannolini: Zippo, Draugr, No More Fear, Nibelheim, Silentree, Sawthis, My Dark Sin, Mind Controlled, 16 Vulve… potrei continuare per ore, perché sono tutte band validissime e soprattutto ora mi dovranno offrire da bere, ripensandoci, aspetta che continuo: Mysea, Insane Therapy, Tools of Torture, Ass Gaping, Thy Gate Beyond. Sono arrivato a 13 gruppi, considerando almeno tre persone per band, ora mi devono 39 birre… fiiiiico.

A breve dovrebbe uscire il successore di “Rosso Sangue Bianco Ossa”, cosa ci anticipate a riguardo? Convincete chi vi legge a comprarlo a scatola chiusa senza minacce
Uffa…. Ero già pronto con le minacce, anzi minaccie!!! Beh sarà un degno successore di Rosso Sangue Bianco Ossa, si chiamerà Marcia Marcia e ovviamente sarà ricolmo delle splendenti atmosfere tipiche del Free-Jazz austroungarico! Chi non lo comprerà, sarà tumefatto da uno stormo di Nazgul con tendenze omosessuali (scusa non ho resistito)

Siamo giunti alla fine, chiudete come preferite, e grazie per la disponibilità!
Grazie a te e a voi per il supporto estremo, W il Thrash, W il Ciemento, W Max Spezzali!!!

Intervista raccolta da Alex the Drunkard

29/03/10

Game Over (Ita) - Heavy Damage

Band: Game Over
Titolo: Heavy Damage
Nazionalità:Italiana
Anno: 2009
Produzione: Autoprodotto

Da Ferrara arrivano i Game Over, quartetto di ragazzi cresciuti a pane e thrash (anni '80, quello nudo e crudo quindi) e per loro, come si può ascoltare dall’ EP Heavy Damage, il tempo sembra essersi fermato. La loro musica è infatti un concentrato nostalgico, senza nessuna concessione di sorta a panterismi et similia.
Già dal moniker del gruppo si può intuire lo stile di riferimento, che sprizza l’occhio ovviamente ai Nuclear Assault e a ai primi Overkill, le ritmiche, come il genere richiede tendono a essere incessanti, la batteria incalzante e la voce del cantante-bassista è marcia quanto basta, insomma coi fondamentali siamo a posto.
Scendiamo ora più nello specifico per quanto riguarda i pezzi, 5 scariche di pura elettricità metal (più un mini pezzo di 28 secondi) che si fanno ascoltare in maniera piuttosto piacevole, raggiungendo anche l’obiettivo di entrare nella testa dell’ascoltatore grazie a una discreta orecchiabilità e a una serie di ripetizioni che “rafforzano il concetto”, immagino inoltre che in sede live questi 4 ragazzi facciano la loro porca figura.
Si parte con Dawn of the Dead, semplice ed essenziale opener, in pieno stile teutonico, impossibile non farsi venire in mente Exumer o S.D.I., come anche impossibile è evitare di canticchiarla dopo averla ascoltata. Innocent Victims continua a scorrere veloce come un treno, non spostandosi di un millimetro dalla precedente, Heavy Damage parte rallentando il ritmo, dando così l’opportunità di riprendersi dalle 2 bordate precedenti, il pezzo si mantiene così più contenuto, ma senza stancare ed esplodendo solo nel finale. Dopo il breve intermezzo N.F.H si passa a Science Addiction, pezzo debole del lotto, che non riesce a coinvolgere più di tanto. La conclusiva Tupa Tupa or Die al contrario è senz’altro l’episodio migliore dell’Ep, trascinante al massimo e con un refrain di cori, che dà la carica giusta per affrontare l’ennesima sferzata thrash che ci attende subito dopo.
In conclusione questo Heavy Damage è senz’altro un buon prodotto con cui questi Game Over iniziano a farsi notare, i limiti ci sono, questo è innegabile, e mi riferisco soprattutto al songwriting dalla struttura rigida e alquanto prevedibile, in certi momenti infatti la sensazione di deja-vu è palpabile, manca infatti la scintilla di originalità che farebbe far loro il salto di qualità, ma è vero anche che i margini di miglioramento ci sono. Gli assoli sono un altro elemento migliorabile, si potrebbe fare di più.
Detto questo, teniamo d’occhio questa band, non rimane che aspettare un full nel quale convogliare una maggiore maturità musicale, questo Ep è una buona promessa, spetta a loro confermarsi.
Un ultimo appunto per la copertina, disegnata a mano, grezzissima e dannatamente old-style, quindi adatta allo scopo!

Tracklist:
01. Dawn of the Dead
02. Innocent Victims
03. Heavy Damage
04. N.F.H.
05. Science Addiction
06. Tupa Tupa or Die

Recensore: Alex the Drunkard
Voto: 6,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/gameoverthrash

05/03/10

Warknife (Ita) - Dream of Desolation

Band: Warknife
Titolo: Dream of Desolation
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Autoprodotto

Non è impresa facile per me trovarmi a recensire il debutto dei salentini Warknife, questo perché sono molto legato a questa band per via del grande rapporto di amicizia con loro, tuttavia cercherò di essere quanto più neutrale possibile.
Dopo questa doverosa introduzione passiamo a qualche rapido cenno sulla storia di questo gruppo, attivo già dal 2006 con i 2 fondatori Simone (chitarra ritmica) e Cesare (batteria). Dopo un periodo di gavetta di un paio d’anni e numerosi cambi di line-up giungono finalmente a una formazione stabile che vede oltre ai due fondatori, Fabrizio alla chitarra solista, Marco alla voce e Daniele al basso. I tempi sono quindi maturi per concepire il primo album, dal titolo Dream of Desolation, che oltre ad essere uno degli 8 brani è anche il vecchio nome della band, poi sostituito dall’attuale moniker Warknife.
Dream of Desolation è il risultato della fusione delle due anime Warknife, la prima riguardante la vecchia line up, dedita a un Thrash inneggiante alla Bay Area e di chiaro richiamo Testament, la seconda invece rappresenta l’attuale stampo Death a metà tra Monstrosity e Blood Red Throne.
Un’intro di guerra ci introduce al primo pezzo di quest’album, Into the Infernal Confusion, violentissimo pugno nello stomaco dell’ascoltatore , deciso e diretto come ogni buon pezzo d’apertura, stordisce con una scarica Thrash, interrotta solo in parte da intervalli sincopati che richiamano alla mente i Machine Head di Burn my Eyes.
La successiva When All Burn procede sulla stessa linea della precedente, in evidenza qui Marco, che con la sua voce disegna la struttura del pezzo, a tratti potente e veloce, e a tratti più melodico e di ampio respiro, grazie a gradevoli stacchi, impreziositi da azzeccatissime parti soliste sia di chitarra che di basso.
La titletrack Dream of Desolation è sicuramente uno dei pezzi più rappresentativi del gruppo: ottimo lavoro di riffing per un pezzo che oltre ad essere facilmente orecchiabile dispone di numerosi cambi di tempo che lo rendono un pezzo abbastanza completo. Unica pecca il fatto di essere stato “velocizzato” rispetto alla versione “live”, scelta che su disco penalizza in determinati punti il brano rendendolo meno nitido e più confuso.
Vermin, invece è un brano incentrato sulla cadenza pesante e sistematica delle chitarre, che qui spadroneggiano con caparbietà, sostenuti dal tappeto di doppia cassa della batteria, il pezzo è elaborato e potente, con inserti soft che accentuano il contrasto con la ruvidità della struttura portante.
Lo splendido riff di apertura (che ricorda gli Slayer di South of Heaven) introduce A Dead Memories, brano che dopo l’ottima parte iniziale cade un po’ di tono, non riuscendo a mantenersi sugli stessi livelli, se non quando viene ripreso il riff succitato. L’assolo è impietosamente fuori contesto.
La successiva New Crusade, introdotta da una breve frase di Nixon (cari miei Warknife, ma che c’azzecca Nixon con un testo come quello del pezzo in questione, che parla di fanatismo religioso????) riporta il disco su lidi più prettamente Thrash. Il pezzo è tra i più violenti dell’album (insieme all’opener) attacco secco, ritmo costantemente alto, batteria che scandisce un continuo headbanging, brano sicuramente promosso a pieni voti.
Damned Silence è la canzone più datata di questo Dream of Desolation, scorre via molto bene e in maniera piuttosto piacevole, da segnalare qui la parte di basso di Daniele che ha un’ampia vetrina per dimostrare il suo ruolo di valore aggiunto del gruppo.
Chiude l’album March of the Sentenced Souls, brano semplice e orecchiabile, che segue appunto il ritmo di una marcia e che rimane facilmente in testa.
In conclusione questo Dream of Desolation è un debut album più che buono che sicuramente attirerà a se notevoli consensi, non mi resta che augurare al gruppo traguardi ambiziosi, perché le capacità e la serietà per raggiungerli ci sono eccome.

Tracklist:
1. Entrance
2. Into the Infernal Confusion
3. When all burns
4. Dream of Desolation
5. Vermin
6. Dead Memories
7. New Crusade
8. Damned Silence
9. March of the sentenced souls

Voto: 8/10
Recensore: Alex the Drunkard
Contatti: http://www.myspace.com/warknife

01/03/10

Ciementificio (Ita) - Rosso Sangue Bianco Ossa

Band: Ciementificio
Titolo: Rosso Sangue Bianco Ossa
Nazionalità: Italiana
Anno: 2007
Produzione: Autoproduzione

Ogni tanto in mezzo a cotanta marmaglia Metal di piagnoni/satanisti/gotici salta fuori dal nulla qualche band che ancora usa la musica per divertirsi e divertire.
Gli abruzzesi Ciementificio appartengono senz’altro a quest’ultima categoria: quattro simpatici dementi che fan confluire nel loro debutto Rosso Sangue Bianco Ossa 40 minuti di puro divertimento in Metal! Titoli come Zom-B, Vacche Zopito Cemento e Delfino Borchiato ci danno il benvenuto nella dimensione Ciementificio, un mondo dove probabilmente niente ha senso ma va bene così!
Sette sono le tracce di questo disco, si parte con Zom-B, una bella scarica Thrash al grido di “Dalla Cina al Perù sarai zombie pure tu!” che si conclude con un augurio di buona morte a tutti.
La successiva Rosso Sangue Bianco Ossa nonostante dia il titolo all’album è a mio parere il pezzo meno coinvolgente, ma ciò nonostante si lascia ascoltare piacevolmente. La tankardiana La Valle dei Morti segue il leitmotiv dell’opener, regalandoci perle come “Rosso di sera, cemento si spera”…. prima di esplodere nel finale con il classico stacco da pogo…. Applausi!
La Luce Blu Sotto è l’apice del delirio Ciementificio, basato sulla ripetizione continua della frase “CON LA LUCE BLU SOTTO” preceduta ogni volta da una variante diversa e totalmente non sense, che cresce in un escalation di assurdità degna della Gialappa’s!
Vacche, Zopito, Cemento e Delfino Borchiato sono due corposi episodi (rispettivamente di 9 e 8 minuti) che però nonostante la lunghezza riescono a non annoiare, anzi sono un valore aggiunto per via della buona varietà della proposta, se la prima ha l’aria di una allegra filastrocca folleggiante, la seconda indurisce il sound riportando il gruppo su lidi più Punk/Thrash.
Chiudo la rece con quella Macedonia di Interiora Bovine già presente sulla prima compilation di Thrash Universe, intrisa di Death, sangue e truculenta, la perfetta anthem anti-vegetariana!
Rosso Sangue Bianco Ossa in conclusione è un ottimo album che abbonda in originalità e demenzialità, progster e affini possono tranquillamente starne alla larga, ma per chi ha voglia di abbandonarsi a un piacevole ascolto di una band che non si prende sul serio, questi quattro abruzzesi sono l’ideale!
“Là dove c’era l’erba ora c’è……. un cementificio!”

Tracklist:
1. Zom-B
2. Rosso sangue bianco ossa
3. La valle dei morti
4. La luce blu sotto
5. Vacche cemento zopito
6. Macedonia di interiora bovine
7. Delfino borchiato

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 7,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/ciementificio

10/02/10

Bulldozer (Ita) - Neurodeliri

Band: Bulldozer
Titolo: Neurodeliri
Nazionalità: Italiana
Anno: 1988
Produzione: Metalmaster

Il countdown è cominciato già da un pezzo.
Dal momento in cui Andy Panigada e AC Wild hanno annunciato la reunion, l’Italia metallara non aspetta altro che il nuovo capitolo di una leggenda nostrana chiamata BULLDOZER.
In attesa che arrivi la fatidica data di uscita dell’agognato Unexpected Fate facciamo un passo indietro al 1988, anno in cui risale l’ultimo studio album, intitolato Neurodeliri; successivamente il gruppo registrò il live-album Alive in Poland e un EP di scarso successo Dance got sick, per poi sciogliersi sul finire del 1990 causa partenza per gli Usa del batterista Klister.
Al quarto album i Bulldozer ci arrivano con la consapevolezza dei big, i precedenti The day of wrath, The Final Separation e soprattutto l’ottimo IX hanno lanciato il gruppo nell’Olimpo del metal tricolore, ma il meglio deve ancora arrivare; Neurodeliri è infatti considerato l’album più significativo del terzetto milanese, una perfetta sintesi dei lavori precedenti, in poche parole fu il miglior modo per congedarsi dai propri fans.
Il 1988 è anche un anno tragico per i Bulldozer: Dario Carria, ex bassista e fondatore della band si suicida, ed è infatti alla sua memoria che viene dato alla luce l’album, intitolato appunto Neurodeliri come il nome della band da lui creata.
La morte dell’amico Dario influenza notevolmente tutto il lavoro, sia nei testi che nella musica, come traspare già dalle note iniziali del disco.. un’aria funebre di tastiera introduce la titletrack, che racchiude nei chorus la commozione per il suo triste destino:
“Filled by desperation
another fallen angel’s suicide
(...)
Persecuted by misfortune
Sad but proud till the end”
Con la successiva Minkions si cambia totalmente registro. Un thrash schietto e veloce fa da sfondo all’invettiva contro le bands di minchioni (tanto attuali ancora adesso!) fredde e costruite ad arte per fare breccia nei cuori di altrettanto minchioni fans.
La fulminante chitarra di Andy dà il via a We are italian, Rob lo incalza pestando di brutto, AC Wild stavolta si scaglia contro i tanti detrattori del nostro bel paese, il chiaro messaggio che si evince dal testo è che noi siamo italiani… e se voi non lo siete son cazzi vostri! Facile pensare che questo implicito “fanculo” sia diretto anche alle varie riviste estere che hanno sempre mostrato un po’ di ostracismo nei loro confronti, forse anche per il fatto di essere italiani.
Art of deception segue lo schema thrash della traccia precedente, ritmo incessante e headbanging continuo fino alla parte finale in cui il pezzo si snoda in un vero e proprio duello tra la chitarra di Andy e le tastiere AC Wild, difficile stabilire chi dei due sia il vincitore, una cosa però è certa, come già per Minchions il testo di questo pezzo suona dannatamente attuale.. è facile infatti ravvisare un riferimento alla classe politica del tempo, che fa il buono e il cattivo tempo, con la gente costretta ad accettare le sue menzogne.
Il successivo Ilona had been elected è sicuramente uno dei pezzi “cult” dell’album (insieme al già citato Minkions) con la loro classica ironia i Bulldozer affrontano uno degli “scandali” del periodo ovvero l’elezione al parlamento italiano di Ilona Staller, che come per la "Bocca di rosa” di De Andrè, deve difendersi dalle accuse (ipocrite) che le piovvero addosso... qui il pezzo parte con un arpeggio breve che viene però subito disintegrato da un riff potente e blackeggiante, il quale poi si muta in maniera più groove quando subentrano le tastiere, la batteria in questo frangente diventa martellante, difficile tenere a freno la testa!
Si continua poi con un attacco nuovamente di matrice black, la batteria è il solito treno in corsa, arriva Impotence, magnifica nella sua irriverenza, inclemente nel descrivere il complesso sessuale più temuto da noi uomini:
“Failed stallion you are lost
your pride and your good fame
she won, then she said
You are MEZZA SEGA! “
Semplicemente geniale!
Manca ancora qualche pezzo alla fine del disco, ma al momento in cui scrivo un’amara riflessione mi sorge spontanea: è un peccato che una band del calibro dei Bulldozer non abbia mantenuto il successo meritato, rimanendo sempre relegata allo scomodo ruolo di band “di culto” (destino comune toccato ad esempio ai siciliani Schizo) vedendosi magari sorpassare da band meno capaci ma più “commerciali”... dura legge del mercato… purtroppo!
Tornando a noi il penultimo pezzo si chiama Mors tua vita mea, pezzo tiratissimo che parte a mille, e mantiene potenza e brutalità fino alla fine con un assolo scintillante di Andy, evidenziato da stop and go che ne impreziosiscono l’ascolto.
Nella conclusiva Willful death ritorna il riferimento a Dario Carria, le note delle tastiere scandiscono lente l’incedere triste e cadenzato del pezzo, in cui Ac Wild si rivolge direttamente all’amico:
“You gave the name to the band
and now we play for you
Maybe you won’t listen
The song dedicated to (you)
But the most important fact
Is that your spirit lives
I know there was nothing to do
That’s why we will respect you”
L’emozionante assolo di Andy spezza in due la canzone, la seconda parte è più tipicamente Bulldozer-style, la voce di Ac Wild torna grintosa e chitarra e batteria ridiventano infuocate..fino alla fine, cedendo il passo solo alla ghost-track You’ll be recalled in cui risuonano le note riprese dall’iniziale Neurodeliri, facendo sì che l’album si chiuda così come era iniziato.
Come per gli Ac/Dc di Back in Black che dedicarono il loro masterpiece al compianto Bon Scott, così i Bulldozer omaggiano come meglio non potevano l’amico suicida.
Disco consigliatissimo a tutti coloro che vogliono saperne di più riguardo questa grande band, che tanto ha dato alla scena italiana, ora non ci resta che pazientare ancora un po’ per attendere la nuova fatica targata Bulldozer.
Chiudo la recensione con la dedica contenuta nel booklet:
“This album is dedicated to Dario Carria, founding member of Bulldozer who committed suicide this year. The title of this album, Neurodeliri, is named for the band he created after his involvement in Bulldozer. His contribution to our music has been very important and great.
We respect his final choice”

Tracklist:
1. Overture/Neurodeliri
2. Minkions
3. We are…italian
4. Art of deception
5. Ilona has been elected
6. Impotence
7. Mors Tua Vita Mea
8. Willlful death/ You’ll be recalled

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 9/10
Contatti: http://www.myspace.com/bulldozerit

Intervista ai Devastator


Dopo la positiva recensione di “Underground’n Roll” torniamo a parlare dei lucchesi Devastator, questa volta con un’intervista al batterista e fondatore della band Luca

Luca parlaci di questo “Underground n’ roll”, smetti però i panni del batterista della band e calati in quelli di un ragazzo che non conosce i Devastator e si trova davanti questo disco… che sensazioni proveresti ascoltandolo?
Proverei una sensazione di nausea mista a vomito e orrore, sommata a un impulso irrefrenabile di spaccare lo stereo nel muro... A parte di scherzi, è una domanda abbastanza difficile da affrontare, e sinceramente non saprei cosa dire. Ho passato così tanto tempo dietro a sto disco (scrittura dei pezzi, prove, arrangiamenti, registrazioni ecc) che ormai lo conosco a memoria, e diciamo che mi ha pure un po’ rotto i coglioni ehehehe… Per cui non riesce proprio a venirmi in mente cosa penserei ascoltandolo da “neofita”. Che ne so, avvertirei il clima festaiolo che ha sto cd, in più la passione e la cura con cui è stato suonato…

3 studio album, 2 live album, 1 tour per tutta Italia e la soddisfazione di fare da supporto a gli Assassin, non si può certo dire che non vi spacchiate il culo, e nonostante ciò rivendicate l’”orgoglio di essere underground” , vi siete affezionati a questa dimensione o pensate che le grandi luci dei riflettori non facciano per voi? E secondo te per avere più successo è giusto scendere a compromessi?
Beh sì ti posso confermare che da quando esistiamo il culo ce lo siamo spaccato per bene… Io poi, occupandomi di tutta la parte promozionale ne so di certo qualcosa. Noi rivendichiamo il nostro “essere underground”, per il semplice motivo che tutto quello che abbiamo ottenuto fino a oggi (e te lo posso giurare su qualsiasi cosa) l’abbiamo ottenuto con le nostre sole forze. Nessun tipo di agenzia booking o promozionale ci ha aiutato, nessuna conoscenza. E poi non dipendere da nessuno è straordinario dal punto di vista della stesura dei brani. Se ci fai caso i nostri tre album sono completamente diversi l’uno dall’altro, questo perché scriviamo sempre quello che ci pare senza aver paura di perdere fans o occasioni per suonare. Quando uscimmo con il nostro primo disco “Thrash ‘n’ War” nel 2005, attirammo a noi una forte attenzione da parte dei thrashers italiani. Volendo avremmo potuto scendere a compromessi scrivendo il secondo album thrash al 100%, e magari il nostro successo sarebbe aumentato. Ma invece abbiamo semplicemente scritto quel che ci andava e il risultato lo puoi sentire su “Alcoholic Invasion”. Con questo dico che spesso per aver più successo bisogna scendere a compromessi leccando un po’ il culo ai fans delusi dall’album o dagli album precedenti.

Non ho ancora avuto il piacere di vedervi all’opera in sede live, ma immagino che la vostra musica possa rendere al meglio proprio lì, anche grazie all’ironia e la simpatia che trasmettete; c’è un qualche aneddoto particolarmente divertente che ricordi legato a un vostro live?
Ehehehe qui ci sarebbe da scrivere un libro. Durante i nostri concerti live è successo un po’ di tutto, tra cadute, vomitate, risse e chi più ne ha più ne metta. Una cosa carina da ricordare accadde durante il festival “Titans Of Thrash” nel lontano 2004. Rob salì sul palco completamente ubriaco e durante l’intro del primo pezzo per colpa dell’headbanging sfrenato perse conoscenza dal giramento di testa e svenne sul palco davanti a tutti. Prima di ripartire a suonare passarono 10 minuti buoni. All’inizio la paura fu tanta, ma poi ripensadoci tutte le volte ci scompisciamo da ridere! Un’altra cosa divertente è successa durante la nostra ultima data a Milano il 20 Giugno. Durante la canzone “Alcoholic Invasion” Ricca lancia sempre sul pubblico lattine di birra a volontà. Solo che siccome è un maledetto briao l’ultima volta ha preso in faccia una povera ragazza che era sotto il palco. Non si è fatta niente per fortuna, ma la cosa è stata enormemente divertente da vedere ehehe!
Uno degli episodi più divertenti di “Underground’n’ roll” è il pezzo “ I Hate Cover Bands”, che tra l’altro mi trova molto d’accordo, sfogati un po’ su quest’argomento illustrandoci il tuo punto di vista.
Il nostro punto di vista è semplicemente basato sul fatto che in questo paese di merda tirano di più le tribute bands che i gruppi con pezzi inediti. I locali chiamano sempre più spesso gruppi che suonano roba di altri, pagandoli anche un sacco di soldi a serata. Mentre gruppi come il nostro, e qui sento la solidarietà delle altre migliaia di band italiane underground, per riuscire a chiudere una data ci mettono anche un mese! E chi ti frega il posto? Chi ti toglie una possibilità di farti sentire dal vivo? Un gruppo di marionette truccate da personaggi famosi che scimmiottano la musica già scritta e già suonata anni prima. Tirate fuori le palle e le idee proprie, è facile suonare musica già scritta da gente che almeno le palle di scriverla le aveva!!!

L’alcohol è indubbiamente uno dei principali temi Devastator, chi di voi è il beone più marcio? Dacci qualche cenno sui tuoi alcolici compagni di bevute.
Allora: io ho smesso di bere superalcolici nel 2007, per problemi legati alla salute e perché ormai l’alcool stava diventanto una dipendenza pericolosa per me, quindi ai primi allarmi ho deciso di chiudere. Comunque una bella birra ogni tanto me la bevo sempre volentieri. Rob anche lui ha smesso con i superalcolici ma resta un devoto fanatico della birra. Infine c’è Ricca che non ha mai smesso di gonfiarsi come un pallone. Quindi il beone più marcio di noi tre è Ricca, senza dubbio. Chi lo conosce lo può confermare: Ricca non dirà mai no all’alcool, semmai sarà l’alcool che dirà no a Ricca ehe!

“Cemetery beach” è secondo me il pezzo migliore dell’album, grazie alla sua orecchiabilità, so che quando si fa questa domanda a un musicista è come chiedere a una madre di scegliere tra i suoi figli ma.. qual è il tuo brano preferito di “Underground’n’ roll e perché?
Non ho un brano preferito in particolare, diciamo che i brani di “Underground ‘n’ Roll” che mi diverto di più a suonare live sono “Cemetery Beach” perché è troppo divertente, “Here We Go” per la sua velocità e “Hypocrisy” perché è un pezzo molto completo, con parti veloci e parti lente, e soprattutto perché da quando siamo rimasti in tre la canto io in alcune parti. In definitiva scelgo proprio “Hypocrisy” come brano preferito sia da ascoltare che da suonare live. Poi è un pezzo degno di nota perché è dedicato al nostro vecchio cantante (Luchino) che ci ha mandato in culo e poi in giro ci ha fatto passare come stronzi parlandoci male alle spalle.

Di “Cemetery beach” poi ho avuto modo di vedere il bellissimo videoclip, chi è la mente geniale che lo ha partorito? Immagino poi che il “making of” sia stato esilarante, vero?
La storia del video è stata studiata da noi Devastator e Mylo, un nostro grande amico che ha pure curato regia e montaggio del video. Il video è stato girato in 5 ore, cambi di location e trucco compresi. Comunque sono molto contento di come rende il risultato finale. Rende perfettamente l’idea di come noi Devastator non vogliamo mai prenderci troppo sul serio! Confermo che la realizzazione delle riprese è stata fantastica. 5 ore ininterrotte di risate!

Ho definito l’album un calderone in cui si può trovare thrash, punk, hardcore, stoner ma soprattutto rock’n’ roll. Considerando che ogni album dei Devastator è diverso dal precedente cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Possiamo rassicurare i vostri fans che non vi farete coinvolgere da sperimentazioni dance/emo/pop?
Attualmente stiamo scrivendo materiale inedito, abbiamo già sei pezzi finiti che andranno sul nostro prossimo album, che vogliamo far uscire nel 2010. Anche il prossimo album sarà diverso dal suo predecessore, ma i fans possono stare tranquilli, visto che fino a ora la roba nuova è velocissima, estrema e incazzata come non mai! Non inseriremo mai roba da emorroidi nella nostra musica! Dance moderna mai, magari qualcosa di dance anni ’70, roba alla Abba e Bee Gees magari, che sono straordinari eheehe!

Passiamo a una domanda più di carattere generale: come vedi attualmente la scena metal italiana underground e non? Ci sono band di valore che per te meriterebbero altri palcoscenici?
Qual è la band per cui faresti carte false pur di suonarci assieme?
Come dico da sempre, la scena underground italiana è validissima e pullula di nomi che spaccano il culo, il problema è che nessuno ci vuole scommettere sopra più di quel tanto. Abbiamo una mentalità sbagliata qui in Italia, preferiamo puntare sulle reunion ehe! Le band di valore che meritano sono veramente tante, non starò a elencarle qui tutte. Una band con cui adorerei suonare? Sono tre, Bulldozer, Skruigners e Motorhead!

Dal 2001 dei tuoi Violent Overture (primi embrioni di Devastator) di acqua ne è passata sotto i ponti… tirando le somme 8 anni dopo com’è il bilancio? Hai rimorsi o rimpianti? E quali sono le ambizioni e i traguardi a cui miri?
Il bilancio dopo otto anni è più che positivo. Considerando tutte le menate che ci sono state (due cambi di cantante, etichette che ce c’hanno illuso, altre beghe varie) posso ritenermi più che soddisfatto del nostro operato. In otto anni di attività abbiamo tirato fuori 3 album, 2 demo live e un promo in studio. C’è gente in 15 anni di esistenza ha fatto meno di noi! Non ho nessun rimorso e nessun tipo di rimpianto, vivo alla giornata come sempre, non mi illudo più su niente. Come ambizione vorrei che i Devastator diventassero una band amata da tutti, non necessariamente famosa a livelli alti, ma ascoltata da ogni tipo di persona (dal rocker, dal metallaro, dal punkettone). Mi sentirei realizzato perché vuol dire che la gente avrebbe capito come intendiamo noi la musica, senza regole, senza schemi fissi e soprattutto senza limiti.

Ti ringrazio per questa bella intervista, Luca (che tra l’altro sarà la prima della nostra webzine!) lascio a te l’onere di chiudere l’intervista con qualcosa “Made by Devastator”!
Grazie mille per lo spazio che ci avete concesso, sono onorato ad essere il primo intervistato! Grazie soprattutto a te Alessandro per le domande, è stato un piacere rispondere! Ho risposto alle tue domande così, di getto, in completa sincerità. Io sono fatto così! Spero che chi legge si ritrovi in quello che penso, altrimenti pace! Invito tutti a visitare il nostro myspace www.devastator.it/devastatorcrew per ascoltare i nostri pezzi! Ogni commento che lasciate è ben accetto! Per la chiusura prendo un attimo le veci di Ricca: “MEGLIO MORI’ DI BEVE CHE DI SETE!”.

Intervista raccolta da Alex the Drunkard

Devastator (Ita) - Underground 'n' Roll

Band: Devastator
Titolo: Underground 'n' Roll
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: K Records

I Devastator possono ormai definirsi una band di tutto rispetto del panorama thrash undergound italiano. Ne è la prova la nutrita discografia del gruppo lucchese che ha all’attivo ben 3 dischi e 2 live album, il tutto ha fruttato alla band un tour che si è esteso in tutta Italia, comprendendo anche una serata di supporto ai leggendari Assassin e la partecipazione a numerosi eventi italiani, insomma le soddisfazioni non sembrano mancare per questi simpatici Devastator.
L’ultima fatica risale a pochi mesi fa, esattamente aprile 2009, data di uscita di Underground ‘n’ Roll, successore di Thrash ‘n’ war e di Alcoholic Invasion.
Il divertente artwork raffigura i 4 musicisti (ora 3) in versione animata, che se la spassano in un mare tossico e poco invitante, e già si capisce che l’ironia sarà il collante di tutto l’album, titoli come Sambafukka Orchestra, Satan Porno Dog, No Scout, Yes Party! e I Hate Cover Bands lanciano un allarme all’ascoltatore: “Qui niente musi lunghi o facce incazzate, qui si thrasha e ci si diverte!”
Il sound dei Devastator quindi è abbastanza vario, facile trovare un’influenza S.O.D. e D.R.I. per la componente thrash, ma sarebbe limitativo non citare anche il punk, l’hardcore, lo stoner e soprattutto il rock’n roll, tra i generi presenti in questo calderone che ha formato Underground n’ Roll.
Si parte con un intro istrionico e giocoso che annuncia:
“ Ladies and gentleman, deads and alives!
Devastator starts to play!
Underground’n’ roll is unlistenable music for dead brains like yours!
Let the torture begins! “
Dopo di che un “Vaffanculo” ben scandito apre Here we go classica opener diretta che ci introduce nel mondo Devastator, una dimensione alcolica e cazzara.
Un riff intriso di stoner apre invece il pezzo Cemetery Beach in cui groove e rock’n roll si intrecciano a meraviglia rendendo orecchiabile e gustoso questo pezzo, di sicuro tra i migliori dell’album; difficile infatti riuscire a non farsi trascinare dall’attacco:
“Get an Angelina/ get some vaseline/ get a horny horny doo!"
Ancora più difficile trattenersi dal fare air guitaring!
La successiva No Scout? Yes Party! (già presente nella nostra compilation, Italian Thrash Universe) è un pugno in faccia a scouts e hippies, la batteria di Luca disegna la trama ideale per due minuti di pogo violento e la voce di Albe è cattiva al punto giusto, forse la traccia più rappresentativa dell’album.
Bella anche la rockeggiante Desert in cui voce e chitarra diventano un tutt’uno, e la tiratissima title-track, in cui si ritorna a lidi più prettamente thrash, una vera mazzata, immagino efficacissima in sede live, peccato duri solo poco più di un minuto; stesso discorso per la successiva Smash metal drink beer che dura 1.46 min, se da una parte la durata breve dei pezzi (della media di 2 minuti) può contribuire a dare un sound più secco e diretto, dall’altra a volte lascia una sensazione di amaro in bocca, come nei pezzi su citati, in cui magari avrebbe giovato un buon minuto in più di headbanging.
Si passa a poi a My sweet cardinal e I hate cover bands, due feroci e godibili invettive, la prima contro la falsità del clero e la seconda contro l’inutilità delle cover band (quanto c’hanno ragione! ).
La distruttiva Hypocrisy (altro pezzo di spicco) chiude degnamente a ritmo di thrash questo tostissimo Underground ’n’ roll … ma il colpo di genio sta per arrivare! Una delirante quanto caciarona ghost track travolge l’ascoltatore come un fiume in piena, una risata vi seppellirà e questi Devastator sono ottimi killer!
Underground’n’roll si può quindi definire una divertente mezz’ora di thrash’n roll festaiolo e ben suonato, ideale come sottofondo per una bella serata alcolica; la musica dei Devastator infatti è per teste calde e danneggiate dall’alcohol, per gente che ai concerti poga e fa casino, insomma non siete voi a scegliere loro, sono loro che scelgono se essere ascoltati o no da voi! Un brindisi ai Devastator!

Tracklist:
01. Sambafukka Orchestra
02. Here We Go
03. Satan Porno Dog
04. Cemetery Beach
05. No Scout? Yes, Party!
06. Desert
07. Dead Pride
08. Rotten Surf
09. A Very Famous Corpse
10. Underground 'N' Roll
11. Smash Metal Drink Beer
12. My Sweet Cardinal
13. I Hate Cover Bands
14. Metal J. Fox
15. Hypocrisy

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 7,5/10
Contatti: http://www.devastator.it/ - http://www.myspace.com/devastatorcrew

Neurasthenia (Ita) - Possessed

Band: Neurasthenia
Titolo: Possessed
Nazionalità: Italiana
Anno: 2007
Produzione: UK-Division Records

Tra le bands sicuramente più interessanti dell’attuale panorama thrash italiano possiamo trovare i bolognesi Neurasthenia, che grazie anche a un’intensa attività live (che li ha portati anche a suonare con bands del calibro di Municipal Waste, Forbidden e Fueled by Fire) si sono ritagliati anche una buona fetta di notorietà.
I Neurasthenia nascono ufficialmente nel 2004 ad opera di Neil (chitarrista ritmico e voce) e Lehmann (basso) i quali dopo il tramonto del precedente gruppo di nome Animalator decidono di rimettersi in gioco con questo interessante nuovo progetto.
Lo stile è quello nudo e crudo del thrash vecchio stampo, senza compromessi né concessioni a modernismi vari, supportato da un’ottima presenza scenica del quartetto che in sede live risulta ancora più convincente che su disco, merito soprattutto del carismatico frontman Neil, totalmente a suo agio su un palco, e ben coadiuvato anche da Lehmann e Phil.
L’album che segna il debutto è Possessed (anno di uscita 2007) disco di 8 tracce dannatamente thrash, con rimandi alla vecchia scuola di matrice Bay Area.
Il livello medio è abbastanza alto, in quanto tutti e 8 i pezzi si mantengono su buoni standard qualitativi, senza quindi registrare importanti cali di tensione, ciò fa si che Possessed risulti quindi più che soddisfacente all’ascolto.
Difficile citare una canzone piuttosto che un’altra, ci sarebbero ad esempio l’accattivante In Loving of, la grooveggiante Assassination, oppure l’opener Screaming Corpse (dal chiaro retrogusto Metallica) ma a mio parere la più coinvolgente è l’anthem Neurastenia, un vero e proprio inno thrash da cantare a squarciagola:

“Fly inside my eyes
Thrash metal is my life
Today and tomorrow
Fly inside my eyes
Thrash metal never dies
Today and tomorrow”

Di certo un testo che non brilla per profondità o originalità (in effetti questa pecca si nota non solo in questo pezzo) ma se non altro è orecchiabile e diretto. Al di là di questo comunque i Neurasthenia possono essere molto soddisfatti del lavoro, anche se a tratti sono un po’ derivativi (limite che però è caratteristico del thrash). Se l’album sarà di vostro piacimento non perdeteli dal vivo, perché è lì che il quartetto sfodera tutta la propria potenza.
Consigliato a tutti coloro che vogliono respirare una sana boccata di thrash genuino ed efficace. I cultori dell’innovazione o dei tecnicismi vari possono invece benissimo starne alla larga.

Tracklist:
1. Screaming Corpse
2. Feel Possessed
3. In loving of…
4. Majestic March
5. Neurasthenia
6. Assassination
7. The last order of god
8. Night Under Terror

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 7/10
Contatti: http://www.neurasthenia.it/ - http://www.myspace.com/neurastheniaband

29/01/10

THRASH UNIVERSE VOL. II: La cover!

Ecco la copertina diu quello che sarà il secondo volume della nostra compilation! Rispetto alla precedente (fatta in 2 minuti ipervelocemente perchè chi la doveva fare ha dato miseramente buca) questa rispecchia maggiormente tanto il nostro portale quanto la musica che abbiamo scelto di supportare.




Bunker66 (Ita) - Out of the Bunker

Band: Buker66
Titolo: Out of the Bunker
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Autoprodotto

Signori, ecco a voi tre musicisti per i quali il tempo sembra essersi fermato a metà anni '80! Si tratta di Damien Throne (voce e basso, membro anche dei Traumagain e degli AlterAzione), Bone Incenerator (chitarra) e Desekrator of the Altar (batteria, anche lui nei Traumagain e negli AlterAzione): unendo le loro forze, i tre musicisti messinesi danno vita ai Bunker66, band dedita ad un marcissimo e straottantiano Thrash/Black, che affonda le proprie radici nel sound di Dèi del genere come Celtic Frost, Hellhammer, Venom e chi più ne ha più ne metta.
Out of the Bunker è un lavoro a dir poco intenso, suonato con passione, diretto, sfrontato, Old School fin nella più infinitesimale nota e con un Groove particolare che riesce a ben incastonarsi nell'economia del Promo-CD.
Una scarica d'adrnalina della durata di 20 minuti e mezzo, in cui aleggiano fantasmi del passato che, troppo spesso, ormai si tende a dimenticare: come non menzikn are l' "Uh!" à la Celtic Frost udibile in Blasphemous Ignorance, Radioactive Bath e Lurking Demons (of War), o l'eco degli Hellhammer più marci nella seguente Metal Redentor. O ancora la venomiana ironia di A Can of Zyklon, Please.
Un lavoro quindi che prende a piene mani dal passato. E che questo possa servire da scuola a chi, e i giorni nostri ne sono pieni, cominciano con ricchioni vari quali Slipknot o Trivium o cos'altro di peggio possa esserci. Se esiste (purtroppo), anche la schifezza che ascoltate voi è perchè prima ci sono stati i gruppi che vi ho menzionato più su, e ai quali i Bunker66 fanno riferimento col loro sound Old School. Direi che i Bunker66 sono una sorta di risposta italica ai Toxic Holocaust: e per tanto vanno supportati a priori, e senza mezzi termini.

Tracklist:
1. Walpurgisnacht
2. Blasphemous Ignorance
3. Metal Redentor
4. A Can of Zyklon, Please
5. Radioactive Bath
6. Lurking Demons (of War)

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 8,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/bunker66

23/01/10

Municipal Waste (U.S.A.) - Massive Aggressive

Band: Municipal Waste
Titolo: Massive Aggressive
Nazionalità: Americana
Anno 2009
Produzione: Earache Records

There’s something wrong. C’è qualcosa di sbagliato. Questa è stata la primissima sensazione quando ho ascoltato l’ultima fatica dei Municipal Waste, la band americana che ha totalmente rivoluzionato il modo d’intendere i Live Set (sono da molti considerati i migliori in assoluto sul palco) e che ha riportato definitivamente in auge il Thrash/Crossover, genere che un tempo fu di S.O.D. e Nuclear Assault.
Intendiamoci, Massive Aggressive è in ogni caso un signor cd: i Municipal Waste, con tutta la tranquillità del mondo, si mangiano a colazione qualsiasi band Thrash esistente. Ma a differenza dell’eccelso, eccezionale, stupendo, unico The Art of Partying, qualcosa in quest’ultimo album non suona come dovrebbe. Eppure i pezzi sono come sempre: rapidi, ferali, taglienti.. il solito, inimitabile Municipal Waste Style. Ma è come se qui Tony Foresta e soci avessero avuto fretta di registrare, di far uscire il nuovo album per partirsene subito in tour.
Mordente, ecco cosa manca. Massive Aggressive manca un po’ di mordente rispetto i lavori precedenti. Quel salto di qualità in più che permetterebbe a pezzi ottimi come Mech Cannibal, Wolves of Chernobyl, Relentless Threat, Upside Down Church e Horny for Blood, di essere non semplicemente delle ottime canzoni (mi si scusi la ripetitività dell’affermazione), ma dei veri e propri capolavori.
Fatto sta che, come tutta la produzione dei Municipal Waste questo disco è da avere. Ripeto, non siamo ai livelli di The Art of Partying, ma conoscendo la caratura della band, Massive Aggressive risulterà a fine anno la miglior uscita Thrash del 2009, al pari del come back dei leggendari Bulldozer.

Tracklist:
1. Masked by Delirium
2. Mech Cannibal
3. Divine Blasphemer
4. Massive Aggressive
5. Wolves of Chernobyl
6. Relentless Threat
7. The Wrath of the Sacred Head
8. Upside Down Church
9. Shredded Offering
10. Media Skeptic
11. Horny for Blood
12. Wrong Answer
13. Acid Sentence

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 7,5/10
Contatti: http://www.facethewaste.com/ - http://www.myspace.com/municipalwaste

02/01/10

ITALIAN THRASH UNIVERSE VOL.2 IS COMING

IN ARRIVO LA SECONDA EDIZIONE DI ITALIAN THRASH UNIVERSE.

Italian Thrash universe è la compilation dedicata alle bands della scena Thrash italiana. Il Volume 2 sarà composto, così come la prima, da 15 bands, che saranno scelta da un'apposita giuria. La partecipazione, come sempre, sarà gratuita, e la compilation sarà liberamente scaricabile dai nostri siti.

Modalità di partecipazione
Le bands interessate a partecipare non devono fare altro che inviare una e-mail all'indirizzo thrashuniverse@gmail.com o un messaggio privato sul nostro MySpace indicando:
- Nome della band
- Indirizzo e-mail
- Pezzo col quale si ha intenzione di partecipare
- Link del MySpace o di un mp3 per ascoltare il pezzo

La scelta delle bands, ripeto, sarà ad insindacabile giudizio della giuria

Durata del bando
Il periodo per la raccolta di adesioni sarà dal 02.01 al 28.02. Dal 1° marzo andremo avanti con la scelta delle bands.

Vi aspettiamo numerosi!

Lo staff

29/08/09

Subhuman (Ita) - Profondo Rozzo

Band: Subhuman
Titolo: Profondo Rozzo
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Maple Metal Records


Combo toscano dedito al thrash più estremo quello che risponde al nome di Subhuman, all'esordio con questo Profondo Rozzo preceduto dal già ottimo demo Delirio n°1 del 2005. Dieci tracce rigorosamente cantate in italiano e dieci calci nel culo, diretti e senza richiesta di permesso.
Il lavoro è compatto, privo di cali di tono o di passi falsi, un vero treno che arriva a destinazione senza fermate intermedie. Lavoro davvero ottimo sotto tutti gli aspetti, a partire dalle splendide vocals di Fabrizio ‘Zula’ Ferzola sempre fra growl e scream e mai noiose. Non da meno è il reparto strumentale, con Matteo Buti ed Elia Murgia brutali esecutori del massacro chitarristico grazie al riffing sempre tirato e di ottima fattura, ed il duo Fabien Marangio (basso) e Francesco Micieli (batteria) a comporre una sessione ritmica monolitica e specchio di ottime capacità tecniche.
Il songwriting a tutto lascia pensare tranne che si stia parlando dell'esordio di una band, sarà sufficente ascoltare la title track e la seguente Nata Troia (presente anche nella compilation Italian Thrash Universe Vol.1) per rendersi subito conto che ci si trova davanti a dei professionisti. Degne di nota anche Odio Chiama Odio, Infamia e Potere e la partigiana Il Bersagliere Ha 100 Penne curiosa ed efficace rivisitazione di un canto dei tempi della seconda guerra mondiale.
Se la scena italiana manterrà questa direzione è molto probabile che all'estero cominceranno ad associare il metal italiano all'immagine di Zula vestito da suora piuttosto che a quella delle "terre incantate".

Citazione: "figli di Satana, figli di Satana, figli di Satanaaaaaaa!"

Tracklist:
1. Profondo Rozzo
2. Nata Troia
3. Trenta Denari
4. Mafia
5. Odio Chiama Odio
6. Babbo Fatale
7. Il Bersagliere ha 100 Penne
8. Infamia e Potere
9. 1110 Giorni

Recensore: Fabio "RFH" Schiavitelli
Voto: 8/10
Contatti: www.myspace.com/subhumanweb

12/07/09

Accordo fra Thrash Universe ed Alma Mater Production

Noi vi diamo qualcosa in più.

Invia il tuo materiale promozionale a Thrash Universe e avrai uno sconto del 20% sull’acquisto di tutti i servizi della divisione Alma Mater Management

Con Alma Mater Management potrai scegliere tra una vasta gamma di servizi adatti alle tue esigenze e al fabbisogno della tua musica, con la più ampia possibilità di combinazioni.

management
distribuzione
inserimento eventi e booking (Italia ed Europa)
promozione, propaganda e ufficio stampa
e-mail personalizzata
contatti speciali

e tanto altro ancora…

Per ottenere la promozione a te riservata, contatta Thrash Universe e lascia il tuo nominativo e la tua e-mail e sarai contattato da un Agente Qualificato Alma Mater Management che ti proporrà la soluzione ideale su misura per te con preventivo gratuito

www.thrashuniverse.blogspot.com
www.almamaterprod.com

Promozione valida fino al 31 Dicembre 2009

24/06/09

Potential Threat (U.S.A.) - 2.0 EP

Band: Potential Threat
Titolo: 2.0 EP
Nazionalità: Americana
Anno: 2005
Produzione: Autoproduzione

Nati nel 1987 in quel di San Francisco, i Potential Threat sono una di quelle bands che imperversano nella vastissima scena underground americana. Ventidue anni di carriera e tre demo all'attivo (la distanza fra il secondo ed il terzo è di dodici anni, presumo quindi ci sia stato anche un periodo di stop) prima di questo EP, 2.0 EP, ultima fatica della band californiana -almeno fino all'uscito del loro primo full per Old School Metal Records.
Venendo all'EP, lo si può definire in una sola parola: massacrante. Un quarto d'ora circa di Thrash sparato a mille, con forte l'influenza dovuta alla provenienza della band. Niente intro (che bello quando è così), ma partenza immediata con Day of Infamy, alla quale segue la mia preferita del cd, Enemy Within, caratterizzata da un riff-work magistrale. Nella doppietta finale è possibile riscontrare in pieno quali sono le due bands che hanno in un certo qual modo influenzato il modo di far Thrash dei PT: Walk Through Fire ed All For Nothing sono pregne degli insegnamenti di Metallica e Slayer, senza dubbio alcuno.
Un cd adatto agli amanti della Bay Area. I Potential Threat c'avranno anche messo un bel po' di tempo ad emergere definitivamente (ricordo che il primo full è di prossima uscita), ma direi che la cosaè più che meritata. 2.0 EP è un buon lavoro: un ottimo punto di partenza per chi voglia conoscere questa band from San Francisco, California.

Tracklist:
1. Day of Infamy
2. Enemy Within
3. Walk Throug Fire
4. All for Nothing

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 7/10
Contatti: http://www.myspace.com/potentialthreatsf

Combat (U.S.A.) - Ruination

Band: Combat
Titolo: Ruination
Nazionalità: Americana
Anno: 2007
Produzione: That's Heavy Records

Era il 1984 quando i fratelli Rossbach, Rex e Jeff, decisero di metter su una band assieme. Un anno dopo, con l'entrata di Bob Eubank, la band era pronta: nacquero i Combat. Ai più, forse, questo primo nome non dirà tantissimo. Per farvi capire meglio, vi basti sapere che i Combat, dopo non molto, cambiarono nome in Napalm, ed è con quel nome che fecero uscire l'EP Bootcamp (venendo considerati i pioneri del Thrash made in NY).
Passano gli anni e si arriva al 2007, quando i tre si ritrovano riformando i Combat: reunion che porta alla realizzazione dell'album Ruination, scritto e registrato come una vera e propria prosecuzione di Bootcamp.
A differenza di molte bands che suonano Thrash della vecchia scuola con una produzione decisamente moderna, i Combat hanno deciso di rimanere ancorati in tutto e per tutto alla scuola degli anni '80. E' per questo che Ruination è un concentrato di Thrash/Hardcore diretto, con riff taglienti, sezione ritmica rapida e ferale, ed una produzione sporca quanto basta.
Vero e proprio manifesto dell'album è la title-track, dove, più che altrove, si può capire qual è lo spirito dei Combat. Non mancano, ovviamente, altri ottimi brani, come l'opener Corrupt Destruct, The Reign is Over (una traccia figlia diretta del Punk anni '70) e Blades of Death.
Possiamo tranquillamente affermare che se nei copyrights di Ruination ci fosse 1984 o 1985 o anche 1986, invece di 2007, nessuno avrebbe nulla da obiettare. Anche se uscito solo due anni fa, quest'album è suonato come se si fosse in quegli anni, da musicisti che hanno vissuto in piena forma quegli anni (e basta ascoltare Bootcamp per capirecosa sto dicendo), per chi, nei favolosi anni '80, ha vissuto l'poca d'oro. Se vi considerate Thrashers, ascoltare i Combat deve diventare un dovere.

Tracklist:
1. Currupt Destruct
2. Destructure
3. Ruination
4. Fortune of Torture
5. The Reign is Over
6. Outbred
7. Blades of Death
8. Rat on Wings
9. Temporal Punishment

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 8,5/10
Contatti: www.deadfoot.com - www.myspace.com/thatsheavyrecords