10/02/10

Bulldozer (Ita) - Neurodeliri

Band: Bulldozer
Titolo: Neurodeliri
Nazionalità: Italiana
Anno: 1988
Produzione: Metalmaster

Il countdown è cominciato già da un pezzo.
Dal momento in cui Andy Panigada e AC Wild hanno annunciato la reunion, l’Italia metallara non aspetta altro che il nuovo capitolo di una leggenda nostrana chiamata BULLDOZER.
In attesa che arrivi la fatidica data di uscita dell’agognato Unexpected Fate facciamo un passo indietro al 1988, anno in cui risale l’ultimo studio album, intitolato Neurodeliri; successivamente il gruppo registrò il live-album Alive in Poland e un EP di scarso successo Dance got sick, per poi sciogliersi sul finire del 1990 causa partenza per gli Usa del batterista Klister.
Al quarto album i Bulldozer ci arrivano con la consapevolezza dei big, i precedenti The day of wrath, The Final Separation e soprattutto l’ottimo IX hanno lanciato il gruppo nell’Olimpo del metal tricolore, ma il meglio deve ancora arrivare; Neurodeliri è infatti considerato l’album più significativo del terzetto milanese, una perfetta sintesi dei lavori precedenti, in poche parole fu il miglior modo per congedarsi dai propri fans.
Il 1988 è anche un anno tragico per i Bulldozer: Dario Carria, ex bassista e fondatore della band si suicida, ed è infatti alla sua memoria che viene dato alla luce l’album, intitolato appunto Neurodeliri come il nome della band da lui creata.
La morte dell’amico Dario influenza notevolmente tutto il lavoro, sia nei testi che nella musica, come traspare già dalle note iniziali del disco.. un’aria funebre di tastiera introduce la titletrack, che racchiude nei chorus la commozione per il suo triste destino:
“Filled by desperation
another fallen angel’s suicide
(...)
Persecuted by misfortune
Sad but proud till the end”
Con la successiva Minkions si cambia totalmente registro. Un thrash schietto e veloce fa da sfondo all’invettiva contro le bands di minchioni (tanto attuali ancora adesso!) fredde e costruite ad arte per fare breccia nei cuori di altrettanto minchioni fans.
La fulminante chitarra di Andy dà il via a We are italian, Rob lo incalza pestando di brutto, AC Wild stavolta si scaglia contro i tanti detrattori del nostro bel paese, il chiaro messaggio che si evince dal testo è che noi siamo italiani… e se voi non lo siete son cazzi vostri! Facile pensare che questo implicito “fanculo” sia diretto anche alle varie riviste estere che hanno sempre mostrato un po’ di ostracismo nei loro confronti, forse anche per il fatto di essere italiani.
Art of deception segue lo schema thrash della traccia precedente, ritmo incessante e headbanging continuo fino alla parte finale in cui il pezzo si snoda in un vero e proprio duello tra la chitarra di Andy e le tastiere AC Wild, difficile stabilire chi dei due sia il vincitore, una cosa però è certa, come già per Minchions il testo di questo pezzo suona dannatamente attuale.. è facile infatti ravvisare un riferimento alla classe politica del tempo, che fa il buono e il cattivo tempo, con la gente costretta ad accettare le sue menzogne.
Il successivo Ilona had been elected è sicuramente uno dei pezzi “cult” dell’album (insieme al già citato Minkions) con la loro classica ironia i Bulldozer affrontano uno degli “scandali” del periodo ovvero l’elezione al parlamento italiano di Ilona Staller, che come per la "Bocca di rosa” di De Andrè, deve difendersi dalle accuse (ipocrite) che le piovvero addosso... qui il pezzo parte con un arpeggio breve che viene però subito disintegrato da un riff potente e blackeggiante, il quale poi si muta in maniera più groove quando subentrano le tastiere, la batteria in questo frangente diventa martellante, difficile tenere a freno la testa!
Si continua poi con un attacco nuovamente di matrice black, la batteria è il solito treno in corsa, arriva Impotence, magnifica nella sua irriverenza, inclemente nel descrivere il complesso sessuale più temuto da noi uomini:
“Failed stallion you are lost
your pride and your good fame
she won, then she said
You are MEZZA SEGA! “
Semplicemente geniale!
Manca ancora qualche pezzo alla fine del disco, ma al momento in cui scrivo un’amara riflessione mi sorge spontanea: è un peccato che una band del calibro dei Bulldozer non abbia mantenuto il successo meritato, rimanendo sempre relegata allo scomodo ruolo di band “di culto” (destino comune toccato ad esempio ai siciliani Schizo) vedendosi magari sorpassare da band meno capaci ma più “commerciali”... dura legge del mercato… purtroppo!
Tornando a noi il penultimo pezzo si chiama Mors tua vita mea, pezzo tiratissimo che parte a mille, e mantiene potenza e brutalità fino alla fine con un assolo scintillante di Andy, evidenziato da stop and go che ne impreziosiscono l’ascolto.
Nella conclusiva Willful death ritorna il riferimento a Dario Carria, le note delle tastiere scandiscono lente l’incedere triste e cadenzato del pezzo, in cui Ac Wild si rivolge direttamente all’amico:
“You gave the name to the band
and now we play for you
Maybe you won’t listen
The song dedicated to (you)
But the most important fact
Is that your spirit lives
I know there was nothing to do
That’s why we will respect you”
L’emozionante assolo di Andy spezza in due la canzone, la seconda parte è più tipicamente Bulldozer-style, la voce di Ac Wild torna grintosa e chitarra e batteria ridiventano infuocate..fino alla fine, cedendo il passo solo alla ghost-track You’ll be recalled in cui risuonano le note riprese dall’iniziale Neurodeliri, facendo sì che l’album si chiuda così come era iniziato.
Come per gli Ac/Dc di Back in Black che dedicarono il loro masterpiece al compianto Bon Scott, così i Bulldozer omaggiano come meglio non potevano l’amico suicida.
Disco consigliatissimo a tutti coloro che vogliono saperne di più riguardo questa grande band, che tanto ha dato alla scena italiana, ora non ci resta che pazientare ancora un po’ per attendere la nuova fatica targata Bulldozer.
Chiudo la recensione con la dedica contenuta nel booklet:
“This album is dedicated to Dario Carria, founding member of Bulldozer who committed suicide this year. The title of this album, Neurodeliri, is named for the band he created after his involvement in Bulldozer. His contribution to our music has been very important and great.
We respect his final choice”

Tracklist:
1. Overture/Neurodeliri
2. Minkions
3. We are…italian
4. Art of deception
5. Ilona has been elected
6. Impotence
7. Mors Tua Vita Mea
8. Willlful death/ You’ll be recalled

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 9/10
Contatti: http://www.myspace.com/bulldozerit

Intervista ai Devastator


Dopo la positiva recensione di “Underground’n Roll” torniamo a parlare dei lucchesi Devastator, questa volta con un’intervista al batterista e fondatore della band Luca

Luca parlaci di questo “Underground n’ roll”, smetti però i panni del batterista della band e calati in quelli di un ragazzo che non conosce i Devastator e si trova davanti questo disco… che sensazioni proveresti ascoltandolo?
Proverei una sensazione di nausea mista a vomito e orrore, sommata a un impulso irrefrenabile di spaccare lo stereo nel muro... A parte di scherzi, è una domanda abbastanza difficile da affrontare, e sinceramente non saprei cosa dire. Ho passato così tanto tempo dietro a sto disco (scrittura dei pezzi, prove, arrangiamenti, registrazioni ecc) che ormai lo conosco a memoria, e diciamo che mi ha pure un po’ rotto i coglioni ehehehe… Per cui non riesce proprio a venirmi in mente cosa penserei ascoltandolo da “neofita”. Che ne so, avvertirei il clima festaiolo che ha sto cd, in più la passione e la cura con cui è stato suonato…

3 studio album, 2 live album, 1 tour per tutta Italia e la soddisfazione di fare da supporto a gli Assassin, non si può certo dire che non vi spacchiate il culo, e nonostante ciò rivendicate l’”orgoglio di essere underground” , vi siete affezionati a questa dimensione o pensate che le grandi luci dei riflettori non facciano per voi? E secondo te per avere più successo è giusto scendere a compromessi?
Beh sì ti posso confermare che da quando esistiamo il culo ce lo siamo spaccato per bene… Io poi, occupandomi di tutta la parte promozionale ne so di certo qualcosa. Noi rivendichiamo il nostro “essere underground”, per il semplice motivo che tutto quello che abbiamo ottenuto fino a oggi (e te lo posso giurare su qualsiasi cosa) l’abbiamo ottenuto con le nostre sole forze. Nessun tipo di agenzia booking o promozionale ci ha aiutato, nessuna conoscenza. E poi non dipendere da nessuno è straordinario dal punto di vista della stesura dei brani. Se ci fai caso i nostri tre album sono completamente diversi l’uno dall’altro, questo perché scriviamo sempre quello che ci pare senza aver paura di perdere fans o occasioni per suonare. Quando uscimmo con il nostro primo disco “Thrash ‘n’ War” nel 2005, attirammo a noi una forte attenzione da parte dei thrashers italiani. Volendo avremmo potuto scendere a compromessi scrivendo il secondo album thrash al 100%, e magari il nostro successo sarebbe aumentato. Ma invece abbiamo semplicemente scritto quel che ci andava e il risultato lo puoi sentire su “Alcoholic Invasion”. Con questo dico che spesso per aver più successo bisogna scendere a compromessi leccando un po’ il culo ai fans delusi dall’album o dagli album precedenti.

Non ho ancora avuto il piacere di vedervi all’opera in sede live, ma immagino che la vostra musica possa rendere al meglio proprio lì, anche grazie all’ironia e la simpatia che trasmettete; c’è un qualche aneddoto particolarmente divertente che ricordi legato a un vostro live?
Ehehehe qui ci sarebbe da scrivere un libro. Durante i nostri concerti live è successo un po’ di tutto, tra cadute, vomitate, risse e chi più ne ha più ne metta. Una cosa carina da ricordare accadde durante il festival “Titans Of Thrash” nel lontano 2004. Rob salì sul palco completamente ubriaco e durante l’intro del primo pezzo per colpa dell’headbanging sfrenato perse conoscenza dal giramento di testa e svenne sul palco davanti a tutti. Prima di ripartire a suonare passarono 10 minuti buoni. All’inizio la paura fu tanta, ma poi ripensadoci tutte le volte ci scompisciamo da ridere! Un’altra cosa divertente è successa durante la nostra ultima data a Milano il 20 Giugno. Durante la canzone “Alcoholic Invasion” Ricca lancia sempre sul pubblico lattine di birra a volontà. Solo che siccome è un maledetto briao l’ultima volta ha preso in faccia una povera ragazza che era sotto il palco. Non si è fatta niente per fortuna, ma la cosa è stata enormemente divertente da vedere ehehe!
Uno degli episodi più divertenti di “Underground’n’ roll” è il pezzo “ I Hate Cover Bands”, che tra l’altro mi trova molto d’accordo, sfogati un po’ su quest’argomento illustrandoci il tuo punto di vista.
Il nostro punto di vista è semplicemente basato sul fatto che in questo paese di merda tirano di più le tribute bands che i gruppi con pezzi inediti. I locali chiamano sempre più spesso gruppi che suonano roba di altri, pagandoli anche un sacco di soldi a serata. Mentre gruppi come il nostro, e qui sento la solidarietà delle altre migliaia di band italiane underground, per riuscire a chiudere una data ci mettono anche un mese! E chi ti frega il posto? Chi ti toglie una possibilità di farti sentire dal vivo? Un gruppo di marionette truccate da personaggi famosi che scimmiottano la musica già scritta e già suonata anni prima. Tirate fuori le palle e le idee proprie, è facile suonare musica già scritta da gente che almeno le palle di scriverla le aveva!!!

L’alcohol è indubbiamente uno dei principali temi Devastator, chi di voi è il beone più marcio? Dacci qualche cenno sui tuoi alcolici compagni di bevute.
Allora: io ho smesso di bere superalcolici nel 2007, per problemi legati alla salute e perché ormai l’alcool stava diventanto una dipendenza pericolosa per me, quindi ai primi allarmi ho deciso di chiudere. Comunque una bella birra ogni tanto me la bevo sempre volentieri. Rob anche lui ha smesso con i superalcolici ma resta un devoto fanatico della birra. Infine c’è Ricca che non ha mai smesso di gonfiarsi come un pallone. Quindi il beone più marcio di noi tre è Ricca, senza dubbio. Chi lo conosce lo può confermare: Ricca non dirà mai no all’alcool, semmai sarà l’alcool che dirà no a Ricca ehe!

“Cemetery beach” è secondo me il pezzo migliore dell’album, grazie alla sua orecchiabilità, so che quando si fa questa domanda a un musicista è come chiedere a una madre di scegliere tra i suoi figli ma.. qual è il tuo brano preferito di “Underground’n’ roll e perché?
Non ho un brano preferito in particolare, diciamo che i brani di “Underground ‘n’ Roll” che mi diverto di più a suonare live sono “Cemetery Beach” perché è troppo divertente, “Here We Go” per la sua velocità e “Hypocrisy” perché è un pezzo molto completo, con parti veloci e parti lente, e soprattutto perché da quando siamo rimasti in tre la canto io in alcune parti. In definitiva scelgo proprio “Hypocrisy” come brano preferito sia da ascoltare che da suonare live. Poi è un pezzo degno di nota perché è dedicato al nostro vecchio cantante (Luchino) che ci ha mandato in culo e poi in giro ci ha fatto passare come stronzi parlandoci male alle spalle.

Di “Cemetery beach” poi ho avuto modo di vedere il bellissimo videoclip, chi è la mente geniale che lo ha partorito? Immagino poi che il “making of” sia stato esilarante, vero?
La storia del video è stata studiata da noi Devastator e Mylo, un nostro grande amico che ha pure curato regia e montaggio del video. Il video è stato girato in 5 ore, cambi di location e trucco compresi. Comunque sono molto contento di come rende il risultato finale. Rende perfettamente l’idea di come noi Devastator non vogliamo mai prenderci troppo sul serio! Confermo che la realizzazione delle riprese è stata fantastica. 5 ore ininterrotte di risate!

Ho definito l’album un calderone in cui si può trovare thrash, punk, hardcore, stoner ma soprattutto rock’n’ roll. Considerando che ogni album dei Devastator è diverso dal precedente cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Possiamo rassicurare i vostri fans che non vi farete coinvolgere da sperimentazioni dance/emo/pop?
Attualmente stiamo scrivendo materiale inedito, abbiamo già sei pezzi finiti che andranno sul nostro prossimo album, che vogliamo far uscire nel 2010. Anche il prossimo album sarà diverso dal suo predecessore, ma i fans possono stare tranquilli, visto che fino a ora la roba nuova è velocissima, estrema e incazzata come non mai! Non inseriremo mai roba da emorroidi nella nostra musica! Dance moderna mai, magari qualcosa di dance anni ’70, roba alla Abba e Bee Gees magari, che sono straordinari eheehe!

Passiamo a una domanda più di carattere generale: come vedi attualmente la scena metal italiana underground e non? Ci sono band di valore che per te meriterebbero altri palcoscenici?
Qual è la band per cui faresti carte false pur di suonarci assieme?
Come dico da sempre, la scena underground italiana è validissima e pullula di nomi che spaccano il culo, il problema è che nessuno ci vuole scommettere sopra più di quel tanto. Abbiamo una mentalità sbagliata qui in Italia, preferiamo puntare sulle reunion ehe! Le band di valore che meritano sono veramente tante, non starò a elencarle qui tutte. Una band con cui adorerei suonare? Sono tre, Bulldozer, Skruigners e Motorhead!

Dal 2001 dei tuoi Violent Overture (primi embrioni di Devastator) di acqua ne è passata sotto i ponti… tirando le somme 8 anni dopo com’è il bilancio? Hai rimorsi o rimpianti? E quali sono le ambizioni e i traguardi a cui miri?
Il bilancio dopo otto anni è più che positivo. Considerando tutte le menate che ci sono state (due cambi di cantante, etichette che ce c’hanno illuso, altre beghe varie) posso ritenermi più che soddisfatto del nostro operato. In otto anni di attività abbiamo tirato fuori 3 album, 2 demo live e un promo in studio. C’è gente in 15 anni di esistenza ha fatto meno di noi! Non ho nessun rimorso e nessun tipo di rimpianto, vivo alla giornata come sempre, non mi illudo più su niente. Come ambizione vorrei che i Devastator diventassero una band amata da tutti, non necessariamente famosa a livelli alti, ma ascoltata da ogni tipo di persona (dal rocker, dal metallaro, dal punkettone). Mi sentirei realizzato perché vuol dire che la gente avrebbe capito come intendiamo noi la musica, senza regole, senza schemi fissi e soprattutto senza limiti.

Ti ringrazio per questa bella intervista, Luca (che tra l’altro sarà la prima della nostra webzine!) lascio a te l’onere di chiudere l’intervista con qualcosa “Made by Devastator”!
Grazie mille per lo spazio che ci avete concesso, sono onorato ad essere il primo intervistato! Grazie soprattutto a te Alessandro per le domande, è stato un piacere rispondere! Ho risposto alle tue domande così, di getto, in completa sincerità. Io sono fatto così! Spero che chi legge si ritrovi in quello che penso, altrimenti pace! Invito tutti a visitare il nostro myspace www.devastator.it/devastatorcrew per ascoltare i nostri pezzi! Ogni commento che lasciate è ben accetto! Per la chiusura prendo un attimo le veci di Ricca: “MEGLIO MORI’ DI BEVE CHE DI SETE!”.

Intervista raccolta da Alex the Drunkard

Devastator (Ita) - Underground 'n' Roll

Band: Devastator
Titolo: Underground 'n' Roll
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: K Records

I Devastator possono ormai definirsi una band di tutto rispetto del panorama thrash undergound italiano. Ne è la prova la nutrita discografia del gruppo lucchese che ha all’attivo ben 3 dischi e 2 live album, il tutto ha fruttato alla band un tour che si è esteso in tutta Italia, comprendendo anche una serata di supporto ai leggendari Assassin e la partecipazione a numerosi eventi italiani, insomma le soddisfazioni non sembrano mancare per questi simpatici Devastator.
L’ultima fatica risale a pochi mesi fa, esattamente aprile 2009, data di uscita di Underground ‘n’ Roll, successore di Thrash ‘n’ war e di Alcoholic Invasion.
Il divertente artwork raffigura i 4 musicisti (ora 3) in versione animata, che se la spassano in un mare tossico e poco invitante, e già si capisce che l’ironia sarà il collante di tutto l’album, titoli come Sambafukka Orchestra, Satan Porno Dog, No Scout, Yes Party! e I Hate Cover Bands lanciano un allarme all’ascoltatore: “Qui niente musi lunghi o facce incazzate, qui si thrasha e ci si diverte!”
Il sound dei Devastator quindi è abbastanza vario, facile trovare un’influenza S.O.D. e D.R.I. per la componente thrash, ma sarebbe limitativo non citare anche il punk, l’hardcore, lo stoner e soprattutto il rock’n roll, tra i generi presenti in questo calderone che ha formato Underground n’ Roll.
Si parte con un intro istrionico e giocoso che annuncia:
“ Ladies and gentleman, deads and alives!
Devastator starts to play!
Underground’n’ roll is unlistenable music for dead brains like yours!
Let the torture begins! “
Dopo di che un “Vaffanculo” ben scandito apre Here we go classica opener diretta che ci introduce nel mondo Devastator, una dimensione alcolica e cazzara.
Un riff intriso di stoner apre invece il pezzo Cemetery Beach in cui groove e rock’n roll si intrecciano a meraviglia rendendo orecchiabile e gustoso questo pezzo, di sicuro tra i migliori dell’album; difficile infatti riuscire a non farsi trascinare dall’attacco:
“Get an Angelina/ get some vaseline/ get a horny horny doo!"
Ancora più difficile trattenersi dal fare air guitaring!
La successiva No Scout? Yes Party! (già presente nella nostra compilation, Italian Thrash Universe) è un pugno in faccia a scouts e hippies, la batteria di Luca disegna la trama ideale per due minuti di pogo violento e la voce di Albe è cattiva al punto giusto, forse la traccia più rappresentativa dell’album.
Bella anche la rockeggiante Desert in cui voce e chitarra diventano un tutt’uno, e la tiratissima title-track, in cui si ritorna a lidi più prettamente thrash, una vera mazzata, immagino efficacissima in sede live, peccato duri solo poco più di un minuto; stesso discorso per la successiva Smash metal drink beer che dura 1.46 min, se da una parte la durata breve dei pezzi (della media di 2 minuti) può contribuire a dare un sound più secco e diretto, dall’altra a volte lascia una sensazione di amaro in bocca, come nei pezzi su citati, in cui magari avrebbe giovato un buon minuto in più di headbanging.
Si passa a poi a My sweet cardinal e I hate cover bands, due feroci e godibili invettive, la prima contro la falsità del clero e la seconda contro l’inutilità delle cover band (quanto c’hanno ragione! ).
La distruttiva Hypocrisy (altro pezzo di spicco) chiude degnamente a ritmo di thrash questo tostissimo Underground ’n’ roll … ma il colpo di genio sta per arrivare! Una delirante quanto caciarona ghost track travolge l’ascoltatore come un fiume in piena, una risata vi seppellirà e questi Devastator sono ottimi killer!
Underground’n’roll si può quindi definire una divertente mezz’ora di thrash’n roll festaiolo e ben suonato, ideale come sottofondo per una bella serata alcolica; la musica dei Devastator infatti è per teste calde e danneggiate dall’alcohol, per gente che ai concerti poga e fa casino, insomma non siete voi a scegliere loro, sono loro che scelgono se essere ascoltati o no da voi! Un brindisi ai Devastator!

Tracklist:
01. Sambafukka Orchestra
02. Here We Go
03. Satan Porno Dog
04. Cemetery Beach
05. No Scout? Yes, Party!
06. Desert
07. Dead Pride
08. Rotten Surf
09. A Very Famous Corpse
10. Underground 'N' Roll
11. Smash Metal Drink Beer
12. My Sweet Cardinal
13. I Hate Cover Bands
14. Metal J. Fox
15. Hypocrisy

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 7,5/10
Contatti: http://www.devastator.it/ - http://www.myspace.com/devastatorcrew

Neurasthenia (Ita) - Possessed

Band: Neurasthenia
Titolo: Possessed
Nazionalità: Italiana
Anno: 2007
Produzione: UK-Division Records

Tra le bands sicuramente più interessanti dell’attuale panorama thrash italiano possiamo trovare i bolognesi Neurasthenia, che grazie anche a un’intensa attività live (che li ha portati anche a suonare con bands del calibro di Municipal Waste, Forbidden e Fueled by Fire) si sono ritagliati anche una buona fetta di notorietà.
I Neurasthenia nascono ufficialmente nel 2004 ad opera di Neil (chitarrista ritmico e voce) e Lehmann (basso) i quali dopo il tramonto del precedente gruppo di nome Animalator decidono di rimettersi in gioco con questo interessante nuovo progetto.
Lo stile è quello nudo e crudo del thrash vecchio stampo, senza compromessi né concessioni a modernismi vari, supportato da un’ottima presenza scenica del quartetto che in sede live risulta ancora più convincente che su disco, merito soprattutto del carismatico frontman Neil, totalmente a suo agio su un palco, e ben coadiuvato anche da Lehmann e Phil.
L’album che segna il debutto è Possessed (anno di uscita 2007) disco di 8 tracce dannatamente thrash, con rimandi alla vecchia scuola di matrice Bay Area.
Il livello medio è abbastanza alto, in quanto tutti e 8 i pezzi si mantengono su buoni standard qualitativi, senza quindi registrare importanti cali di tensione, ciò fa si che Possessed risulti quindi più che soddisfacente all’ascolto.
Difficile citare una canzone piuttosto che un’altra, ci sarebbero ad esempio l’accattivante In Loving of, la grooveggiante Assassination, oppure l’opener Screaming Corpse (dal chiaro retrogusto Metallica) ma a mio parere la più coinvolgente è l’anthem Neurastenia, un vero e proprio inno thrash da cantare a squarciagola:

“Fly inside my eyes
Thrash metal is my life
Today and tomorrow
Fly inside my eyes
Thrash metal never dies
Today and tomorrow”

Di certo un testo che non brilla per profondità o originalità (in effetti questa pecca si nota non solo in questo pezzo) ma se non altro è orecchiabile e diretto. Al di là di questo comunque i Neurasthenia possono essere molto soddisfatti del lavoro, anche se a tratti sono un po’ derivativi (limite che però è caratteristico del thrash). Se l’album sarà di vostro piacimento non perdeteli dal vivo, perché è lì che il quartetto sfodera tutta la propria potenza.
Consigliato a tutti coloro che vogliono respirare una sana boccata di thrash genuino ed efficace. I cultori dell’innovazione o dei tecnicismi vari possono invece benissimo starne alla larga.

Tracklist:
1. Screaming Corpse
2. Feel Possessed
3. In loving of…
4. Majestic March
5. Neurasthenia
6. Assassination
7. The last order of god
8. Night Under Terror

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 7/10
Contatti: http://www.neurasthenia.it/ - http://www.myspace.com/neurastheniaband

29/01/10

THRASH UNIVERSE VOL. II: La cover!

Ecco la copertina diu quello che sarà il secondo volume della nostra compilation! Rispetto alla precedente (fatta in 2 minuti ipervelocemente perchè chi la doveva fare ha dato miseramente buca) questa rispecchia maggiormente tanto il nostro portale quanto la musica che abbiamo scelto di supportare.




Bunker66 (Ita) - Out of the Bunker

Band: Buker66
Titolo: Out of the Bunker
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Autoprodotto

Signori, ecco a voi tre musicisti per i quali il tempo sembra essersi fermato a metà anni '80! Si tratta di Damien Throne (voce e basso, membro anche dei Traumagain e degli AlterAzione), Bone Incenerator (chitarra) e Desekrator of the Altar (batteria, anche lui nei Traumagain e negli AlterAzione): unendo le loro forze, i tre musicisti messinesi danno vita ai Bunker66, band dedita ad un marcissimo e straottantiano Thrash/Black, che affonda le proprie radici nel sound di Dèi del genere come Celtic Frost, Hellhammer, Venom e chi più ne ha più ne metta.
Out of the Bunker è un lavoro a dir poco intenso, suonato con passione, diretto, sfrontato, Old School fin nella più infinitesimale nota e con un Groove particolare che riesce a ben incastonarsi nell'economia del Promo-CD.
Una scarica d'adrnalina della durata di 20 minuti e mezzo, in cui aleggiano fantasmi del passato che, troppo spesso, ormai si tende a dimenticare: come non menzikn are l' "Uh!" à la Celtic Frost udibile in Blasphemous Ignorance, Radioactive Bath e Lurking Demons (of War), o l'eco degli Hellhammer più marci nella seguente Metal Redentor. O ancora la venomiana ironia di A Can of Zyklon, Please.
Un lavoro quindi che prende a piene mani dal passato. E che questo possa servire da scuola a chi, e i giorni nostri ne sono pieni, cominciano con ricchioni vari quali Slipknot o Trivium o cos'altro di peggio possa esserci. Se esiste (purtroppo), anche la schifezza che ascoltate voi è perchè prima ci sono stati i gruppi che vi ho menzionato più su, e ai quali i Bunker66 fanno riferimento col loro sound Old School. Direi che i Bunker66 sono una sorta di risposta italica ai Toxic Holocaust: e per tanto vanno supportati a priori, e senza mezzi termini.

Tracklist:
1. Walpurgisnacht
2. Blasphemous Ignorance
3. Metal Redentor
4. A Can of Zyklon, Please
5. Radioactive Bath
6. Lurking Demons (of War)

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 8,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/bunker66

23/01/10

Municipal Waste (U.S.A.) - Massive Aggressive

Band: Municipal Waste
Titolo: Massive Aggressive
Nazionalità: Americana
Anno 2009
Produzione: Earache Records

There’s something wrong. C’è qualcosa di sbagliato. Questa è stata la primissima sensazione quando ho ascoltato l’ultima fatica dei Municipal Waste, la band americana che ha totalmente rivoluzionato il modo d’intendere i Live Set (sono da molti considerati i migliori in assoluto sul palco) e che ha riportato definitivamente in auge il Thrash/Crossover, genere che un tempo fu di S.O.D. e Nuclear Assault.
Intendiamoci, Massive Aggressive è in ogni caso un signor cd: i Municipal Waste, con tutta la tranquillità del mondo, si mangiano a colazione qualsiasi band Thrash esistente. Ma a differenza dell’eccelso, eccezionale, stupendo, unico The Art of Partying, qualcosa in quest’ultimo album non suona come dovrebbe. Eppure i pezzi sono come sempre: rapidi, ferali, taglienti.. il solito, inimitabile Municipal Waste Style. Ma è come se qui Tony Foresta e soci avessero avuto fretta di registrare, di far uscire il nuovo album per partirsene subito in tour.
Mordente, ecco cosa manca. Massive Aggressive manca un po’ di mordente rispetto i lavori precedenti. Quel salto di qualità in più che permetterebbe a pezzi ottimi come Mech Cannibal, Wolves of Chernobyl, Relentless Threat, Upside Down Church e Horny for Blood, di essere non semplicemente delle ottime canzoni (mi si scusi la ripetitività dell’affermazione), ma dei veri e propri capolavori.
Fatto sta che, come tutta la produzione dei Municipal Waste questo disco è da avere. Ripeto, non siamo ai livelli di The Art of Partying, ma conoscendo la caratura della band, Massive Aggressive risulterà a fine anno la miglior uscita Thrash del 2009, al pari del come back dei leggendari Bulldozer.

Tracklist:
1. Masked by Delirium
2. Mech Cannibal
3. Divine Blasphemer
4. Massive Aggressive
5. Wolves of Chernobyl
6. Relentless Threat
7. The Wrath of the Sacred Head
8. Upside Down Church
9. Shredded Offering
10. Media Skeptic
11. Horny for Blood
12. Wrong Answer
13. Acid Sentence

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 7,5/10
Contatti: http://www.facethewaste.com/ - http://www.myspace.com/municipalwaste

02/01/10

ITALIAN THRASH UNIVERSE VOL.2 IS COMING

IN ARRIVO LA SECONDA EDIZIONE DI ITALIAN THRASH UNIVERSE.

Italian Thrash universe è la compilation dedicata alle bands della scena Thrash italiana. Il Volume 2 sarà composto, così come la prima, da 15 bands, che saranno scelta da un'apposita giuria. La partecipazione, come sempre, sarà gratuita, e la compilation sarà liberamente scaricabile dai nostri siti.

Modalità di partecipazione
Le bands interessate a partecipare non devono fare altro che inviare una e-mail all'indirizzo thrashuniverse@gmail.com o un messaggio privato sul nostro MySpace indicando:
- Nome della band
- Indirizzo e-mail
- Pezzo col quale si ha intenzione di partecipare
- Link del MySpace o di un mp3 per ascoltare il pezzo

La scelta delle bands, ripeto, sarà ad insindacabile giudizio della giuria

Durata del bando
Il periodo per la raccolta di adesioni sarà dal 02.01 al 28.02. Dal 1° marzo andremo avanti con la scelta delle bands.

Vi aspettiamo numerosi!

Lo staff

29/08/09

Subhuman (Ita) - Profondo Rozzo

Band: Subhuman
Titolo: Profondo Rozzo
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Maple Metal Records


Combo toscano dedito al thrash più estremo quello che risponde al nome di Subhuman, all'esordio con questo Profondo Rozzo preceduto dal già ottimo demo Delirio n°1 del 2005. Dieci tracce rigorosamente cantate in italiano e dieci calci nel culo, diretti e senza richiesta di permesso.
Il lavoro è compatto, privo di cali di tono o di passi falsi, un vero treno che arriva a destinazione senza fermate intermedie. Lavoro davvero ottimo sotto tutti gli aspetti, a partire dalle splendide vocals di Fabrizio ‘Zula’ Ferzola sempre fra growl e scream e mai noiose. Non da meno è il reparto strumentale, con Matteo Buti ed Elia Murgia brutali esecutori del massacro chitarristico grazie al riffing sempre tirato e di ottima fattura, ed il duo Fabien Marangio (basso) e Francesco Micieli (batteria) a comporre una sessione ritmica monolitica e specchio di ottime capacità tecniche.
Il songwriting a tutto lascia pensare tranne che si stia parlando dell'esordio di una band, sarà sufficente ascoltare la title track e la seguente Nata Troia (presente anche nella compilation Italian Thrash Universe Vol.1) per rendersi subito conto che ci si trova davanti a dei professionisti. Degne di nota anche Odio Chiama Odio, Infamia e Potere e la partigiana Il Bersagliere Ha 100 Penne curiosa ed efficace rivisitazione di un canto dei tempi della seconda guerra mondiale.
Se la scena italiana manterrà questa direzione è molto probabile che all'estero cominceranno ad associare il metal italiano all'immagine di Zula vestito da suora piuttosto che a quella delle "terre incantate".

Citazione: "figli di Satana, figli di Satana, figli di Satanaaaaaaa!"

Tracklist:
1. Profondo Rozzo
2. Nata Troia
3. Trenta Denari
4. Mafia
5. Odio Chiama Odio
6. Babbo Fatale
7. Il Bersagliere ha 100 Penne
8. Infamia e Potere
9. 1110 Giorni

Recensore: Fabio "RFH" Schiavitelli
Voto: 8/10
Contatti: www.myspace.com/subhumanweb

12/07/09

Accordo fra Thrash Universe ed Alma Mater Production

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24/06/09

Potential Threat (U.S.A.) - 2.0 EP

Band: Potential Threat
Titolo: 2.0 EP
Nazionalità: Americana
Anno: 2005
Produzione: Autoproduzione

Nati nel 1987 in quel di San Francisco, i Potential Threat sono una di quelle bands che imperversano nella vastissima scena underground americana. Ventidue anni di carriera e tre demo all'attivo (la distanza fra il secondo ed il terzo è di dodici anni, presumo quindi ci sia stato anche un periodo di stop) prima di questo EP, 2.0 EP, ultima fatica della band californiana -almeno fino all'uscito del loro primo full per Old School Metal Records.
Venendo all'EP, lo si può definire in una sola parola: massacrante. Un quarto d'ora circa di Thrash sparato a mille, con forte l'influenza dovuta alla provenienza della band. Niente intro (che bello quando è così), ma partenza immediata con Day of Infamy, alla quale segue la mia preferita del cd, Enemy Within, caratterizzata da un riff-work magistrale. Nella doppietta finale è possibile riscontrare in pieno quali sono le due bands che hanno in un certo qual modo influenzato il modo di far Thrash dei PT: Walk Through Fire ed All For Nothing sono pregne degli insegnamenti di Metallica e Slayer, senza dubbio alcuno.
Un cd adatto agli amanti della Bay Area. I Potential Threat c'avranno anche messo un bel po' di tempo ad emergere definitivamente (ricordo che il primo full è di prossima uscita), ma direi che la cosaè più che meritata. 2.0 EP è un buon lavoro: un ottimo punto di partenza per chi voglia conoscere questa band from San Francisco, California.

Tracklist:
1. Day of Infamy
2. Enemy Within
3. Walk Throug Fire
4. All for Nothing

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 7/10
Contatti: http://www.myspace.com/potentialthreatsf

Combat (U.S.A.) - Ruination

Band: Combat
Titolo: Ruination
Nazionalità: Americana
Anno: 2007
Produzione: That's Heavy Records

Era il 1984 quando i fratelli Rossbach, Rex e Jeff, decisero di metter su una band assieme. Un anno dopo, con l'entrata di Bob Eubank, la band era pronta: nacquero i Combat. Ai più, forse, questo primo nome non dirà tantissimo. Per farvi capire meglio, vi basti sapere che i Combat, dopo non molto, cambiarono nome in Napalm, ed è con quel nome che fecero uscire l'EP Bootcamp (venendo considerati i pioneri del Thrash made in NY).
Passano gli anni e si arriva al 2007, quando i tre si ritrovano riformando i Combat: reunion che porta alla realizzazione dell'album Ruination, scritto e registrato come una vera e propria prosecuzione di Bootcamp.
A differenza di molte bands che suonano Thrash della vecchia scuola con una produzione decisamente moderna, i Combat hanno deciso di rimanere ancorati in tutto e per tutto alla scuola degli anni '80. E' per questo che Ruination è un concentrato di Thrash/Hardcore diretto, con riff taglienti, sezione ritmica rapida e ferale, ed una produzione sporca quanto basta.
Vero e proprio manifesto dell'album è la title-track, dove, più che altrove, si può capire qual è lo spirito dei Combat. Non mancano, ovviamente, altri ottimi brani, come l'opener Corrupt Destruct, The Reign is Over (una traccia figlia diretta del Punk anni '70) e Blades of Death.
Possiamo tranquillamente affermare che se nei copyrights di Ruination ci fosse 1984 o 1985 o anche 1986, invece di 2007, nessuno avrebbe nulla da obiettare. Anche se uscito solo due anni fa, quest'album è suonato come se si fosse in quegli anni, da musicisti che hanno vissuto in piena forma quegli anni (e basta ascoltare Bootcamp per capirecosa sto dicendo), per chi, nei favolosi anni '80, ha vissuto l'poca d'oro. Se vi considerate Thrashers, ascoltare i Combat deve diventare un dovere.

Tracklist:
1. Currupt Destruct
2. Destructure
3. Ruination
4. Fortune of Torture
5. The Reign is Over
6. Outbred
7. Blades of Death
8. Rat on Wings
9. Temporal Punishment

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 8,5/10
Contatti: www.deadfoot.com - www.myspace.com/thatsheavyrecords

Hatchery (Ger) - Birth of a Bomb

Band: Hatchery
Titolo: Birth of a Bomb
Anno: 2007
Nazionalità: Tedesca
Produzione: Autoproduzione

Formati nel 2003, i tedeschi Hatchery arrivano al traguardo del primo album con questo Birth of a Bomb, che segue i due demo Night Time Greys del 2004 e Distorted Society del 2005. Penso sia alquanto inutile dire che le influenze della band teutonica sono da ricercare in quelli che sono i padri del Thrash tedesco: Destruction, Kreator e Sodom (anche se questi ultimi in parte leggermente minore). Senza contare che si può sentire anche una particolare influenza a stelle e strisce (per citare gruppi che stanno sfondando ai giorni nostri, direi Bonded By Blood e gli irlandesi Gama Bomb)
Thrash Metal Old School, dunque, la proposta degli Hatchery: quel Thrash secco, tirato, grezzo, che però qui viene portato ad uno stadio maggiore, grazie ad una produzione che, decisamente, non è da anni '80. E' questa la modernizzazione che gli Hatchery si concedono -hanno ben specificato nella bio allegata che non ci sono assolutamente sonorità Nu Metal-: una produzione che rende giustizia alla nascita dal Punk/Hardcore del genere, ma con suoni ben definiti, assolutamente non impastati.
Non sono riuscito a trovare un pezzo che possa prevalere sugli altri: tutte le nove tracce sono degne di nota, di ottima fattura. Forse, giusto un filino superiori trovo la title-track, dove i chitarrist Paul e Nils danno veramente il meglio, e la Kreatoriana opener Crushing Bones.
C'è da ringraziare gli dèi che il Thrash sia sopravvissuto agli anni '90 -altra semicitazione dalla loro bio- e che adesso possiam godere di gruppi validissimi come, appunto, questi cinque ragazzi tedeschi. Gli Hatchery, in barba ad ogni moda, continuano a suonare come se si fosse negli anni '80:ogni Thrasher che si rispetti non può che gioirne di questo.

Tracklist:
1. Crushing Bones
2. The Brotherhood
3. Above the Law
4. Birth of a Bomb
5. War
6. Wake the Dead
7. Trail of Blood
8. Blood & Guts
9. Weekend Warrior

Recensore: Mosher - thrashuniverse@gmail.com
Voto: 7,5/10
Contatti: www.hatchery-band.de - www.myspace.com/hatcherymetal

14/06/09

WARNING: NUOVO LINK

Per il download di Italia Thrash universe, il link adesso è il seguente

http://www.mediafire.com/download.php?gyobqdm4qzy

13/06/09

ITALIAN THRASH UNIVERSE VOL.1 IS OUT FOR FREE DOWNLOAD!

ITALIAN THRASH UNIVERSE VOL.1 è online attraverso download gratuito!

16 bands di puro Thrash Metal made in Italy!

Per il download, cliccare sulla copertina
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o in alternativa il link è http://www.mediafire.com/download.php?mnjzcdzmilx (copia e incolla nel browser)

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ITALIAN THRASH UNIVERSE VOL.1 is online for free download!

16 bands of pure Thrash Metal made in Italy!

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Lapida (Ita) - Lapida

Band: Lapida
Titolo: Lapida
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Autoproduzione


"Il metal è la forma più pacifica che ti consente di esprimere la rabbia” - Raptus

Questo è il motto dei Lapida, Thrash Metal band di Roma, che da 10 anni smuove la capitale con la sua musica. Una locuzione semplice, d’impatto, priva di frivole allegorie, proprio come la loro musica: senza fronzoli, assoli “chilometrici” o effetti pacchiani. Una vera è propria massa granitica, che ti investe a tutta velocità con la massima potenza, tanto per ribadire la pesantezza e l’irruenza del loro spirito, già espresso nella massiccia doppiezza eufonica del loro nome.
I 4 gladiatori, ormai in circolazione da 10 anni nelle arene metalliche, ci propongo sonorità di una potenza inaudita, miscelando i semplici, ma pesanti riff di “er Condanna”(chitarrista), con la dinamicità mordace e caustica di Riggio e Tox (bassista e batterista), il tutto violentemente saldato dalla poderosa voce del cantante Raptus.
Ascoltando il primo pezzo Fight capiremo di che stiamo parlando, una canzone dura, cruda che non spreca tempo con assoli: una vera è propria battaglia contro il mondo e le sue regole, una nube piroclastica che investe tutto e tutti nella quale il pogo è inevitabile.
Come già detto prima il riff del chitarrista è tanto semplice quanto seducente, contornato da un ottimo groove del batterista che insieme alle fucilate sparate a ripetizione dal basso spingono il pubblico al massacro.
I Lapida sono spinti dalla tricuspide Thrashiana, ma nella quale non si identificano affatto e si autodefiniscono Trash, senza la famosa H tra la T iniziale e il resto della parola: attrito sonoro alla veemenza del termine stesso.
A ribadire questo concetto ci aiuta Resistencia, II pezzo della demo, in cui neanche qui si sprecano più di tanto musicalmente: l’assolo è sobrio proprio come il riff, ma non per questo la scartiamo anzi, un pezzo molto particolare, caratterizzato dalla velocità del ritornello e dalla lingua spagnola con cui è esposto. Canzone in cui troviamo l’impegno sociale del gruppo, che più di uno schiaffo educativo, esso infligge una vera e propria mazzata all’ignava indifferenza sociale di fronte al “demone” del capitalismo: "Hate,Love, Mixed in one fucking barrel of Oil".
Trash is dead è il pezzo che più si distingue tra gli altri per originalità e varietà. Stesso discorso non lo si può fare per la tecnica, anzi è sempre lo stesso. Non è di certo un gruppo che si caratterizza per lo “shredding”, ma alternano più riff e più parti dando vita ad un ottimo pezzo.
Beh una cosa è certa, i Lapida ci insegnano che, spesso e volentieri, non è la tecnica la cosa più importante, ma il desiderio di tirar fuori tutto ciò che si ha dentro nel modo più violento possibile e trasformare le urla e i pianti sofferenti delle persone in “power chords” distorti.
Concludo affermando, con stima nei loro confronti, che: se i Lapida avessero inciso già un cd farebbe sicuramente parte della mia discografia personale.

Tracklist:
1. Fight
2. Resistencia
3. Trash is dead

Recensore: Alessandro De Fronzo
Voto: 8,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/lapidatrashmetalband

11/06/09

Stormlash (Ita) - Lash it out

Band: Stormlash
Titolo: Lash It Out
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Autoproduzione


Buon Lavoro per gli Stormlash, i 4 thrashers lombardi alle prese con la loro prima demo registrata in tempi record: 5 mesi per l’esattezza bastati a concepire Lash it out!, un lavoro che può sembrare all’apparenza prematuro, a causa di parecchie sbavature, ma se ascoltato per bene sorprenderebbe anche i più critici dei critici. Capaci di afferrarti per le spalle e gettarti di peso nei favolosi anni ’80, quando i ruggiti dei colossi della Bay Area risuonavano per tutti gli States, questi ragazzotti dall’idee chiare sembrano non aver accusato assolutamente gli ultimi 20 anni, scansando abilmente la dolce tentazione dei black album che sistematicamente diedero fine ad un’era.
Beh,ovviamente da rivederlo un po’ in tutte le sue sessioni: da quella ritmica un po’ impacciata e sporca a quella vocale un po’ straziata frutto della poca esperienza.
La loro creatura si apre con un melodioso intro: Glare From The Ashes, la prefazione, l’otturazione semiotica fra la terra e il cielo, ”L’attenti” del generale ai suoi soldati prima di scatenare il massacro; ed ecco nella grazia iniziale che ti salta in faccia il primo pezzo della demo Thrashicide: un vero e proprio inno al Thrash Metal, dedito a ingraziarsi gli dèi dell’olimpo metallico. I Lord del Metal, però, non sarebbero molto entusiasti del pezzo in quanto, nonostante il gran cuore messo nella composizione, subito salta all’orecchio le imperfezione facilmente percettibili dai continui lamenti della parte solista del tutto in disaccordo con la sessione ritmica abbastanza scoordinata soprattutto nell’uso della doppia cassa.
Dopo l’esordio poco brillante i 4 giovani thrashers si rifanno con Stormlash, pezzo omonimo, che racchiude l’essenza del gruppo,una frustata ribelle alla crepuscolare schematicità sociale, tessa su una serie di regole, che violentemente vengono infrante dal riff iniziale e dai forti controtempi, a cui susseguono svariati assoli di chitarra veloci e poco raffinati. Proprio per ribadire la devozione al genere.
Segue l’articolata e introspettiva Checkmate of Fate, verticosa e spezzata canzone che mette a dura prova le ginocchia del batterista, che subito dopo il riff iniziale, innalza con il doppio pedale un muro sonoro, preso a picconate, dalla voce cattiva del cantante che nel frattempo narra l’inesorabile soggezione dell’uomo, abbandonato al destino nel suo incessante senso di inettitudine, schiavo del paradosso della veloce staticità temporale.
Infatti il pezzo rude e furioso si trasforma nel mezzo in una dolce power ballad che purtroppo sono costretto, mio malgrado, a criticare in quanto il paragone (ovviamente eretico) con la famosa Fade to Black dei Metallica è inevitabile: l’assolo è praticamente la copia spiccicata del primo della famosa canzone, solo molto più lento e sporco; per non parlare dell’arpeggio di sottofondo e quasi tutto ciò che viene dopo.
Beh nulla da dire sulla canzone dopo Rushin' The Crown che riprende un po’ la filosofia ostile nei confronti della vita in continuo supplizio e dell’uomo abitante, da loro definito: “Kingdom of torment...empire of shame….”.
In fine c’è la canzone che preferisco Hall of the Dead più leggera rispetto alle altre ma in un continuo crescendo verso quello che già annunciato dal titolo è “la sala dei morti” dove questi ormai rassegnati si uniscono in una giostra di dolore. E’ in questo pezzo che il bassista fin ora un po’ timido da il meglio di se in sintonia col collega alla ritmica legando al nastro la buona opera di tutto il gruppo.
Credo personalmente che anche se le idee non mancano e i lavori siano abbastanza buoni bisognerebbe un po’ rivedere tutti i pezzi ma i 4 cavalieri lombardi hanno centrato perfettamente il loro intento nel cercare di regalarci un po’ di sano e, purtroppo, nostalgico Thrash Metal anni ’80!

Tracklist:
1. Glare From The Ashes – Thrashicide
2. Stormlash
3. Checkmate of fate
4. Rushin' The Crown
5. Hall Of The Dead

Recensore: Alessandro De Fronzo - nibio1988@hotmail.it
Voto: 6/10
Contatti: http://www.myspace.com/stormlash

07/06/09

COMPILATION: Le bands partecipanti!

Alla fine, siamo riusciti a determinare la rosa di 16 bands che parteciperanno alla prima edizione di Italian Thrash Universe!

Voglio innanzitutto spiegare che si è arrivati a questi nomi attraverso la media matematica avuta con i voti dei giurati. Data questa dovuta spiegazione, ecco le bands che parteciperanno, in rigoroso ordine alfabetico:

ANCIENT DOME - Tyrants
CIEMENTIFICIO - Macedonia d'Interiora Bovine
COCAINE COWBOYS - Arrive, Raise Hell & Leave
DEVASTATOR - No Scout? Yes, Party!
ENEMYNSIDE - N.B.T. (No Blank Theory)
MG66 - To the Core... (Hate You!)
MOTAM DS - Fiesta
NAMELESS CRIME - Tested
S.L.U.G.S. - Haemorrage
S.R.L. - Melma
SUBHUMAN - Nata Troia
SUBLIMHATE - Only One Man
T-MULE - Line of Persecution
UNKNOWN - Flames Over The Confederacy
URANIUM 235 - Repulsion for the Present
WITHATE - Inner Prowler


La copertina sarà adopera dell'amico Marcello Rispo.

Pezzi, info sheets, copertina e quant'altro, saranno presto disponibili qui su http://thrashuniverse.blogspot.com e su www.myspace.com/thrashuniverse

Conteremo anche sulvostro buon vecchio passaparola ;)

Thrash on!

T.U. Staff

13/05/09

Screaming Orgasm (Ita) - Burning Thrash

Band: Screaming Orgasm
Titolo: Burning Thrash
Nazionalità: Italiana
Anno: 2008
Produzione: Autoproduzione

Il primo lavoro dei partenopei Screaming Orgasm ci presenta una giovane band composta da 4 amici e ex compagni di scuola che hanno unito il loro amore per il metal,con risultati discreti.
I 4 pezzi presentati ci mostrano un combo unito ma inesperto su alcuni piccoli fattori come la pronuncia inglese e alcune imperfezioni chitarristiche, comunque tutte cose che si aggiustano facilmente col tempo e le prove. L'influenza maggiore della band sono sicuramente i Metallica e i Maiden dai quali riprendono lo stile del cantato e alcune armonizzazioni-melodie.
Il pezzo meglio costruito del lotto è KlaatuVeradaNikto che mette in evidenza la batteria e una bella linea vocale accompagnata da una chitarra melodica e tagliente. Gli altri pezzi sono un attimino meno personali e più riconducibili alle loro influenze e ciò mi conduce a consigliare alla band di tenere KlaatuVeradaNikto come base per sviluppare i pezzi futuri e coniare cosi un genere personale e che metta in risalto le vostre qualità, qui ancora nascoste. A presto con nuovi brani ragazzi!

Tracklist:
1. SCS
2. KlaatuVeradaNikto
3. Barbarians
4. Brainsturbation

Recensore: AlexThrash - alexthrash@live.it
Voto: 6/10
Contatti: http://www.myspace.com/screamingorgasmmetalband

Sublimhate (Ita) - Demo 2008

Band: Sulimhate
Titolo: Demo 2008
Nazionalità: Italiana
Anno: 2008
Produzione: Autoproduzione

I laziali Sublimhate presentano il loro demo omonimo composto da 4 tracce e ci danno subito un bel cazzotto in faccia! La loro fonte di ispirazione principale sono sicuramente i Carcass e leggermente gli Slayer (in alcuni riff e aperture) ma si nota l'intenzione di creare qualcosa di personale. I suoni del demo sono buoni e con una batteria e basso mai in sottofondo che si prendono ogni tanto delle piccole soddisfazioni con break molto azzeccati.
A mio avviso il pezzo più interessante tra i 4 è Neither God, anche per via dell'utilizzo di effetti flanger e di alcuni buoni cambi di tempo mentre il pezzo più debole del lotto è Predestined To Damnation che non decolla e rimane lenta senza mai sfociare in qualcosa che ti faccia alzare dalla sedia!
In definitiva la band ha ancora bisogno di tempo per trovare la sua strada staccandosi dai numi tutelari e con la costanza e la discreta tecnica in possesso ai singoli si potrebbe intravedere un buon cambiamento già nel prossimo lavoro. In bocca al lupo!

Tracklist:
1.Neither god
2.Only one man
3.Predestined to damnation
4.Sexual instinct

Recensore: AlexThrash - alexthrash@live.it
Voto: 6,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/sublimhate