24/06/10

Intervista ai National Suicide


Per Thrash Universe oggi abbiamo quei loschi figuri dei National Suicide al gran completo, l’obiettivo di quest’intervista sarà scoprire se sono davvero thrashers nell’anima o lo danno solo a vedere, quale miglior esame di una nostra intervista??

Benvenuti bastardi, siete pronti all’ “esame” THRASH UNIVERSE? Vi avverto che vale la prima risposta e non sono ammessi suggerimenti e cartucciere varie!
(Tutti) Pronti e ben disposti: vai!

Partiamo subito con una domanda inevitabile: nella mia recensione ho detto che il paragone più scontato era quello con gli Overkill: Quanto vi ha rotto le palle il fatto di essere sempre paragonati a loro? Vi piacerebbe che qualche recensore anticonformista vi affianchi a qualcun altro?
(Mini) Hahahah … Guarda: a parte che, al limite, un paragone con delle star di quel calibro dovrebbe solo lusingarci, siamo consapevoli del fatto che si regge su qualche assonanza anche evidente, ma niente più. Mi riferisco alla voce acuta (che nel thrash hanno usato in pochi e Bobby Blitz su tutti); ad alcuni riff d'ispirazione maideniana comuni tanto agli OverKill che alla nostra “Nu Posers don't Scare Anyone”(la quale, d'altra parte, è il anche nostro pezzo più conosciuto, scaricato, ascoltato); al fatto che tanto la loro cover di “Sonic Reducer” e la meno famosa “Old School”, al pari della nostra “Wanted”, sono delle classiche Punk Track suonate, ovviamente, con un tiro più thrashioso... In realtà potremmo essere accostati allo stesso modo agli Exodus (come in effetti era al tempo del Promo2007), perché gli OverKill MAI avrebbero composto pezzi come “Let Me See your Pogo”, “Sucks'n'Artillery”, “This is a Raid”, “Please Welcome … My Friends”, “The Old Family is Still Alive” … E tuttavia, il solismo non è riconducibile a nessuna delle due Band, così come nessuna delle due avrebbe partorito una “Into the ClubHouse”. Credo sia normale, dopo tanti anni di “Nu” e “Post” e chitarre in drop e vocioni in growling, nell'ascoltare una Band sinceramente Old School, percepire per prime le ASSONANZE con i grandi Maestri che non le caratterizzanti DIFFERENZE: ma sono sicuro che col tempo avverrà anche questo: voglio dire con gli ascolti ripetuti, con l'approfondimento … Per ora, ringraziamo.

“The Old Family is Still Alive” ha avuto un enorme successo trasformandovi in una band “VIP” dell’underground italiano, cos’è cambiato per voi nella vita di tutti i giorni? La vecchietta vi riconosce quando andate al supermercato? Vi siete aperti conti in banche svizzere? Avete figa a volontà?
(Mini) Fammici pensare … Il baretto è sempre quello, il barista dopo una certa ora ci insulta come prima, ci hanno cacciati dalla sala prove, la Svizzera sta sempre sopra la Lombardia (o no?) e la figa per fortuna non mancava neanche prima … No, direi che non è cambiato proprio un bel cazzo! Hahah

Ho particolarmente apprezzato la vostra campagna anti nu/post sul vostro space, diteci il vostro punto di vista sul thrash da “Roots” in poi. Potendo tornare indietro nel tempo avreste cercato di minacciare Cavalera a non fare quell’album o secondo voi il thrash anni 80 era destinato a morire di morte naturale?
(Mini) All'inizio dei '90, col passare della moda, sia i PROFESSIONISTI della musica che le testate specialistiche si trovarono nella COMUNE necessità di far collimare una proposta più spendibile con il Brand di “Metal” sul quale avevano campato sino a quel momento: così, mentre i primi infarcivano il suono di ogni contaminazione proveniente dall'ultima tendenza (elettronica compresa, sulla scorta delle nuove tecnologie), i secondi prendevano a trattare e a scrivere di qualunque cosa avesse un suono duro e distorto. In quegli anni, le riviste Metal parlavano dei Red Hot Chili Peppers come dei Nirvana, dei Prodigy come dei Pantera: OVVIO che le nuove generazioni siano venute su chiamando “Metal” le cose più disparate! Ed anche che sia nato qualcosa come il “Nu” … Noi non ce l'abbiamo con loro, benché ricordiamo molto bene quanto ci sfanculavano i gruppetti di bimbominkia, dandoci dei trogloditi, degli ottusi, dei dinosauri ignoranti solo perché cercavamo di rivendicare la nostra identità metallara di contro a Generi che erano si stati INFLUENZATI dal Metal, ma NON ERANO “Metal”!!! Per fortuna, gli Zombi dell'Underground avevano continuato a vivere e riprodursi per tutto questo tempo, sepolti nelle tombe (sale prove) delle loro cittadine disperse; ed al momento buono, quando cioè Internet li ha rimessi in contatto (sostituendo da questo punto di vista le piazze e le Fanze), si sono radunati in una Scena piuttosto compatta, attorno a certi
locali come il Country Star di Albignasego (PD), ed Eventi quali il “Revenge Of True Metal Festival” di Rovereto (TN). A quest'ultimo va il merito di aver riproposto vecchie glorie (Assassin, Artillery, Onslaught) di cui nessuno più parlava, accanto a nuove leve dell'Underground nazionale (noi, i Baphomet's Blood e tanti, tantissimi altri che OGGI sono conosciuti e stimati).
Noi siamo stati lì dall'inizio, a dare il nostro contributo perché tutto questo avvenisse. Se ci scaldiamo su questo punto e siamo orgogliosi di quel che abbiamo fatto, vedi che c'è pure un perché. Ed ora capirai anche il senso di un certo “ArtWork”; del Logo così provocatoriamente simile a quello di una band SIMBOLO della Vecchia Scuola; di certi slogan gridati a squarciagola; del titolo stesso dell'Album: il primo disco, l'entrata in scena, DOVEVA essere così ...

Avete suonato live con gruppi molto importanti ( tra cui i miei adorati Artillery) Da adolescenti, quando vi facevate le pippe su “Reign in Blood” avreste mai immaginato un giorno di aprire per gruppi così prestigiosi? Raccontateci la vostra emozione
(Mini) Beh, alla fine la soddisfazione vera è quella di poter fare Festa OGGI, con gente di cui hai i dischi a casa e che stimi per quel che sono e che ti hanno dato sin da ragazzo in termini di emozione! E' una cosa bellissima, impagabile, ma anche molto naturale. La maggior parte di questi tipi sono personaggi semplici e umili, dei veri Rockers … Non come certi ragazzotti arroganti … Ma questo è un altro discorso.

Secondo me il thrash è soprattutto attitudine. Secondo voi è attitudine quella di chi paga le agenzie per poter suonare? Cosa ne pensate a riguardo?
(Mini) Se VALI non devi pagare qualcuno perché ti trovi da suonare! Così come non ti devi sbattere a cercare un Contratto, perché sullo Space ti verranno sicuramente a scovare! Hahahah Comunque, benché siamo a conoscenza del fenomeno, nel NOSTRO circuito pensiamo sia assente. E' più probabile, invece, che le diverse Label tentino di piazzare le proprie Band laddove acquistano spazi pubblicitari: ma questo rientra nella normale attività promozionale cui sono tenute, in quanto attività commerciale finalizzata alla vendita della musica che producono. Anch'io, facessi quel mestiere, tenterei di far suonare le mie Band dove la gente me le può apprezzare; così come tenterei di pubblicizzare il prodotto che devo smerciare … Ma è un discorso molto diverso da quello di cui parli tu … E comunque, nessuno spenderebbe per una Band più soldi di quanto quella Band non gli faccia poi guadagnare!!! Hahah … Meditate gente, meditate ...

Visto le numerose date live immagino abbiate macinato un bel po’ di km on the road, qual è stato l’aneddoto più divertente capitato? Inoltre voglio da ognuno di voi un aggettivo riguardo gli altri 4 compagni di viaggio
(Mini) La maggioranza degli aneddoti è meglio se te li racconto a voce, ma ce n'è uno capitato da poco che potrebbe interessarti. Stavamo al “Keep It Thrash” a Barcellona (SPA) e tanto noi quanto la nostra piccola Crew avevamo una gran sete … Abbiamo cominciato a bere appena arrivati al pomeriggio (in realtà, già la mattina in Italia), abbiamo continuato fino a sera, poi abbiamo suonato e poi ancora, mentre sul palco salivano gli ottimi Aggression. Quando è stato il turno degli Onslaught eravamo in pieno Party … ma poi, questi sono rientrati a fine show e … cazzo!!! Ci eravamo scolati TUTTE le birre del Backstage!!! Per un po' l'aria è stata tesa, ma per fortuna gli Spagnoli hanno tirato fuori dal cilindro una cassa supplementare tenuta di scorta e ci hanno salvato il culo. Un paio di giorni dopo Nige ci ha lasciato un bel messaggio sullo Space, facendoci i complimenti e augurandosi di rivederci presto: ma ho passato un gran brutto quarto d'ora, te lo posso assicurare!
Per il resto, se devo definire gli altri direi che Bob è stronzo quanto basta, ma anche un vero talento compositivo; Tiz è pericoloso, skizzato; Zeta è uno che non si fa prendere per il culo; Ivan vive nel proprio mondo, ma è una gran bella persona.
(Zeta) Bob è una testa di cazzo, ma in fondo gli voglio bene; Tiz è un pazzo, sul serio! Però come viaggia su quella chitarra! Il Mini è un incantatore di serpenti; Ivan è proprio un buon tipo e poi sul palco si lascia andare come pochi …
(Bob) Zeta è un disfatto; Tiz un coatto; Mini è un … nonno! Hahah … ed Ivan si, è un buono … anche se a volte se ne esce con certe storie “malate”... Mah ...
(Tiz) Bob è un micione; Zeta è un burlone; Ivan è un brodego (traduzione impossibile dal dialetto trentino), e il Mini è semplicemente carismatico …
(Ivan) Mini è l'Oratore; Bob è un vero Metallaro, con un orecchio sopraffino per le vecchie onorità; Tiz è un mostro di tecnica, una marcia in più per l'intera Band; Zeta è il nostro vero motore Live!

Vedendo le vostre foto live si capisce che non siete proprio di primo pelo, questo “The Old Family is still Alive” era la vostra ultima occasione per poter evitare di lavorare e fare i musicisti fancazzisti? o qualcuno di voi di nascosto dagli altri lavora (magari anche come colletto bianco)?
(Bob, Ivan, Zeta e Tiz in coro, con toni e volumi differenti ma caotici): Ad alzare la media è quel nonno del Mini!!! hahah … Eccheccazzo!!! hahahh …
(Mini) Ehm … vabbé … In effetti, a parte me che sono del '69, nessuno degli altri arriva ai 30 anni. E lavoriamo tutti, OVVIAMENTE: io nel campo delle costruzioni meccaniche; Zeta è un muratore; Ivan fa il ragioniere in un negozio di moto; Tiz insegna chitarra elettrica e presiede l'”Accademia Musicale Lizard” nella sede di Trento; Bob lavora nello studio di un commercialista … Eheheheh … come ci vada vestito, il bastardo, non te lo so dire Ehehehh
(al Mini arriva un giornale arrotolato sul coppino, n.d.a.).

Domanda a bruciapelo a ognuno di voi: quale canzone dell’album amate di più suonare e quale di meno
(Tutti, dopo rapida consultazione): Zeta preferisce “National Suicide”; Bob “Nu Posers don't Scare Anyone; Tiz adora suonare “Let Me see your Pogo”; Ivan dice “Into The ClubHouse”, Mini non ha dubbi su “The Old family is Still Alive”. Ma non c'è una canzone che facciamo fatica a proporre dal vivo.

In giro su internet beccai in un forum la seguente citazione del vostro genio del male che avete alla voce: “noi ci sentiamo di quelli che hanno contribuito a fare la pasta, più che di quelli che ora tentano di far la scarpetta al ragù rimasto…E comunque, ripeto che si tratta di un piatto poverissimo e popolare, cucinato senza pretese e per pura passione di gran festoni alcolici. Niente a che vedere con l'"alta cucina”. Questo in risposta a chi vi accusava di cavalcare l’onda della nuova ondata thrash ( in fondo voi suonate dal 2002) ma in tempi di magra, pensate che il vostro album avrebbe riscosso uguale successo di ora? Riguardo invece alla seconda parte della citazione, dopo un album come quello appena fatto non può sorgere la temutissima voglia di sperimentazione per cercare di arrivare all’ “alta cucina”? Nel thrash la sperimentazione ha portato sempre ad album “controversi” e che spesso hanno spaccato in due le opinioni ( mi riferisco al “Black album”, a “Endorama/Outkast”, a “Roots” ecc). Voi per il secondo album cercherete l’ “alta cucina” o continuerete a fare thrash “casareccio”?
(Mini) Le prime tra le 9 canzoni dell'Album SONO EFFETTIVAMENTE NATE IN TEMPO DI MAGRA … Ma sono poi uscite al momento giusto. Siccome però il nostro “successo” si limita a numeri commercialmente risibili, benché importanti per un' Underground Reality di stra-nicchia come la nostra, credo avremmo sostanzialmente avuto lo stesso riscontro in qualsiasi momento,
anche se ci sarebbe voluto senz'altro un periodo d'attesa più lungo per godere dei risultati. E siccome per noi l'Underground è la nostra Scena e non abbiamo MAI aspirato a qualcosa di più (o anche solo di diverso) ti anticipo che il prossimo lavoro sarà ancora più “ESTREMAMENTE OLD” e non sposterà le nostre coordinate di una virgola! E a chi proprio non è piaciuto “The Old Family ...”, il successore farà ancora più cagare, per i medesimi motivi.

Consigliate ai nostri lettori 3 bands thrash storiche ma misconosciute da approfondire, e 3 underground italiane da scoprire. PS: se qualcuno di voi se ne esce con “Metallica/Megadeth ecc avrà il compito annullato!
(Rapida consultazione, poi Bob prende la parola): Di storici, direi che vale la pena riscoprire i Deathrow tedeschi, i Sacrament americani, ed i Megamosh … Di Band underground italiane, su tutti i Sacrificator e lo speed dei Baphomet's Blood … poi anche Game Over, Madcaps, Witchunter … Uff … Troppe!!!

Tante date live al nord ma poche al sud, è difficile suonare qui? O non vi vogliono? Eppure la situazione qui al sud sta migliorando (Agglutination/ TMF/ Armageddon fest/Sikelian Hell) Fate un appello a gli organizzatori dei festival di giù per portare un po’ di sano thrash anche lì. PS: la Puglia s’ha da fa, fate il possibile e l’impossibile!
(Mini) Siccome chiediamo sempre il pieno rimborso spese, credo che gli Organizzatori al Sud si dividano tra quelli che non ci ritengono ancora abbastanza interessanti e quelli che non hanno abbastanza soldi. Poi, a dire il vero, spesso siamo noi che dobbiamo rifiutare per impegni lavorativi; e qualche volta VOGLIAMO rifiutare, perché magari la cornice non è adatta alla nostra proposta, che è e rimane assolutamente oltranzista.

Per l’ultima domanda è venuto il momento di rendersi ridicoli, diteci il disco più umiliante e che nessuno immagina ci sia nella vostra collezione di cd; siate sinceri!
(In incognito): “The Final Countdown” degli Europe; “Flashdence”; e “King of all Kings” degli Hate Eternal …

Ok consegnate il compito ora, vi comunicheremo il voto di ognuno di voi! Sfruttate lo spazio rimasto per la solita autopromozione…a voi!
(Mini) Grazie delle belle domande. E' stato un piacere e speriamo di incontrarvi presto: chi pubblica e chi legge, intendo. Se vi interessa tenervi informati su di noi o fare amicizia, ci trovate su www.myspace.com/nationalsuicidethrash , oppure su FaceBook, al “National Suicide Fan Group” messo in piedi da quattro pazzi Amici nostri. Un abbraccio!!! E ricordatevi che il lavoro di un “Vero Thrasher” non è mai finito: JOIN US! DEFEND THE LINE!THE OLD FAMILY IS STILL ALIVE ...

Per la cronaca: han passato tutti l’esame a pieni voti! Lode per Bob che mi ha citato i Deathrow!

Intervista a cura di Alex The Drunkard

22/06/10

Shock Troopers (Ita) - Blades and Rods

Band: Shock Troopers
Titolo: Blades and Rods
Nazionalità: Italiana
Anno: 2010
Produzione: Punishment 18 Records

Per la nuova recensione scendiamo nel profondo Sud, per la precisione nella bellissima Palermo, terra che ha dato i natali a gli Shock Troopers, interessante band, sotto contratto con la Punishment18 Records, con in curriculum già quasi 10 anni di attività, un demo e 2 albums: Shock Troopers del 2007 e Blades and Rods che passeremo subito a recensire.
Il gruppo si ispira alla scena punk/thrash riportando alla mente gruppi come S.O.D., D.R.I. , Acid Drinkers e Cryptic Slaughter miscelato con il thrash core dei recenti Municipal Waste, la fusione di tutto ciò è Blades and Rods, album che sembra aumentare le già alte quotazioni di questi Shock Troopers, forti di una buona fama in terra sicula e sempre più determinati a far sentire la propria voce anche a livello nazionale.
Venticinque minuti possono bastare per sfornare un buon album, 11 tracce della media di 2 minuti l’una, una buona produzione, pezzi veloci, ridotti all’osso e convincenti, pochissimi gli assoli, tanta invece la rabbia, che traspare già da testi come The Rape e Jail Word, che si scagliano ferocemente contro i potenti di turno, Toilet show e Competition, due invettive rispettivamente contro TV e contest musicali, ma soprattutto la violenta titletrack (rappresentata adeguatamente dalla copertina che inscena in forma fumettistica un massacro da guerriglia in cui giacciono a terra i corpi di un prete, un poliziotto e un naziskin) vero e proprio masterpiece dell’album, che appunto supera lo standard medio (piuttosto alto) delle composizioni. Poco sotto ci può stare Road Thrash, altra mazzata nei denti, ma anche la succitata Toilet Show a salire sul podio dei tre episodi più convincenti.
Sul myspace sono presenti anche numerosi video live che dimostrano anche una spiccata attitudine dal vivo, come è giusto immaginarsi da una bands simile, insomma le carte in regola ci sono tutte. La Sicilia sembra avere quindi a disposizione un’altra potenziale band (insieme a gli Urto) che può tenere alto il buon nome del thrash a livello nazionale. Da tenere d’occhio!

Tracklist:
1. Intro
2. Competition
3. Take Your Eyes Off Me
4. Blades And Rods
5. Vice
6. Road Thrash
7. Toilet Show
8. Protection Money
9. Jail World
10. Waterboarding
11. The Rape

Recensore: Alex The Drunkard
Voto: 7/10
Contatti: http://www.myspace.com/shocktroopers

15/06/10

National Suicide (Ita) - The Old Family is Still Alive

Band: National Suicide
Titolo: The Old Family is Still Alive
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: My Graveyard Productions

Esistono album che hanno il potere di riportarti indietro nel tempo, esistono gruppi che se ne fottono delle mode e suonano soltanto quel che a loro piace, nessuna concessione post/nu, nessun dannato break down ma solo sano thrash anni 80 a palate!
Questi National Suicide sono proprio tutto questo! Un salto indietro di parecchi anni, per tornare all’epoca d’oro del metal, quando le band puzzavano di alcohol e sudiciume, un pesante calcio nei denti ai tantissimi gruppi di bimbiminkia dell’ultim’ora!Il loro credo è ribadito già nel profilo del loro space “HELP US TO KEEP THE WORLD CLEAN! WITH THE WORDS NU/POST WE CLEAN OUR ASS! DO THE SAME!” a ribadire che loro non ci fanno, ci sono!
E’ bastato solo un promo, seguito da un album a questi 5 thrashettoni per farsi notare dal grande pubblico italiano, infatti The Old Family is Still Alive ha avuto un successo enorme, tant’è che la My Graveyard Productions è stata costretta a ristampare una seconda edizione (comprensiva di 4 tracce estratte dal demo) importanti date in Italia e all’estero poi hanno consacrato i National Suicide come una delle speranze più rosee dell’underground thrash italiano ( insieme a Subhuman e Neurasthenia) grazie alla loro capacità di ridare freschezza alla vecchia scuola thrash senza dover però scendere a compromessi!
The Old Family is Still Alive presenta 9 tracce che non stancano nè annoiano, l’accostamento più facile riguarda gli Overkill, i riff sono accattivanti, la batteria è sostenuta e incalzante, e il singer (di chiara ispirazione Bobby “Blitz”) tesse le fila di un cantato che si amalgama perfettamente a tutto il resto.
Si parte con il brano omonimo National Suicide, e al grido di “Defend the line!” si inizia questo viaggio nel tempo, prendete una birra e preparatevi al massacro, un elettrothrashock vi assalirà!
La successiva Nu Posers don’t Scare Anyone cattura con un accattivante refrain ma anche con un Mini (voce) qui in stato di grazia, cattivo e grintoso. La titletrack appare meno ispirata delle precedenti ma grazie a un po’ di mestiere si mantiene comunque un sufficiente standard qualitativo. In Let me see your pogo il titolo parla da sé, le chitarre qui sono taglienti come lame, e si ritorna a un thrash marcio e diretto, gran bel pezzo, un vero e proprio incitamento al pogo che sicuramente riscuote molto successo soprattutto in sede live, anche l’assolo coinvolge e travolge rendendolo forse l’episodio migliore dell’album. Wanted strizza l’occhio a sonorità più heavy/speed di vecchia scuola Motorhead, ottimo intro per la successiva Into the Clubhouse, altro pezzo da 90 dell’album, che parte con un rombo di moto incalzato dal ritmo costante della batteria, come al solito l’espressività del singer fa aumentare parecchio la quotazione del brano che comunque si difende bene grazie a un songwriting qui più originale, condito da gustosi break di basso e chitarra e da potenti cori., refrain che coglie nel segno, orecchiabile cantato e testo:
“Into The Clubhouse – fire and flames
Adrenaline is pumpin’ feedin up my brain
Into the Clubhouse – nothin’ to lose
Love and Hate accelerate: this is the way we choose!”
che carica per bene prima della scarica adrenalinica del bellissimo assolo. Applausi!
Mancano ancora tre pezzi eppure giunti qui la qualità dell’album fa sì che ci si possa già sentire appagati da quanto ascoltato sinora, ottimo segno! Please Welcome…My Friends è un altro gioiello, granitica nella sua semplicità , è insieme a Let me see your pogo il brano più “old style” dell’album, riporta alla memoria i primi Destruction ed Exodus….nostalgia canaglia!
Sucks’n’ Artillery si apre con piacevoli intro di gemiti da pompino intenso e ben fatto e scorre via senza particolari picchi di rilievo, a This is a Raid il compito di chiudere come si deve quest’ottimo full, non aggiunge né toglie niente a quanto sentito sinora, si limita a ripetere il compitino svolto sinora, ma sempre e comunque con la grinta e la bravura che risaltano da questo lavoro.
In conclusione voto ampiamente positivo, come prevedibile. Questo The Old Family is Still Alive merita numerosi elogi, innanzitutto la bravura nell’aver riesumato alla grande il sound ottantiano abbellendolo di una freschezza nuova e soprattutto senza snaturarne la struttura, la maturità musicale inoltre è evidente, per tutti in particolare per il singer Mini, vera marci in più per il gruppo che sa di poter contare sulla sua duttilità vocale e sulla sua capacità di interpretazione del brano. Nota di merita anche per i testi, niente di eclatante sia chiaro, ma sono comunque molto curati e mai banali. La tirata di orecchie arriva invece per l’aspetto grafico, un po’ trascurato, il logo è palesemente copiato dai Nuclear Assault e per l’artwork si poteva sicuramente trovare qualcosa di meglio, ma vabbè in fin dei conti sono dettagli.
Il difficile per i National Suicide verrà ora, un grande album può starci, ma sapersi confermare è la sfida da superare, in cui molte promesse cadono, e solo i migliori escono indenni, il secondo album ci servirà per capire se abbiamo davanti una meteora o un gruppo che sembra destinato a raccogliere l’eredità di Necrodeath, Schizo e Bulldozer tra i mostri sacri del thrash italiano. Horns up e in bocca al lupo ai National Suicide, non deludeteci!

Tracklist:
1. National Suicide
2. Nu Posers don’t scare anyone
3. The Old Family is Still Alive
4. Let Me See Your Pogo
5. Wanted
6. Into The Clubhouse
7. Please Welcome…My Friends
8. Sucks ‘n’Artillery
9. This is a Raid

Recensore: Alex The Drunkard
Voto: 8,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/nationalsuicidethrash

12/05/10

Endless Pain (Ita) - Course of Hate

Band: Endless Pain
Titolo: Course of Hate
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Autoprodotto

La recensione odierna ha per oggetto gli Endless Pain, band con esperienza quasi decennale, risale infatti al 2001 la nascita del gruppo, e in questi 9 anni non si può dire che questo gruppo bresciano non si sia dato da fare, nel 2002 arriva il primo demo The Cruel Way of War, seguito un anno dopo da Shotgun Carnage, per poi giungere finalmente a ben 2 album, Born in Violence nel 2005 e De-Generation War nel 2008. Prima di arrivare all’EP Course of Hate di 4 tracce questa cazzutissima band si è tolta anche diverse soddisfazioni in sede live, aprendo per mostri sacri del calibro di Tankard, Destruction, Slayer, Anthrax e Sodom, insomma da come avrete capito, non abbiamo qui a che fare con dei novellini alle prime armi, ma con gente che costituisce già una solida porzione dell’underground italiano.
Con questo nuovo EP la band ha anche intenzione di dare in pasto alla critica un assaggio della potenza live, in quanto oltre ai 4 brani è presente un dvd live registrato con 7 telecamere e in maniera professionale; quanto al sound invece, questi Endless Pain propongono un thrash death di sicuro impatto, con il singer che si pone come potenziale arma in più a disposizione del gruppo, davvero pregevole infatti la sua voce che con un urlo potrebbe abbattere un muro, la sua timbrica ricorda inoltre Peter Wiwczarek, cantante dei Vader, ottima comunque la prestazione anche degli altri componenti.
Si parte con Unleash the Fury, titolo quanto mai azzeccato, visto che la furia Endless Pain si scatena già dai primi secondi con un muro sonoro interrotto nel mezzo da un attenuato breakdown , per poi ripartire con un’altra scarica adrenalinica. Sensorial Deprivation parte più lenta rispetto alla precedente, con inserti profondi e cupi dannatamente Morbid Angel in cui il singer ha modo di dar maggiore sfogo al proprio growl in un condensato di death e doom, senza dimenticare però la consueta sfuriata thrash che tanto bene fa alle nostre orecchie.
Blood Feud è un altro pezzo di buon livello, esaltante nei frangenti tirati e sostenuti, in cui gli Endless Pain dimostrano tutta la loro ferocia; chiude il tutto From the Ashes che ricalca lo schema della precedente ma con un cantato di maggior coinvolgimento. A suggellare la chiusura arriva un inaspettato stacchetto di archi e pianoforte, che sebbene non centri un cazzo fa comunque la sua figura.
Indubbiamente un ottimo prodotto, anche se 4 pezzi sono sempre pochi sono sempre pochi per poter dare un giudizio esaustivo, questo Couse of Hate è di sicuro un’interessante base per il prossimo full, con cui si spera questa band possa ricevere il giusto riconoscimento.

Tracklist:
1. Let the End Begin
2. Unleash The Fury
3. Sensorial Deprivation
4. Blood Feud
5. From the Ashes

Recensore: Alex The Drunkard
Voto: 7,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/endlesspainband

26/04/10

ITALIAN THRASH UNIVERSE VOL.2 IS OUT


Ecco finalmente il link dove scaricare il Vol.2 della nostra Compilation!!!

http://www.mediafire.com/download.php?diijygngon5
(se non va: http://www.mediafire.com/?diijygngon5 )

24/04/10

Land of Hate (Ita) - Neutralized Existence

Band: Land of Hate
Titolo: Neutralized Existence
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Infernal Kaos Production

La Calabria è una terra che offre alla nostra penisola italiana una delle scene locali più rigogliose, tante sono le bands infatti che meriterebbero maggiore attenzione, ma poche riescono davvero a emergere, seppur nel contesto di media-bassa visibilità che il meridione offre.
Tra queste, esponenti di spicco sono sicuramente i Land of Hate, da Catanzaro, che han fatto della coerenza la loro bandiera, difficilmente infatti vedrete questa band vendere il culo o scendere a compromessi in cambio di un illusorio successo, e questo non può che essere un attestato di stima verso chi rifiuta in modo deciso i facili percorsi alternativi. , del resto i Kreator insegnano “Servant in Heaven, King in Hell”!
Dopo questa doverosa introduzione arriviamo quindi all’analisi di questo Neutralized Existence, primo full del gruppo, che dal 2005 (anno di nascita) ad ora han sfornato anche 2 EP e 2 Split cd. La dichiarazione d’intenti appare chiara già a partire dalla copertina, inquietante e cattiva, e proprio la cattiveria è l’ingrediente principale dell’album, 8 tracce feroci ma soprattutto cattive, intrise di rabbia, per un thrash death che riporta subito col pensiero ai fasti dei ben noti Sepultura (e qui si intende i Sepultura “storici” non la caricatura che ne ha attualmente preso il posto9 ma anche a gli Obituary.
Neutralized Existence riesce a coinvolgere e colpire grazie a una buona combinazione di feroci parti fulminee e al limite del death con rallentamenti più corposi e cadenzati, il tutto amalgamato con le linee vocali variegate del singer Marco Verardi , il quale alterna un growl catacombale a uno scream swedish style; Gli episodi più convincenti sono senz’altro Minds Devourer bellissimo pezzo (presente anche sulla prossima compilation di Thrash Universe) rabbia, violenza e un pregevolissimo stacco melodico, Extreme Violence che tiene fede al titolo, una potenza inaudita fatta di urla e blast beats vi travolgerà! Da non dimenticare anche Murderous State, potente anatema antistatale che si abbatte convinto sui vostri timpani:
“Travelling through the fear
Fighting the murderous state
Respect? Is a Lie!
Revolution against your lies!”
Questo Neutralized Existence appare quindi come la prova più che convincente di un gruppo maturo e consapevole delle proprie capacità, chi già li conosce sa che il marchio Land of Hate è una garanzia, chi invece no troverà in quest’album un ottimo motivo per seguire la loro evoluzione o assistere a uno dei loro numerosi show live, supportiamo le bands valide e non i soliti raccomandati del cazzo!
Dalla Calabria con furore!

Tracklist:
1. Claustrophobic
2. The Torment
3. Murderous State
4. Minds Devourer
5. Neutralized Existence
6. From the Street
7. In the Hands of Destruction
8. Extreme Violence

Recensore: Alex The Drunkard
Voto: 8/10
Contatti: http://www.myspace.com/landofhateband

19/04/10

ITALIAN THRASH UNIVERSE VOL.2: LE 15 BANDS


Con un (bel) po' di ritardo, siamo riusciti a stilare la lista delle 15 bands che comporranno il secondo volume della nostra compilation ITALIAN THRASH UNIVERSE.

Ecco i 15 nomi!!

Adimiron - Wrong Side of the Town
Artkillery - Re-educate
Endless Pain - Unleash the Fury
Endovein - Forrest Gunner
Expired - U.gly D.irty E.vil (Thrashers)
Fomento - Burial at Sea
Housemaster - J.B.
Inallsenses - War and Death
Kernel - Back to the Violence
Lab Eleven - Six Pieces
Land of Hate - Minds Devourer
Methodic Massacre - Black Coil Dominion
Nuclear Hecatomb - We are all Cattle
Planar Evil - Vengeance'll Come
Travma - Revenge Solution

Ci teniamo a ringraziare tutti gli altri gruppi che hanno partecipato alla selezione. Ovviamente, v'invito a non disperare: ci saranno tante altre edizioni! ;)

Ringraziamo, per cui (in ordine alfabetico):
Axen, Brainsane, Coma, Crasher (il cui MySpace è spirato), Crisalide, Deadly Bear, Death Mechanism (non c'era più il pezzo), Death the Bride, Deathshold, Deathwork, Dexal, Dreker, Exilium, Fake Mors, Fallout, Fuser, Homicide Hagridden, Inlansis, Maghanat, Mary Brain, Megahera, Metalthrashfactory, Over Nation, Phenium, Post Execution, Reapter, Sedit, Self Disgrace, Soul Bleed, The Krushers, Torment, Transeat, Trodden Shame ed Unable.

Le bands partecipanti sono state contattate via mail: prima m'inviano pezzo e biografia, prima uscirà il volume!

09/04/10

Intervista ai Ciementificio


Salve ragazzi, state per fare un’intervista nientepopodimeno che per Thrash Universe! Siete pronti? Vi siete già bagnati le mutande?
Bagnati a puntino W il Thrash e anche l’Universe!!!

Bene, iniziamo con una delle classiche domande banali e stupide con cui si apre un’intervista: Perché “Ciementificio”? Venite dalla bella Pescara, mica da Milano!
Si dà il caso o si cà il daso come preferisci, che nella bella Pescara si manifesti un grigio essere dalle giganti fauci, detto il “Ciementificio”, fossimo stati di Milano ci saremmo chiamati Bauscia, o al massimo Biscioni, o forse ancora Brambillas… fico Brambillas!!!

La prima cosa che ho pensato ascoltando il vostro album è “Cazzo, questi sono geniali!”, siete così anche nella vita di tutti i giorni o una volta riposti gli strumenti vi trasformate in dei rispettabilissimi signori distinti che sorseggiano il thè?
Prima di andare a dormire prendo sempre la camomilla solubile con il miele e l’arancia… A parte questo, siamo geniali dalle 18 alle 13 del giorno dopo, nel restante tempo diventiamo orbi e dislessici in preda ad un orrido maleficio del Dio pagano Bambylus (Brambilla in aramaico antico).

Immagino che “Rosso sangue bianco ossa” abbia avuto dei buoni riscontri in fatto di pubblico e di recensioni, ma per esperienza so che l’ironia non sempre vien capita.. avete avuto mai a che fare con qualche defender del cazzo o similia che , non capendo le vostre songs o la vostra attitudine, vi ha buttato merda addosso?
Guarda ti sembrerà incredibile, ma abbiamo conquistato anche i Defender che scrivono recensioni nudi, con mutandoni di peluche, cosparsi di grasso di foca. Abbiamo sempre temuto che qualcuno non cogliesse l’ironia, ma per fortuna non è mai accaduto… evidentemente il mondo è stracolmo di scemenza e questo non può che farci piacere!

Dai video live si capisce che con voi ci si diverte non solo su disco, quanto è importante per voi divertirvi mentre suonate? Riuscireste a calarvi nei panni della classica metal band “incazzata e col musone” o non ci tenete proprio?
Provo a rispondere seriamente… non ci riesco! In realtà noi vogliamo solo conquistare il mondo ottenebrando e plagiando le povere menti ignare che si affacciano al culto del Cemento.
In poche parole diciamo che i Ciementificio sono nati proprio per la voglia di divertirsi e di fare un po’ di casino insieme a chi ci viene a vedere, lo spirito del metal è… era quello no?

Il pezzo “con la luce blu sotto” l’ho interpretato come una presa per culo ai tanti tamarri che girano con la macchina iper truccata e luminosa, è così oppure fondamentalmente è solo il risultato di tanto alcohol?? ( e magari vi ho dato uno spunto x rispondere seriamente alle prossime interviste)
Diciamo che quando l’alcohol fermenta in noi e vediamo un tamarro con “la luce blu sotto” scrivere una canzone sull’argomento è obbligatorio. Comunque sì, è un inno ai personaggi amanti dello stile sopraffino e del design più moderno e sofisticato.

Capitolo live: il progetto Ciementificio sta ottenendo consensi live anche al di fuori dei confini regionali? Sono state parecchie le gite “in trasferta”? E quale ricordate con maggior piacere?
Ci stiamo attrezzando per portare il Ciemento ovunque, tramite scambi dati e scambi di sesso, dovremmo riuscire a colonizzare il Nord quanto prima in attesa del nostro prossimo capolavoro.
Sicuramente le date di Ascoli e Molfetta ci sono rimaste nel cuore e nel fegato, speriamo di replicare al più presto!

Quali sono le influenze musicali di ognuno di voi? E voglio sapere soprattutto quelle ridicole e impensabili, mica solo quelle metal!
Guarda le influenze principali provengono dal Thrash Metal in ogni sua forma, mettici un pizzico di follia alla Faith no More, un cucchiaio di Anvil ed Exciter, una bella spolverata di Offspring prima maniera, metti in forno per 40 minuti e moriremo tutti, col sorriso sulle labbra però!

Sono particolarmente curioso di sapere come è nato il pezzo “Vacche, cemento, zopito”
Anch’io! Non me lo ricordo proprio, chissà perché. Guarda ricordo solo che ridevamo come matti all’idea di questo contadino che si trovava un Ciementificio al posto delle vacche… Per quanto riguarda la concezione musicale è tutta colpa di Tizijiji, il nostro superbo Axe-man. Ha deciso di sparare quel riff country-ska e non potevamo certo contraddire un Axe-man, ho sentito storie terribili sui poveri malcapitati che hanno osato tanto.

Parlateci della scena metal abruzzese, sia a livello di gruppi che di pubblico, il metal è molto seguito? E quali sono secondo voi le altre bands “punte di diamante” della vostra bella regione?
Prima di tutto la scena abruzzese è la migliore del globo terracqueo, seconda solo a quella NarcoTibetana. Guarda ti sparo i primi nomi di band con cui abbiamo condiviso anche i pannolini: Zippo, Draugr, No More Fear, Nibelheim, Silentree, Sawthis, My Dark Sin, Mind Controlled, 16 Vulve… potrei continuare per ore, perché sono tutte band validissime e soprattutto ora mi dovranno offrire da bere, ripensandoci, aspetta che continuo: Mysea, Insane Therapy, Tools of Torture, Ass Gaping, Thy Gate Beyond. Sono arrivato a 13 gruppi, considerando almeno tre persone per band, ora mi devono 39 birre… fiiiiico.

A breve dovrebbe uscire il successore di “Rosso Sangue Bianco Ossa”, cosa ci anticipate a riguardo? Convincete chi vi legge a comprarlo a scatola chiusa senza minacce
Uffa…. Ero già pronto con le minacce, anzi minaccie!!! Beh sarà un degno successore di Rosso Sangue Bianco Ossa, si chiamerà Marcia Marcia e ovviamente sarà ricolmo delle splendenti atmosfere tipiche del Free-Jazz austroungarico! Chi non lo comprerà, sarà tumefatto da uno stormo di Nazgul con tendenze omosessuali (scusa non ho resistito)

Siamo giunti alla fine, chiudete come preferite, e grazie per la disponibilità!
Grazie a te e a voi per il supporto estremo, W il Thrash, W il Ciemento, W Max Spezzali!!!

Intervista raccolta da Alex the Drunkard

29/03/10

Game Over (Ita) - Heavy Damage

Band: Game Over
Titolo: Heavy Damage
Nazionalità:Italiana
Anno: 2009
Produzione: Autoprodotto

Da Ferrara arrivano i Game Over, quartetto di ragazzi cresciuti a pane e thrash (anni '80, quello nudo e crudo quindi) e per loro, come si può ascoltare dall’ EP Heavy Damage, il tempo sembra essersi fermato. La loro musica è infatti un concentrato nostalgico, senza nessuna concessione di sorta a panterismi et similia.
Già dal moniker del gruppo si può intuire lo stile di riferimento, che sprizza l’occhio ovviamente ai Nuclear Assault e a ai primi Overkill, le ritmiche, come il genere richiede tendono a essere incessanti, la batteria incalzante e la voce del cantante-bassista è marcia quanto basta, insomma coi fondamentali siamo a posto.
Scendiamo ora più nello specifico per quanto riguarda i pezzi, 5 scariche di pura elettricità metal (più un mini pezzo di 28 secondi) che si fanno ascoltare in maniera piuttosto piacevole, raggiungendo anche l’obiettivo di entrare nella testa dell’ascoltatore grazie a una discreta orecchiabilità e a una serie di ripetizioni che “rafforzano il concetto”, immagino inoltre che in sede live questi 4 ragazzi facciano la loro porca figura.
Si parte con Dawn of the Dead, semplice ed essenziale opener, in pieno stile teutonico, impossibile non farsi venire in mente Exumer o S.D.I., come anche impossibile è evitare di canticchiarla dopo averla ascoltata. Innocent Victims continua a scorrere veloce come un treno, non spostandosi di un millimetro dalla precedente, Heavy Damage parte rallentando il ritmo, dando così l’opportunità di riprendersi dalle 2 bordate precedenti, il pezzo si mantiene così più contenuto, ma senza stancare ed esplodendo solo nel finale. Dopo il breve intermezzo N.F.H si passa a Science Addiction, pezzo debole del lotto, che non riesce a coinvolgere più di tanto. La conclusiva Tupa Tupa or Die al contrario è senz’altro l’episodio migliore dell’Ep, trascinante al massimo e con un refrain di cori, che dà la carica giusta per affrontare l’ennesima sferzata thrash che ci attende subito dopo.
In conclusione questo Heavy Damage è senz’altro un buon prodotto con cui questi Game Over iniziano a farsi notare, i limiti ci sono, questo è innegabile, e mi riferisco soprattutto al songwriting dalla struttura rigida e alquanto prevedibile, in certi momenti infatti la sensazione di deja-vu è palpabile, manca infatti la scintilla di originalità che farebbe far loro il salto di qualità, ma è vero anche che i margini di miglioramento ci sono. Gli assoli sono un altro elemento migliorabile, si potrebbe fare di più.
Detto questo, teniamo d’occhio questa band, non rimane che aspettare un full nel quale convogliare una maggiore maturità musicale, questo Ep è una buona promessa, spetta a loro confermarsi.
Un ultimo appunto per la copertina, disegnata a mano, grezzissima e dannatamente old-style, quindi adatta allo scopo!

Tracklist:
01. Dawn of the Dead
02. Innocent Victims
03. Heavy Damage
04. N.F.H.
05. Science Addiction
06. Tupa Tupa or Die

Recensore: Alex the Drunkard
Voto: 6,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/gameoverthrash

05/03/10

Warknife (Ita) - Dream of Desolation

Band: Warknife
Titolo: Dream of Desolation
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: Autoprodotto

Non è impresa facile per me trovarmi a recensire il debutto dei salentini Warknife, questo perché sono molto legato a questa band per via del grande rapporto di amicizia con loro, tuttavia cercherò di essere quanto più neutrale possibile.
Dopo questa doverosa introduzione passiamo a qualche rapido cenno sulla storia di questo gruppo, attivo già dal 2006 con i 2 fondatori Simone (chitarra ritmica) e Cesare (batteria). Dopo un periodo di gavetta di un paio d’anni e numerosi cambi di line-up giungono finalmente a una formazione stabile che vede oltre ai due fondatori, Fabrizio alla chitarra solista, Marco alla voce e Daniele al basso. I tempi sono quindi maturi per concepire il primo album, dal titolo Dream of Desolation, che oltre ad essere uno degli 8 brani è anche il vecchio nome della band, poi sostituito dall’attuale moniker Warknife.
Dream of Desolation è il risultato della fusione delle due anime Warknife, la prima riguardante la vecchia line up, dedita a un Thrash inneggiante alla Bay Area e di chiaro richiamo Testament, la seconda invece rappresenta l’attuale stampo Death a metà tra Monstrosity e Blood Red Throne.
Un’intro di guerra ci introduce al primo pezzo di quest’album, Into the Infernal Confusion, violentissimo pugno nello stomaco dell’ascoltatore , deciso e diretto come ogni buon pezzo d’apertura, stordisce con una scarica Thrash, interrotta solo in parte da intervalli sincopati che richiamano alla mente i Machine Head di Burn my Eyes.
La successiva When All Burn procede sulla stessa linea della precedente, in evidenza qui Marco, che con la sua voce disegna la struttura del pezzo, a tratti potente e veloce, e a tratti più melodico e di ampio respiro, grazie a gradevoli stacchi, impreziositi da azzeccatissime parti soliste sia di chitarra che di basso.
La titletrack Dream of Desolation è sicuramente uno dei pezzi più rappresentativi del gruppo: ottimo lavoro di riffing per un pezzo che oltre ad essere facilmente orecchiabile dispone di numerosi cambi di tempo che lo rendono un pezzo abbastanza completo. Unica pecca il fatto di essere stato “velocizzato” rispetto alla versione “live”, scelta che su disco penalizza in determinati punti il brano rendendolo meno nitido e più confuso.
Vermin, invece è un brano incentrato sulla cadenza pesante e sistematica delle chitarre, che qui spadroneggiano con caparbietà, sostenuti dal tappeto di doppia cassa della batteria, il pezzo è elaborato e potente, con inserti soft che accentuano il contrasto con la ruvidità della struttura portante.
Lo splendido riff di apertura (che ricorda gli Slayer di South of Heaven) introduce A Dead Memories, brano che dopo l’ottima parte iniziale cade un po’ di tono, non riuscendo a mantenersi sugli stessi livelli, se non quando viene ripreso il riff succitato. L’assolo è impietosamente fuori contesto.
La successiva New Crusade, introdotta da una breve frase di Nixon (cari miei Warknife, ma che c’azzecca Nixon con un testo come quello del pezzo in questione, che parla di fanatismo religioso????) riporta il disco su lidi più prettamente Thrash. Il pezzo è tra i più violenti dell’album (insieme all’opener) attacco secco, ritmo costantemente alto, batteria che scandisce un continuo headbanging, brano sicuramente promosso a pieni voti.
Damned Silence è la canzone più datata di questo Dream of Desolation, scorre via molto bene e in maniera piuttosto piacevole, da segnalare qui la parte di basso di Daniele che ha un’ampia vetrina per dimostrare il suo ruolo di valore aggiunto del gruppo.
Chiude l’album March of the Sentenced Souls, brano semplice e orecchiabile, che segue appunto il ritmo di una marcia e che rimane facilmente in testa.
In conclusione questo Dream of Desolation è un debut album più che buono che sicuramente attirerà a se notevoli consensi, non mi resta che augurare al gruppo traguardi ambiziosi, perché le capacità e la serietà per raggiungerli ci sono eccome.

Tracklist:
1. Entrance
2. Into the Infernal Confusion
3. When all burns
4. Dream of Desolation
5. Vermin
6. Dead Memories
7. New Crusade
8. Damned Silence
9. March of the sentenced souls

Voto: 8/10
Recensore: Alex the Drunkard
Contatti: http://www.myspace.com/warknife

01/03/10

Ciementificio (Ita) - Rosso Sangue Bianco Ossa

Band: Ciementificio
Titolo: Rosso Sangue Bianco Ossa
Nazionalità: Italiana
Anno: 2007
Produzione: Autoproduzione

Ogni tanto in mezzo a cotanta marmaglia Metal di piagnoni/satanisti/gotici salta fuori dal nulla qualche band che ancora usa la musica per divertirsi e divertire.
Gli abruzzesi Ciementificio appartengono senz’altro a quest’ultima categoria: quattro simpatici dementi che fan confluire nel loro debutto Rosso Sangue Bianco Ossa 40 minuti di puro divertimento in Metal! Titoli come Zom-B, Vacche Zopito Cemento e Delfino Borchiato ci danno il benvenuto nella dimensione Ciementificio, un mondo dove probabilmente niente ha senso ma va bene così!
Sette sono le tracce di questo disco, si parte con Zom-B, una bella scarica Thrash al grido di “Dalla Cina al Perù sarai zombie pure tu!” che si conclude con un augurio di buona morte a tutti.
La successiva Rosso Sangue Bianco Ossa nonostante dia il titolo all’album è a mio parere il pezzo meno coinvolgente, ma ciò nonostante si lascia ascoltare piacevolmente. La tankardiana La Valle dei Morti segue il leitmotiv dell’opener, regalandoci perle come “Rosso di sera, cemento si spera”…. prima di esplodere nel finale con il classico stacco da pogo…. Applausi!
La Luce Blu Sotto è l’apice del delirio Ciementificio, basato sulla ripetizione continua della frase “CON LA LUCE BLU SOTTO” preceduta ogni volta da una variante diversa e totalmente non sense, che cresce in un escalation di assurdità degna della Gialappa’s!
Vacche, Zopito, Cemento e Delfino Borchiato sono due corposi episodi (rispettivamente di 9 e 8 minuti) che però nonostante la lunghezza riescono a non annoiare, anzi sono un valore aggiunto per via della buona varietà della proposta, se la prima ha l’aria di una allegra filastrocca folleggiante, la seconda indurisce il sound riportando il gruppo su lidi più Punk/Thrash.
Chiudo la rece con quella Macedonia di Interiora Bovine già presente sulla prima compilation di Thrash Universe, intrisa di Death, sangue e truculenta, la perfetta anthem anti-vegetariana!
Rosso Sangue Bianco Ossa in conclusione è un ottimo album che abbonda in originalità e demenzialità, progster e affini possono tranquillamente starne alla larga, ma per chi ha voglia di abbandonarsi a un piacevole ascolto di una band che non si prende sul serio, questi quattro abruzzesi sono l’ideale!
“Là dove c’era l’erba ora c’è……. un cementificio!”

Tracklist:
1. Zom-B
2. Rosso sangue bianco ossa
3. La valle dei morti
4. La luce blu sotto
5. Vacche cemento zopito
6. Macedonia di interiora bovine
7. Delfino borchiato

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 7,5/10
Contatti: http://www.myspace.com/ciementificio

10/02/10

Bulldozer (Ita) - Neurodeliri

Band: Bulldozer
Titolo: Neurodeliri
Nazionalità: Italiana
Anno: 1988
Produzione: Metalmaster

Il countdown è cominciato già da un pezzo.
Dal momento in cui Andy Panigada e AC Wild hanno annunciato la reunion, l’Italia metallara non aspetta altro che il nuovo capitolo di una leggenda nostrana chiamata BULLDOZER.
In attesa che arrivi la fatidica data di uscita dell’agognato Unexpected Fate facciamo un passo indietro al 1988, anno in cui risale l’ultimo studio album, intitolato Neurodeliri; successivamente il gruppo registrò il live-album Alive in Poland e un EP di scarso successo Dance got sick, per poi sciogliersi sul finire del 1990 causa partenza per gli Usa del batterista Klister.
Al quarto album i Bulldozer ci arrivano con la consapevolezza dei big, i precedenti The day of wrath, The Final Separation e soprattutto l’ottimo IX hanno lanciato il gruppo nell’Olimpo del metal tricolore, ma il meglio deve ancora arrivare; Neurodeliri è infatti considerato l’album più significativo del terzetto milanese, una perfetta sintesi dei lavori precedenti, in poche parole fu il miglior modo per congedarsi dai propri fans.
Il 1988 è anche un anno tragico per i Bulldozer: Dario Carria, ex bassista e fondatore della band si suicida, ed è infatti alla sua memoria che viene dato alla luce l’album, intitolato appunto Neurodeliri come il nome della band da lui creata.
La morte dell’amico Dario influenza notevolmente tutto il lavoro, sia nei testi che nella musica, come traspare già dalle note iniziali del disco.. un’aria funebre di tastiera introduce la titletrack, che racchiude nei chorus la commozione per il suo triste destino:
“Filled by desperation
another fallen angel’s suicide
(...)
Persecuted by misfortune
Sad but proud till the end”
Con la successiva Minkions si cambia totalmente registro. Un thrash schietto e veloce fa da sfondo all’invettiva contro le bands di minchioni (tanto attuali ancora adesso!) fredde e costruite ad arte per fare breccia nei cuori di altrettanto minchioni fans.
La fulminante chitarra di Andy dà il via a We are italian, Rob lo incalza pestando di brutto, AC Wild stavolta si scaglia contro i tanti detrattori del nostro bel paese, il chiaro messaggio che si evince dal testo è che noi siamo italiani… e se voi non lo siete son cazzi vostri! Facile pensare che questo implicito “fanculo” sia diretto anche alle varie riviste estere che hanno sempre mostrato un po’ di ostracismo nei loro confronti, forse anche per il fatto di essere italiani.
Art of deception segue lo schema thrash della traccia precedente, ritmo incessante e headbanging continuo fino alla parte finale in cui il pezzo si snoda in un vero e proprio duello tra la chitarra di Andy e le tastiere AC Wild, difficile stabilire chi dei due sia il vincitore, una cosa però è certa, come già per Minchions il testo di questo pezzo suona dannatamente attuale.. è facile infatti ravvisare un riferimento alla classe politica del tempo, che fa il buono e il cattivo tempo, con la gente costretta ad accettare le sue menzogne.
Il successivo Ilona had been elected è sicuramente uno dei pezzi “cult” dell’album (insieme al già citato Minkions) con la loro classica ironia i Bulldozer affrontano uno degli “scandali” del periodo ovvero l’elezione al parlamento italiano di Ilona Staller, che come per la "Bocca di rosa” di De Andrè, deve difendersi dalle accuse (ipocrite) che le piovvero addosso... qui il pezzo parte con un arpeggio breve che viene però subito disintegrato da un riff potente e blackeggiante, il quale poi si muta in maniera più groove quando subentrano le tastiere, la batteria in questo frangente diventa martellante, difficile tenere a freno la testa!
Si continua poi con un attacco nuovamente di matrice black, la batteria è il solito treno in corsa, arriva Impotence, magnifica nella sua irriverenza, inclemente nel descrivere il complesso sessuale più temuto da noi uomini:
“Failed stallion you are lost
your pride and your good fame
she won, then she said
You are MEZZA SEGA! “
Semplicemente geniale!
Manca ancora qualche pezzo alla fine del disco, ma al momento in cui scrivo un’amara riflessione mi sorge spontanea: è un peccato che una band del calibro dei Bulldozer non abbia mantenuto il successo meritato, rimanendo sempre relegata allo scomodo ruolo di band “di culto” (destino comune toccato ad esempio ai siciliani Schizo) vedendosi magari sorpassare da band meno capaci ma più “commerciali”... dura legge del mercato… purtroppo!
Tornando a noi il penultimo pezzo si chiama Mors tua vita mea, pezzo tiratissimo che parte a mille, e mantiene potenza e brutalità fino alla fine con un assolo scintillante di Andy, evidenziato da stop and go che ne impreziosiscono l’ascolto.
Nella conclusiva Willful death ritorna il riferimento a Dario Carria, le note delle tastiere scandiscono lente l’incedere triste e cadenzato del pezzo, in cui Ac Wild si rivolge direttamente all’amico:
“You gave the name to the band
and now we play for you
Maybe you won’t listen
The song dedicated to (you)
But the most important fact
Is that your spirit lives
I know there was nothing to do
That’s why we will respect you”
L’emozionante assolo di Andy spezza in due la canzone, la seconda parte è più tipicamente Bulldozer-style, la voce di Ac Wild torna grintosa e chitarra e batteria ridiventano infuocate..fino alla fine, cedendo il passo solo alla ghost-track You’ll be recalled in cui risuonano le note riprese dall’iniziale Neurodeliri, facendo sì che l’album si chiuda così come era iniziato.
Come per gli Ac/Dc di Back in Black che dedicarono il loro masterpiece al compianto Bon Scott, così i Bulldozer omaggiano come meglio non potevano l’amico suicida.
Disco consigliatissimo a tutti coloro che vogliono saperne di più riguardo questa grande band, che tanto ha dato alla scena italiana, ora non ci resta che pazientare ancora un po’ per attendere la nuova fatica targata Bulldozer.
Chiudo la recensione con la dedica contenuta nel booklet:
“This album is dedicated to Dario Carria, founding member of Bulldozer who committed suicide this year. The title of this album, Neurodeliri, is named for the band he created after his involvement in Bulldozer. His contribution to our music has been very important and great.
We respect his final choice”

Tracklist:
1. Overture/Neurodeliri
2. Minkions
3. We are…italian
4. Art of deception
5. Ilona has been elected
6. Impotence
7. Mors Tua Vita Mea
8. Willlful death/ You’ll be recalled

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 9/10
Contatti: http://www.myspace.com/bulldozerit

Intervista ai Devastator


Dopo la positiva recensione di “Underground’n Roll” torniamo a parlare dei lucchesi Devastator, questa volta con un’intervista al batterista e fondatore della band Luca

Luca parlaci di questo “Underground n’ roll”, smetti però i panni del batterista della band e calati in quelli di un ragazzo che non conosce i Devastator e si trova davanti questo disco… che sensazioni proveresti ascoltandolo?
Proverei una sensazione di nausea mista a vomito e orrore, sommata a un impulso irrefrenabile di spaccare lo stereo nel muro... A parte di scherzi, è una domanda abbastanza difficile da affrontare, e sinceramente non saprei cosa dire. Ho passato così tanto tempo dietro a sto disco (scrittura dei pezzi, prove, arrangiamenti, registrazioni ecc) che ormai lo conosco a memoria, e diciamo che mi ha pure un po’ rotto i coglioni ehehehe… Per cui non riesce proprio a venirmi in mente cosa penserei ascoltandolo da “neofita”. Che ne so, avvertirei il clima festaiolo che ha sto cd, in più la passione e la cura con cui è stato suonato…

3 studio album, 2 live album, 1 tour per tutta Italia e la soddisfazione di fare da supporto a gli Assassin, non si può certo dire che non vi spacchiate il culo, e nonostante ciò rivendicate l’”orgoglio di essere underground” , vi siete affezionati a questa dimensione o pensate che le grandi luci dei riflettori non facciano per voi? E secondo te per avere più successo è giusto scendere a compromessi?
Beh sì ti posso confermare che da quando esistiamo il culo ce lo siamo spaccato per bene… Io poi, occupandomi di tutta la parte promozionale ne so di certo qualcosa. Noi rivendichiamo il nostro “essere underground”, per il semplice motivo che tutto quello che abbiamo ottenuto fino a oggi (e te lo posso giurare su qualsiasi cosa) l’abbiamo ottenuto con le nostre sole forze. Nessun tipo di agenzia booking o promozionale ci ha aiutato, nessuna conoscenza. E poi non dipendere da nessuno è straordinario dal punto di vista della stesura dei brani. Se ci fai caso i nostri tre album sono completamente diversi l’uno dall’altro, questo perché scriviamo sempre quello che ci pare senza aver paura di perdere fans o occasioni per suonare. Quando uscimmo con il nostro primo disco “Thrash ‘n’ War” nel 2005, attirammo a noi una forte attenzione da parte dei thrashers italiani. Volendo avremmo potuto scendere a compromessi scrivendo il secondo album thrash al 100%, e magari il nostro successo sarebbe aumentato. Ma invece abbiamo semplicemente scritto quel che ci andava e il risultato lo puoi sentire su “Alcoholic Invasion”. Con questo dico che spesso per aver più successo bisogna scendere a compromessi leccando un po’ il culo ai fans delusi dall’album o dagli album precedenti.

Non ho ancora avuto il piacere di vedervi all’opera in sede live, ma immagino che la vostra musica possa rendere al meglio proprio lì, anche grazie all’ironia e la simpatia che trasmettete; c’è un qualche aneddoto particolarmente divertente che ricordi legato a un vostro live?
Ehehehe qui ci sarebbe da scrivere un libro. Durante i nostri concerti live è successo un po’ di tutto, tra cadute, vomitate, risse e chi più ne ha più ne metta. Una cosa carina da ricordare accadde durante il festival “Titans Of Thrash” nel lontano 2004. Rob salì sul palco completamente ubriaco e durante l’intro del primo pezzo per colpa dell’headbanging sfrenato perse conoscenza dal giramento di testa e svenne sul palco davanti a tutti. Prima di ripartire a suonare passarono 10 minuti buoni. All’inizio la paura fu tanta, ma poi ripensadoci tutte le volte ci scompisciamo da ridere! Un’altra cosa divertente è successa durante la nostra ultima data a Milano il 20 Giugno. Durante la canzone “Alcoholic Invasion” Ricca lancia sempre sul pubblico lattine di birra a volontà. Solo che siccome è un maledetto briao l’ultima volta ha preso in faccia una povera ragazza che era sotto il palco. Non si è fatta niente per fortuna, ma la cosa è stata enormemente divertente da vedere ehehe!
Uno degli episodi più divertenti di “Underground’n’ roll” è il pezzo “ I Hate Cover Bands”, che tra l’altro mi trova molto d’accordo, sfogati un po’ su quest’argomento illustrandoci il tuo punto di vista.
Il nostro punto di vista è semplicemente basato sul fatto che in questo paese di merda tirano di più le tribute bands che i gruppi con pezzi inediti. I locali chiamano sempre più spesso gruppi che suonano roba di altri, pagandoli anche un sacco di soldi a serata. Mentre gruppi come il nostro, e qui sento la solidarietà delle altre migliaia di band italiane underground, per riuscire a chiudere una data ci mettono anche un mese! E chi ti frega il posto? Chi ti toglie una possibilità di farti sentire dal vivo? Un gruppo di marionette truccate da personaggi famosi che scimmiottano la musica già scritta e già suonata anni prima. Tirate fuori le palle e le idee proprie, è facile suonare musica già scritta da gente che almeno le palle di scriverla le aveva!!!

L’alcohol è indubbiamente uno dei principali temi Devastator, chi di voi è il beone più marcio? Dacci qualche cenno sui tuoi alcolici compagni di bevute.
Allora: io ho smesso di bere superalcolici nel 2007, per problemi legati alla salute e perché ormai l’alcool stava diventanto una dipendenza pericolosa per me, quindi ai primi allarmi ho deciso di chiudere. Comunque una bella birra ogni tanto me la bevo sempre volentieri. Rob anche lui ha smesso con i superalcolici ma resta un devoto fanatico della birra. Infine c’è Ricca che non ha mai smesso di gonfiarsi come un pallone. Quindi il beone più marcio di noi tre è Ricca, senza dubbio. Chi lo conosce lo può confermare: Ricca non dirà mai no all’alcool, semmai sarà l’alcool che dirà no a Ricca ehe!

“Cemetery beach” è secondo me il pezzo migliore dell’album, grazie alla sua orecchiabilità, so che quando si fa questa domanda a un musicista è come chiedere a una madre di scegliere tra i suoi figli ma.. qual è il tuo brano preferito di “Underground’n’ roll e perché?
Non ho un brano preferito in particolare, diciamo che i brani di “Underground ‘n’ Roll” che mi diverto di più a suonare live sono “Cemetery Beach” perché è troppo divertente, “Here We Go” per la sua velocità e “Hypocrisy” perché è un pezzo molto completo, con parti veloci e parti lente, e soprattutto perché da quando siamo rimasti in tre la canto io in alcune parti. In definitiva scelgo proprio “Hypocrisy” come brano preferito sia da ascoltare che da suonare live. Poi è un pezzo degno di nota perché è dedicato al nostro vecchio cantante (Luchino) che ci ha mandato in culo e poi in giro ci ha fatto passare come stronzi parlandoci male alle spalle.

Di “Cemetery beach” poi ho avuto modo di vedere il bellissimo videoclip, chi è la mente geniale che lo ha partorito? Immagino poi che il “making of” sia stato esilarante, vero?
La storia del video è stata studiata da noi Devastator e Mylo, un nostro grande amico che ha pure curato regia e montaggio del video. Il video è stato girato in 5 ore, cambi di location e trucco compresi. Comunque sono molto contento di come rende il risultato finale. Rende perfettamente l’idea di come noi Devastator non vogliamo mai prenderci troppo sul serio! Confermo che la realizzazione delle riprese è stata fantastica. 5 ore ininterrotte di risate!

Ho definito l’album un calderone in cui si può trovare thrash, punk, hardcore, stoner ma soprattutto rock’n’ roll. Considerando che ogni album dei Devastator è diverso dal precedente cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Possiamo rassicurare i vostri fans che non vi farete coinvolgere da sperimentazioni dance/emo/pop?
Attualmente stiamo scrivendo materiale inedito, abbiamo già sei pezzi finiti che andranno sul nostro prossimo album, che vogliamo far uscire nel 2010. Anche il prossimo album sarà diverso dal suo predecessore, ma i fans possono stare tranquilli, visto che fino a ora la roba nuova è velocissima, estrema e incazzata come non mai! Non inseriremo mai roba da emorroidi nella nostra musica! Dance moderna mai, magari qualcosa di dance anni ’70, roba alla Abba e Bee Gees magari, che sono straordinari eheehe!

Passiamo a una domanda più di carattere generale: come vedi attualmente la scena metal italiana underground e non? Ci sono band di valore che per te meriterebbero altri palcoscenici?
Qual è la band per cui faresti carte false pur di suonarci assieme?
Come dico da sempre, la scena underground italiana è validissima e pullula di nomi che spaccano il culo, il problema è che nessuno ci vuole scommettere sopra più di quel tanto. Abbiamo una mentalità sbagliata qui in Italia, preferiamo puntare sulle reunion ehe! Le band di valore che meritano sono veramente tante, non starò a elencarle qui tutte. Una band con cui adorerei suonare? Sono tre, Bulldozer, Skruigners e Motorhead!

Dal 2001 dei tuoi Violent Overture (primi embrioni di Devastator) di acqua ne è passata sotto i ponti… tirando le somme 8 anni dopo com’è il bilancio? Hai rimorsi o rimpianti? E quali sono le ambizioni e i traguardi a cui miri?
Il bilancio dopo otto anni è più che positivo. Considerando tutte le menate che ci sono state (due cambi di cantante, etichette che ce c’hanno illuso, altre beghe varie) posso ritenermi più che soddisfatto del nostro operato. In otto anni di attività abbiamo tirato fuori 3 album, 2 demo live e un promo in studio. C’è gente in 15 anni di esistenza ha fatto meno di noi! Non ho nessun rimorso e nessun tipo di rimpianto, vivo alla giornata come sempre, non mi illudo più su niente. Come ambizione vorrei che i Devastator diventassero una band amata da tutti, non necessariamente famosa a livelli alti, ma ascoltata da ogni tipo di persona (dal rocker, dal metallaro, dal punkettone). Mi sentirei realizzato perché vuol dire che la gente avrebbe capito come intendiamo noi la musica, senza regole, senza schemi fissi e soprattutto senza limiti.

Ti ringrazio per questa bella intervista, Luca (che tra l’altro sarà la prima della nostra webzine!) lascio a te l’onere di chiudere l’intervista con qualcosa “Made by Devastator”!
Grazie mille per lo spazio che ci avete concesso, sono onorato ad essere il primo intervistato! Grazie soprattutto a te Alessandro per le domande, è stato un piacere rispondere! Ho risposto alle tue domande così, di getto, in completa sincerità. Io sono fatto così! Spero che chi legge si ritrovi in quello che penso, altrimenti pace! Invito tutti a visitare il nostro myspace www.devastator.it/devastatorcrew per ascoltare i nostri pezzi! Ogni commento che lasciate è ben accetto! Per la chiusura prendo un attimo le veci di Ricca: “MEGLIO MORI’ DI BEVE CHE DI SETE!”.

Intervista raccolta da Alex the Drunkard

Devastator (Ita) - Underground 'n' Roll

Band: Devastator
Titolo: Underground 'n' Roll
Nazionalità: Italiana
Anno: 2009
Produzione: K Records

I Devastator possono ormai definirsi una band di tutto rispetto del panorama thrash undergound italiano. Ne è la prova la nutrita discografia del gruppo lucchese che ha all’attivo ben 3 dischi e 2 live album, il tutto ha fruttato alla band un tour che si è esteso in tutta Italia, comprendendo anche una serata di supporto ai leggendari Assassin e la partecipazione a numerosi eventi italiani, insomma le soddisfazioni non sembrano mancare per questi simpatici Devastator.
L’ultima fatica risale a pochi mesi fa, esattamente aprile 2009, data di uscita di Underground ‘n’ Roll, successore di Thrash ‘n’ war e di Alcoholic Invasion.
Il divertente artwork raffigura i 4 musicisti (ora 3) in versione animata, che se la spassano in un mare tossico e poco invitante, e già si capisce che l’ironia sarà il collante di tutto l’album, titoli come Sambafukka Orchestra, Satan Porno Dog, No Scout, Yes Party! e I Hate Cover Bands lanciano un allarme all’ascoltatore: “Qui niente musi lunghi o facce incazzate, qui si thrasha e ci si diverte!”
Il sound dei Devastator quindi è abbastanza vario, facile trovare un’influenza S.O.D. e D.R.I. per la componente thrash, ma sarebbe limitativo non citare anche il punk, l’hardcore, lo stoner e soprattutto il rock’n roll, tra i generi presenti in questo calderone che ha formato Underground n’ Roll.
Si parte con un intro istrionico e giocoso che annuncia:
“ Ladies and gentleman, deads and alives!
Devastator starts to play!
Underground’n’ roll is unlistenable music for dead brains like yours!
Let the torture begins! “
Dopo di che un “Vaffanculo” ben scandito apre Here we go classica opener diretta che ci introduce nel mondo Devastator, una dimensione alcolica e cazzara.
Un riff intriso di stoner apre invece il pezzo Cemetery Beach in cui groove e rock’n roll si intrecciano a meraviglia rendendo orecchiabile e gustoso questo pezzo, di sicuro tra i migliori dell’album; difficile infatti riuscire a non farsi trascinare dall’attacco:
“Get an Angelina/ get some vaseline/ get a horny horny doo!"
Ancora più difficile trattenersi dal fare air guitaring!
La successiva No Scout? Yes Party! (già presente nella nostra compilation, Italian Thrash Universe) è un pugno in faccia a scouts e hippies, la batteria di Luca disegna la trama ideale per due minuti di pogo violento e la voce di Albe è cattiva al punto giusto, forse la traccia più rappresentativa dell’album.
Bella anche la rockeggiante Desert in cui voce e chitarra diventano un tutt’uno, e la tiratissima title-track, in cui si ritorna a lidi più prettamente thrash, una vera mazzata, immagino efficacissima in sede live, peccato duri solo poco più di un minuto; stesso discorso per la successiva Smash metal drink beer che dura 1.46 min, se da una parte la durata breve dei pezzi (della media di 2 minuti) può contribuire a dare un sound più secco e diretto, dall’altra a volte lascia una sensazione di amaro in bocca, come nei pezzi su citati, in cui magari avrebbe giovato un buon minuto in più di headbanging.
Si passa a poi a My sweet cardinal e I hate cover bands, due feroci e godibili invettive, la prima contro la falsità del clero e la seconda contro l’inutilità delle cover band (quanto c’hanno ragione! ).
La distruttiva Hypocrisy (altro pezzo di spicco) chiude degnamente a ritmo di thrash questo tostissimo Underground ’n’ roll … ma il colpo di genio sta per arrivare! Una delirante quanto caciarona ghost track travolge l’ascoltatore come un fiume in piena, una risata vi seppellirà e questi Devastator sono ottimi killer!
Underground’n’roll si può quindi definire una divertente mezz’ora di thrash’n roll festaiolo e ben suonato, ideale come sottofondo per una bella serata alcolica; la musica dei Devastator infatti è per teste calde e danneggiate dall’alcohol, per gente che ai concerti poga e fa casino, insomma non siete voi a scegliere loro, sono loro che scelgono se essere ascoltati o no da voi! Un brindisi ai Devastator!

Tracklist:
01. Sambafukka Orchestra
02. Here We Go
03. Satan Porno Dog
04. Cemetery Beach
05. No Scout? Yes, Party!
06. Desert
07. Dead Pride
08. Rotten Surf
09. A Very Famous Corpse
10. Underground 'N' Roll
11. Smash Metal Drink Beer
12. My Sweet Cardinal
13. I Hate Cover Bands
14. Metal J. Fox
15. Hypocrisy

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 7,5/10
Contatti: http://www.devastator.it/ - http://www.myspace.com/devastatorcrew

Neurasthenia (Ita) - Possessed

Band: Neurasthenia
Titolo: Possessed
Nazionalità: Italiana
Anno: 2007
Produzione: UK-Division Records

Tra le bands sicuramente più interessanti dell’attuale panorama thrash italiano possiamo trovare i bolognesi Neurasthenia, che grazie anche a un’intensa attività live (che li ha portati anche a suonare con bands del calibro di Municipal Waste, Forbidden e Fueled by Fire) si sono ritagliati anche una buona fetta di notorietà.
I Neurasthenia nascono ufficialmente nel 2004 ad opera di Neil (chitarrista ritmico e voce) e Lehmann (basso) i quali dopo il tramonto del precedente gruppo di nome Animalator decidono di rimettersi in gioco con questo interessante nuovo progetto.
Lo stile è quello nudo e crudo del thrash vecchio stampo, senza compromessi né concessioni a modernismi vari, supportato da un’ottima presenza scenica del quartetto che in sede live risulta ancora più convincente che su disco, merito soprattutto del carismatico frontman Neil, totalmente a suo agio su un palco, e ben coadiuvato anche da Lehmann e Phil.
L’album che segna il debutto è Possessed (anno di uscita 2007) disco di 8 tracce dannatamente thrash, con rimandi alla vecchia scuola di matrice Bay Area.
Il livello medio è abbastanza alto, in quanto tutti e 8 i pezzi si mantengono su buoni standard qualitativi, senza quindi registrare importanti cali di tensione, ciò fa si che Possessed risulti quindi più che soddisfacente all’ascolto.
Difficile citare una canzone piuttosto che un’altra, ci sarebbero ad esempio l’accattivante In Loving of, la grooveggiante Assassination, oppure l’opener Screaming Corpse (dal chiaro retrogusto Metallica) ma a mio parere la più coinvolgente è l’anthem Neurastenia, un vero e proprio inno thrash da cantare a squarciagola:

“Fly inside my eyes
Thrash metal is my life
Today and tomorrow
Fly inside my eyes
Thrash metal never dies
Today and tomorrow”

Di certo un testo che non brilla per profondità o originalità (in effetti questa pecca si nota non solo in questo pezzo) ma se non altro è orecchiabile e diretto. Al di là di questo comunque i Neurasthenia possono essere molto soddisfatti del lavoro, anche se a tratti sono un po’ derivativi (limite che però è caratteristico del thrash). Se l’album sarà di vostro piacimento non perdeteli dal vivo, perché è lì che il quartetto sfodera tutta la propria potenza.
Consigliato a tutti coloro che vogliono respirare una sana boccata di thrash genuino ed efficace. I cultori dell’innovazione o dei tecnicismi vari possono invece benissimo starne alla larga.

Tracklist:
1. Screaming Corpse
2. Feel Possessed
3. In loving of…
4. Majestic March
5. Neurasthenia
6. Assassination
7. The last order of god
8. Night Under Terror

Recensore: Alex the Drunkard - dawsss85@libero.it
Voto: 7/10
Contatti: http://www.neurasthenia.it/ - http://www.myspace.com/neurastheniaband

29/01/10

THRASH UNIVERSE VOL. II: La cover!

Ecco la copertina diu quello che sarà il secondo volume della nostra compilation! Rispetto alla precedente (fatta in 2 minuti ipervelocemente perchè chi la doveva fare ha dato miseramente buca) questa rispecchia maggiormente tanto il nostro portale quanto la musica che abbiamo scelto di supportare.